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Cos’è il Fido o l’apertura di credito bancario

16 Agosto 2013
Cos’è il Fido o l’apertura di credito bancario

Con il fido, la banca riconosce al correntista la possibilità di utilizzare e spendere una predeterminata somma di denaro superiore rispetto a quanto ha a disposizione sul proprio conto corrente.

 

Conosciuta nella pratica anche come “fido bancario” o “castelletto“, l’apertura di credito bancario è contratto che obbliga la banca (accreditante) a tenere a disposizione del cliente (accreditato) una determinata somma di danaro per un dato tempo o a tempo indeterminato.

In pratica, con questo contratto, la banca consente al correntista di utilizzare (ossia spendere) una somma superiore a quella che quest’ultimo ha a disposizione sul proprio conto.

Per esempio: se il cliente ha un conto corrente con un attivo di 1.000 euro e ottiene dalla banca un’apertura di credito di 500 euro, egli potrà spendere fino a 1.500 euro. Solo qualora egli spenda un centesimo in più il suo saldo sarà considerato “in rosso” e, pertanto, scatterà l’obbligo di ripianare lo scoperto. Ovviamente, il correntista resta sempre obbligato a restituire le 500 euro di fido alla banca, in base a quanto previsto nel contratto.

In tal modo, è come se la banca concedesse, di volta in volta, al proprio correntista una sorta di prestito fino ad un certo determinato importo. Il correntista può utilizzarla nell’ambito dei propri acquisti o meno, decidendo se sforare o meno dal proprio saldo attivo di conto.

Con l’apertura di credito bancario, la banca si rende debitrice del cliente per la somma accreditatagli ed il cliente acquista verso la banca il diritto di utilizzare il credito concessogli (cosiddetta provvista o disponibilità) in tutto o in parte in una o più soluzioni.

 

Differenza con il mutuo

Come osservato, infatti, mentre con il contratto di apertura di credito bancario, la banca si obbliga a tenere una somma di danaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato a disposizione del cliente, il quale ha diritto di disporre della stessa in più volte, secondo le forme di uso se non è stato convenuto altrimenti ovvero in qualsiasi momento e quindi anche immediatamente dopo l’apertura del credito, il mutuo invece è un contratto con il quale una parte consegna all’altra, che si obbliga a restituirla, una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili.

L’obbligo di restituire la somma

L’obbligazione di restituzione verrà adempiuta, quanto al capitale, allo scioglimento del contratto: ossia alla scadenza del contratto, se il contratto è a tempo determinato; oppure quando una delle parti, osservando il preavviso, dichiari di recedere dal contratto se l’apertura di credito è a tempo indeterminato.

Gli interessi vengono, invece, addebitati subito nel conto del cliente secondo scadenze annuali, semestrali o trimestrali stabilite nel contratto.

Tipologie

Si distingue l‘apertura semplice, caratterizzata da un solo utilizzo della somma messa a disposizione, anche se con successivi prelevamenti, da quella in conto corrente, che offre la possibilità all’accreditato di effettuare versamenti per reintegrare i prelievi effettuati.

Si distingue, inoltre, tra apertura allo scoperto o apertura garantita.

In quest’ultimo caso, le garanzie reali o personali non si estinguono se non con la cessazione del rapporto. Se poi le garanzie divengono insufficienti, la banca può chiedere un supplemento di garanzia o la sostituzione del garante. Se l’accreditato non ottempera alla richiesta, la banca può ridurre il credito ovvero recedere dal contratto.

 

Recesso

Nel caso di apertura di credito bancario a indeterminato, ciascuna delle parti può liberamente recedere dando preavviso nei termini fissati dal contratto, dagli usi, o, in mancanza, entro quindici giorni.

Nel caso di apertura di credito bancario a determinato,, la banca, salvo patto contrario, può recedere prima della scadenza solo se esiste una giusta causa: il recesso sospende immediatamente l’utilizzazione del credito, ma la banca deve concedere al cliente un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e degli interessi.

Nel contratto di apertura di credito bancario a termine la banca può recedere prima della scadenza del termine, anche in mancanza di giusta causa, se il recesso sia stato previsto dalle parti: ciò, in quanto la norma che ammette il recesso prima del termine solo per giusta causa, fa espressamente salvi i patti contrari stipulati dalle parti nella loro autonomia contrattuale.

 

L’anticipazione bancaria

Una sottospecie dell’apertura di credito bancario è l’anticipazione bancaria caratterizzata dalla circostanza di essere necessariamente accompagnata dal rilascio di una garanzia che costituisce quindi elemento essenziale della fattispecie negoziale. In tale ipotesi, infatti, al credito accordato dalla banca necessariamente accede la prestazione, da parte del beneficiario dell’anticipazione, di una garanzia costituita da pegno su titoli e merci.

La caratteristica peculiare del contratto è data dal fatto che la somma prestata dalla banca rappresenta una certa percentuale del valore dei beni dati in garanzia, e tale proporzione tra somma prestata e valore dei beni dati in garanzia deve rimanere costante per tutta la durata del rapporto. Infatti, il cliente, anche prima della scadenza del contratto può restituire alla banca una parte della somma utilizzata ed in tal caso può ritirare in misura proporzionale una parte dei titoli o delle merci.

Se poi il valore della garanzia diminuisce di almeno un decimo rispetto a quello stimato al momento del contratto, la banca può chiedere un supplemento di garanzia e se questo non viene dato può procedere alla vendita dei titoli o delle merci. Tuttavia, se a garanzia del credito, sono vincolati depositi di danaro, merci o titoli per i quali sia stata conferita alla banca la facoltà di disporne, si ha pegno irregolare e la banca è tenuta a restituire solo la somma o la parte delle merci o dei titoli eccedenti l’ammontare dei crediti garantiti.

La prassi conosce anche anticipazione bancarie con concessione di pegni su crediti: in tale ipotesi, la banca dovrà versare al debitore che non provvede al rimborso dell’anticipazione la somma che eventualmente residua una volta operata la compensazione con quanto anticipato, oltre spese ed interessi.



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