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Manovra finanziaria: sorprese in vista

18 Dicembre 2019 | Autore:
Manovra finanziaria: sorprese in vista

La legge di Bilancio sta per passare al vaglio della commissione parlamentare della Camera, che è presieduta da un noto esponente della Lega. 

Sorprese in vista? “Stiamo lavorando…” ha detto poco fa Matteo Salvini ai cronisti che lo interpellavano, chiedendogli proprio se la Lega stesse lavorando a qualche sorpresa per il governo in Parlamento prima della chiusura dell’esame della manovra finanziaria. Conoscendo il personaggio, di solito molto più aperto e diretto, questa dichiarazione così sfuggente fa supporre che ci sia qualcosa sotto, un progetto che ancora non può essere rivelato.

Che l’opposizione non si fosse rassegnata a lasciar passare una manovra finanziaria continuamente definita “tutta tasse e manette” dai vari leader Salvini, Meloni e Berlusconi lo si era capito; ma adesso al di là delle parole di protesta arrivano segnali concreti che lasciano intravedere l’ipotesi del blocco dei lavori, che si trovano quasi in dirittura d’arrivo per l’approvazione definitiva. Vediamo subito cosa bolle in pentola e quali “scherzetti” potrebbero essere fatti alla maggioranza, che oltretutto non appare coesa come sarebbe necessario in vista del voto di fiducia programmato per lunedì su un testo che però non è ancora quello finale.

Già il calendario dei lavori programmati parla chiaro e lascia intravedere che battaglia ci sarà: domattina alle 09,30 scadrà infatti il termine per la presentazione degli emendamenti alla manovra. Se ricordiamo cosa è successo pochi giorni fa, quando una valanga di emendamenti ha sommerso il Senato – mille dei quali proposti dagli stessi partiti di maggioranza, a dimostrazione che il provvedimento presentato dal Governo non era solido e condiviso come sembrava – possiamo capire quel che succederà: saranno molti, inaspettati e ostacoleranno il cammino del provvedimento legislativo.

Fonti della nostra agenzia stampa Adnkronos comunicano che si prevede la presentazione di circa 350 proposte di modifica, che dovrebbero provenire tutte dall’opposizione e potrebbero essere accorpate in un unico “pacchetto” per il quale votare si o no, approvare o bocciare in blocco; ma non è detto che qualche gruppo della maggioranza possa presentare anche dei correttivi propri, e allora il discorso si complicherebbe, perché non potrebbero rimanere “fuori sacco” e venire trattati in maniera diversa dagli altri, pena un’evidente disparità di trattamento. Ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha già preannunciato che presenterà ricorso alla Corte Costituzionale contro la manovra proprio per l’eccessiva compressione dei lavori parlamentari, che non darebbero tempo e modo di esaminare i provvedimenti proposti.

Sempre domani, entro le 18,30, ci saranno le dichiarazioni di inammissibilità: anche qui si prevede una grossa bocciatura della maggior parte dei correttivi, come è accaduto al Senato dove quasi tutti non hanno superato questo filtro, e solo pochissimi sono stati ammessi e recuperati; ma si sono rivelati decisivi per cambiare il quadro del provvedimento, ad esempio sulla plastic tax o sulla tassazione delle auto aziendali.

A questo punto, ci sarà un’ora soltanto per proporre eventuali ricorsi contro le inammissibilità dichiarate: il termine scadrà alle 19,30 di domani. Per venerdì alle 10,00 è programmata la riunione della Commissione Bilancio della Camera, un’ora di pausa per il pranzo tra le 13 e le 14 e poi si riprende, ma la conclusione è programmata per le 18 del giorno stesso. Un po’ poco per consentire di esaminare tutte le proposte di modifica che ci saranno.

E qui arriva l’ostacolo ideato dall’opposizione: l’agenzia stampa Adnkronos apprende e comunica che la presidenza della commissione Bilancio alla Camera ha chiesto di ascoltare il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sulla manovra, prima di procedere oltre. Ma chi è il presidente che ha disposto questa convocazione? È Claudio Borghi, esponente di spicco della Lega e noto per le sue posizioni anti-euro. La sua richiesta viene motivata proprio dal fatto che la maggioranza ha scelto di procedere a due sole letture per il disegno di legge di Bilancio, già approvato in Senato l’altroieri, ‘saltando’ di fatto le possibilità di esame della commissione della Camera.

Sfida accettata dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che, sempre secondo quanto ci resoconta Adnkronos, ha deciso di intervenire domani alle 10 in commissione Bilancio della Camera per essere sentito sulla manovra. Il round tra Roberto Gualtieri e Claudio Borghi si profila interessante e c’è da aspettarsi scintille, se non fuoco e fiamme. Potrebbe succedere di tutto, ma nel frattempo il calendario successivo è già stato stabilito. Sabato si parte con le votazioni, fino al conferimento del mandato al relatore, atteso nella tarda serata. A questo punto, il disegno di legge definitivo dovrebbe approdare in Aula per la discussione nella giornata di domenica 22 dicembre, e infine lunedì si voterebbe la fiducia. Qui ci sarà la conta definitiva dei numeri a favore e contrari.


note

Autore immagine: 123rf.com


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