Bonus Befana: 2000 euro a italiano

19 Dicembre 2019 | Autore:
Bonus Befana: 2000 euro a italiano

Cashback sugli acquisti pagati con carte o bancomat: lo prevede la manovra finanziaria in arrivo e lo ha confermato il premier Conte.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato, durante la trasmissione televisiva «di martedì» su La7, che gli italiani che pagheranno i propri acquisti con strumenti tracciabili ed elettronici, come le carte ed il bancomat, riceveranno rimborsi fino a 2 mila euro: si tratta del Bonus Befana annunciato già ad ottobre e che avverrà con il meccanismo del cashback, vale a dire prima paghi e poi ricevi indietro una percentuale dell’importo speso.

«Sappiate, io lo dico a tutti, se non piace il piano anti-evasione cercate di mandarmi a casa. Io lotterò fino all’ultimo giorno», ha detto il premier e ha aggiunto «Abbiamo 3 miliardi dalla lotta all’evasione che noi destineremo come superbonus nelle tasche dei cittadini. Le dico una novità: credo che arriveremo a liquidare, a far trovare nei conti correnti – vi arriverà a casa – fino a 2 mila euro sulla base degli acquisti che si accumuleranno. Non solo carta di credito, offriremo un ampio ventaglio di pagamenti digitalizzati», ha detto il premier.

L’intento del Governo è quello di favorire la diffusione dei pagamenti elettronici a scapito dell’uso del denaro contante e per questo si è previsto questo nuovo incentivo, in modo da premiare chi sceglierà di pagare senza usare banconote o monete tradizionali. Il rimborso spetterà infatti solo a chi userà le modalità di pagamento digitale e tracciabile.

Il meccanismo sarà il seguente: man mano che si effettuano gli acquisti – tutti registrati dai sistemi di pagamento elettronici utilizzati – una percentuale sarà accumulata e infine, sulla base di quanto contabilizzato come spesa effettuata nel periodo di riferimento, verrà erogato il rimborso direttamente sul conto corrente o sulla carta utilizzati per i pagamenti.

Chi raggiungerà il massimo riceverà fino a 2 mila euro nell’estratto conto della banca. Nella prima versione del Documento di economia e finanza, a ottobre scorso, si era pensato al tetto di 2.500 euro come ammontare massimo di Iva pagata e dunque l’ammontare del bonus, calcolato su una percentuale di detrazione del 19%, avrebbe avuto un massimo rimborsabile di 475 euro a persona. Ora stando alle anticipazioni del presidente del Consiglio la soglia potrebbe variare ed essere molto di più di quanto si era previsto inizialmente. Ci saranno poi soglie più basse per chi spende di meno del massimo riconosciuto, ad esempio, da 1.000, 500 e 250 euro.

L’ammontare accumulato si vedrà su sei mesi e precisamente nel secondo semestre 2020, visto che l’operazione entrerà in vigore a luglio, non prima, e i primi rimborsi si effettueranno a gennaio 2021; per questo lo stesso premier Conte ha definito il meccanismo un bonus Befana. A regime, invece, si prevede che il cashback avverrà ogni mese, al raggiungimento delle soglie previste.

La legge di Bilancio in fase di approvazione definitiva prevede infatti che «le persone fisiche maggiorenni residenti nel territorio dello Stato che effettuano abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici hanno diritto a un rimborso in denaro, alle condizioni e sulla base dei criteri individuati dalle disposizioni attuative».

Bisognerà dunque essere maggiorenni, residenti in Italia, pagare in modalità elettronica (dovrebbero così essere comprese anche le app sempre più diffuse sugli smartphone); l’unico ma fondamentale problema è che si tratta di una legge quadro e occorreranno le norme attuative – che ancora devono essere emanate – per sapere come funzionerà in concreto il nuovo sistema.

Intanto si sa già che il fondo stanziato per coprire questi pagamenti del Bonus Befana sarà di 3 miliardi di euro per il 2021 ed il 2022; non prima, dunque, in quanto il 2020 sarà l’anno di “rodaggio”, il meccanismo partirà a luglio e dunque i primi soldi verranno riconosciuti a partire dall’anno successivo.

Il termine che la legge di Bilancio fissa per l’emanazione di queste norme attuative è il 30 aprile, data entro la quale arriverà il Decreto del ministero dell’Economia e occorrerà anche il parere del Garante privacy, trattandosi di dati riguardanti le abitudini di spesa e che potrebbero comprendere informazioni sensibili.


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Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. ho letto l’articolo 2000 euro a italiano quindi tra 15 giorni lo stato mi accrediterà sul conto 2000 euro? stavo già festeggiando ma poi ho letto l’articolo e ho dedotto stando a come si è pronunciato conte ma la pubblicità ingannevole con conseguenti sanzioni di migliaia se non milioni di euro vale solo per gli altri? e non per i ministri e affini quando parlano e promettono? mah! dov’è la giustizia?

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