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Domicilio digitale: una PEC per ogni cittadino

17 Agosto 2013
Domicilio digitale: una PEC per ogni cittadino

La casella di posta verrà attribuita nel momento di cambiamenti nell’iscrizione anagrafica, ma questo non comporterà in automatico che le notifiche della p.a. verranno effettuate attraverso l’email certificata.

Il decreto del Fare ha adottato due importanti norme in materia di domicilio digitale dei cittadini italiani. Vediamole nel dettaglio.

Una Pec per tutti

La nuova norma [1] prevede che a ciascun cittadino che richieda un documento di identificazione unificato, oppure richieda l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente oppure richieda il cambio di residenza, venga attribuita una casella di posta elettronica certificata pubblica [2].

Questa casella di Pec, che può essere attivata direttamente dal cittadino, ha funzione di domicilio digitale,  vale a dire di domicilio attraverso il quale le pubbliche amministrazioni possono notificare gli atti da loro emanati. Questa funzione non è però automatica, ma scatta solo dopo che la Pec viene autonomamente attivata.

I cittadini hanno la facoltà di richiedere l’attivazione del domicilio digitale. Quindi il nuovo automatismo che attribuisce la Pec al cittadino non vincola il cittadino a ricevere obbligatoriamente la notifica degli atti via Pec. Questo effetto decorre solo dal momento in cui il cittadino provvede, con procedura telematica, ad attivare la Pec a lui assegnata.

La norma prevede, tra l’altro, che il nuovo documento unificato sostituisca definitivamente il tesserino sanitario che attualmente riporta il codice fiscale del titolare.

I servizi della P.A.

La seconda misura messa in campo dal Decreto del Fare riguarda la gestione dell’identità digitale. Il Codice per l’amministrazione digitale prevede già ora che, nel caso venga richiesta una identità digitale, la carta d’identità elettronica e la carta nazionale dei servizi consentono l’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni [3].

Il Decreto del Fare attualizza e rende più sicura la gestione dell’identità digitale attraverso il nuovo servizio Spid. Si prevede, in particolare [4], proprio per favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l’accesso da parte di cittadini e imprese, anche in mobilità, l’istituzione, a cura dell’Agenzia per l’Italia digitale, del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (Spid).

Tramite questo sistema, cittadini e imprese potranno richiedere direttamente tutti i servizi erogati in modalità virtuale dalle pubbliche amministrazioni. Tutto questo sarà possibile con l’approvazione di un Dpcm che fisserà le regole e le modalità di attivazione del servizio.

Per tutti gli utenti la realizzazione dello Spid potrebbe essere una vera rivoluzione che faciliterà l’accesso sicuro ai servizi pubblici.


Il domicilio digitale: La richiesta di un documento di identificazione unificato, o di iscrizione anagrafica alla popolazione residente o di cambio di residenza determina l’attribuzione automatica di una casella di posta elettronica certificata pubblica.

La Pec pubblica: la Pec pubblica assolve alla funzione di domicilio digitale attraverso cui le p.a. notificheranno i propri atti ai cittadini. Il domicilio digitale non opera in automatico, ma è il cittadino che deve (se vuole) attivare la Pec attraverso una procedura telematica.

L’identità digitale: l’accesso ai servizi erogati in rete dalle p.a. sarà reso più facile e sicuro attraverso il nuovo sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (Spid).

note

[1] Art. 14, DL 69/13 che modifica l’art. 10 del DL 70/11.

[2] Art. 16 bis del DL 185/08.

[3] Art. 64 cod. Amministrazione digitale.

[4] Art. 16 ter DL 69/13.


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