Diritto e Fisco | Articoli

La liberalizzazione del wi-fi nei locali pubblici: come funziona

17 Agosto 2013
La liberalizzazione del wi-fi nei locali pubblici: come funziona

Assenza di obblighi di alcun tipo per chiunque offra servizi di accesso internet via wi-fi, purché essi non siano l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio; vale quindi per esercenti, negozi, ristoranti e pubbliche amministrazioni che offrono il wi-fi a utenti e clienti: essi non devono chiedere autorizzazioni, né identificare gli utenti né tracciarne il traffico.

L’ultima versione del Decreto del Fare ha tentato di mettere la parola “fine” sull’agognata liberalizzazione del wi-fi.

In buona sostanza sono caduti tutti gli obblighi per esercenti, negozi, ristoranti e pubbliche amministrazioni che offrono il wi-fi agli utenti, a condizione che l’offerta di accesso alla rete internet non costituisca l’attività prevalente del gestore del servizio. Sono esclusi dalle liberalizzazioni (e tenuti ai vecchi obblighi), quindi, gli operatori tlc e gli internet point, che basano il business sull’offerta di accesso a internet.

Per i soggetti sopra indicati, l’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite rete wi-fi non richiede più l’identificazione personale degli utilizzatori. Sono caduti anche gli obblighi di richiedere le autorizzazioni e di tracciare il traffico dell’utente.

L’obbligo di identificazione era già caduto, di fatto, nel 2011, con la scadenza di alcuni termini del Decreto Pisanu. Questa, di per sé, non è quindi una novità; ma molti esercenti aspettavano comunque una norma che esplicitasse l’assenza di obblighi di identificazione. Il decreto del Fare chiarisce anche che gli esercenti non sono tenuti agli stessi obblighi previsti dal codice delle comunicazioni per gli operatori telefonici. Infine, elimina per loro i pochi obblighi sopravvissuti con il decreto Pisanu del 2005.

In più, il decreto elimina un recente obbligo di avvalersi di un tecnico installatore, iscritto a uno speciale albo, per creare reti wi-fi di una certa grandezza.

Insomma, adesso un esercente, un negozio, un hotel, un ristorante, ma anche una pubblica amministrazione può liberamente mettere un hot spot, collegarlo alla rete e offrire il servizio a tutti, senza doversi preoccupare di autorizzazioni, di mettere password di accesso o tracciare il traffico.

In realtà, in questi giorni vari esperti e operatori specializzati in wi-fi si sono interrogati sulle conseguenze della liberalizzazione e hanno concluso che resta consigliabile tenere traccia di chi utilizza il nostro hot spot wi-fi. Può servire per due motivi. Il primo: per discolparsi nei confronti di indagini di polizia, qualora qualche utente utilizzi la connessione per commettere reati. Il secondo: per poter costruire business e marketing innovativo sulla propria rete wi-fi, profilando i clienti, offrendo loto coupon e offerte personalizzate.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube