Pignoramento stipendio 2020

19 Dicembre 2019 | Autore:
Pignoramento stipendio 2020

La misura del pignoramento dello stipendio varia in base all’assegno sociale Inps, che è base di riferimento per il calcolo. Nel 2020, gli importi sono cambiati.

Le regole per il pignoramento dello stipendio sono fissate in via generale dal Codice di procedura civile [1], ma la misura concreta entro cui detto pignoramento può avvenire varia di anno in anno. Infatti, con l’ultima riforma del processo esecutivo, il tetto per l’impignorabilità della busta paga depositata in banca e divenuta ormai deposito del conto corrente, muta in relazione a uno specifico parametro determinato annualmente dall’Inps: l’assegno sociale. L’assegno sociale 2020 è variato rispetto a quello del 2019, con un leggero aumento che incide sugli importi pignorabili.

Ecco perché, ferme restando le stesse regole, è possibile che chi subisce un pignoramento dello stipendio in un determinato periodo abbia una trattenuta superiore rispetto ad altre persone. Vediamo dunque quali sono le attuali regole stabilite per il pignoramento dello stipendio per il 2020.

Pignoramento della busta paga in azienda

Il pignoramento della busta paga, eseguito presso l’azienda, varia solo in base allo stipendio e, ovviamente, dipende dall’ammontare della somma pignorata. Dopo la notifica dell’atto di pignoramento – che va inviata sia al dipendente che al datore – quest’ultimo trattiene, dal salario mensile, le somme che l’ufficiale giudiziario ha intimato di non versare al dipendente. Il lavoratore riceverà, quindi, lo stipendio già al netto della trattenuta.

Il pignoramento dello stipendio 2020 in azienda è diverso a seconda che si tratti di pignoramenti eseguiti da soggetti privati o dall’Agente della riscossione.

Pignoramento stipendio fatto da privati

Si prende a riferimento lo stipendio, comprensivo di straordinari e di altri compensi erogati al dipendente, esclusi solo i rimborsi spesa:

  • per i crediti alimentari il pignoramento è pari alla misura autorizzata dal giudice dell’esecuzione;
  • per ogni altro credito privato il pignoramento è di massimo un quinto dello stipendio.

Se vi sono più pignoramenti nello stesso tempo, che attengono a più cause creditorie, il pignoramento può avvenire fino a massimo metà dello stipendio. Le tipologie di credito che costituiscono “classi” diverse e che, quindi, possono concorrere tra loro sono: crediti alimentari (ad es. quelli all’ex moglie o ai figli), crediti per tributi (ad esempio, quelli dovuti all’Agenzia delle Entrate, all’Esattore, alla Regione), altri crediti (ad esempio banche, fornitori, spese di soccombenza in giudizio, ecc.) Così, ad esempio:

  • se un soggetto subisce il pignoramento da parte di una banca e di una finanziaria, lo stipendio può essere pignorato fino a massimo un quinto (il secondo che agisce viene accodato al primo e si inizia a soddisfare solo dopo che il primo è stato completamente pagato);
  • se un soggetto subìsce il pignoramento da parte dell’ex moglie o dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, lo stipendio può essere pignorato fino a massimo la metà.

Pignoramento stipendio fatto dall’Agente della Riscossione

Se ad agire è Agenzia Entrate Riscossione, il pignoramento dello stipendio può avvenire nei seguenti limiti:

  • stipendi fino a massimo 2.500 euro: un decimo dello stipendio;
  • stipendi fino a massimo 5.000 euro: un settimo dello stipendio;
  • stipendi oltre 5.000 euro: un quinto dello stipendio.

Pignoramento dello stipendio fatto in banca

Regole diverse valgono nel caso in cui lo stipendio venga pignorato una volta che è stato accreditato dall’azienda sul conto corrente “dedicato” del lavoratore, come ormai avviene in massima parte da luglio 2018 in poi, essendo stato introdotto l’obbligo di corresponsione degli emolumenti con pagamenti tracciati. In tal caso, come detto all’inizio, la misura del pignoramento dello stipendio varia proprio a seconda dell’ammontare dell’assegno sociale erogato dall’Inps. L’assegno sociale per il 2020 è pari a 459,83 [2]. In particolare:

  • per le quote di stipendio accreditate in banca prima del pignoramento: è pignorabile l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale. Si fa questa operazione: stipendio mensile – (misura massima assegno sociale mensile x 3) = somma pignorabile. Ad esempio: su uno stipendio di 1500 euro vanno detratti 1379,49 euro (ossia 459,83 x 3). Quindi, è possibile pignorare solo 120,51 euro; se, invece, lo stipendio fosse di 2.000 euro, si potrà pignorare solo la differenza tra tale importo e 1.379,49 euro ossia 620.51 euro;
  • per le quote di stipendio accreditate dall’azienda dopo la data del pignoramento o successivamente vengono pignorati gli stessi importi che abbiamo visto nel caso della trattenuta della busta paga da parte del datore di lavoro ossia:
    • per i crediti alimentari, nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o dal giudice delegato;
    • per ogni altro credito nel limite di 1/5;
    • per il pignoramento in concorso di più cause creditorie (alimenti, tributi, altre cause) fino alla metà dello stipendio.

note

[1] Art. 545 Cod. proc. civ.

[2] D.M. 15 novembre 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 278 del 27.11.2019, e Circolare Inps n.147 del 11.12.2019.


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