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Adescamento minorile sul web

19 Dicembre 2019
Adescamento minorile sul web

Quando chattare con una ragazza su internet che ha meno di 18 anni è reato e quando l’invio di foto può costituire un illecito penale.

Chattare con una ragazza che ha meno di 18 anni è reato? Che succede se, nella conversazione su Facebook, su Instagram o su qualsiasi altro social, oltre ai consueti apprezzamenti estetici, dovesse risultare un invito diretto ad avere rapporti sessuali? E se invece di andare subito “al sodo”, dovesse esserci un gioco di corteggiamento, una promessa d’amore eterno, l’insidiosa trappola di una richiesta di appuntamento? Lo scambio di fotografie di corpi nudi può essere considerato un reato?

Il tema dell’adescamento minorile sul web, purtroppo, è sempre attuale, complici da un lato le nuove piattaforme digitali che hanno facilitato gli incontri e, dall’altro, la maggiore apertura dei giovani a certi tipi di discorsi.

Adescamento minorile: in cosa consiste? 

Una recente sentenza della Cassazione [1] è tornata sul tema dell’adescamento minorile per distinguerlo dal reato di «atti sessuali con minore». Come si noterà leggendo i due articoli del Codice penale dedicati a tali illeciti (da un lato l’art. 609-undecies cp e dall’altro l’art. 609-quater cp), il legislatore ha previsto una tutela più forte nel caso dell’adescamento (anche se operato tramite web) e ciò per via della condotta maliziosa del reo, il quale si avvale di raggiri e lusinghe per carpire la fiducia della ragazzina e raggiungere il proprio fine (il rapporto sessuale). Difatti, se per gli atti sessuali con minorenne il delitto scatta solo se la vittima ha meno di 14 anni (ossia da 1 a 13 anni), per quello di adescamento, invece, non c’è reato solo a partire da 16 anni. 

Insomma, la legge presume che se a 14 anni una persona è sufficientemente matura per capire il significato di un atto sessuale (e perciò di scegliere se aderire o meno alla proposta), non lo è invece per distinguere chi sta cercando di raggirarla con artifici e sotterfugi. 

Le cose stanno, quindi, in questo modo. Chi va a letto con una ragazza di 14 anni non commette reato, anche se il divario di età è notevolmente più elevato. Così non ci può essere alcun reato per l’uomo di 60 anni che consuma un rapporto con una ragazza di 15 anni. Il reato sussiste solo se la vittima ha 13 anni o meno. 

Chi, invece, adesca un minore sul web è condannato se la vittima ha meno di 16 anni.

Quando chattare con minori è reato

Non scatta reato per chi chatta con una minorenne il semplice scambiarsi messaggi non ha alcun rilievo penale. Ed anche fare dei complimenti non può costituire reato. Il reato scatta, invece, quando concorrono contemporaneamente questi due elementi:

  • il minore/la minore deve avere meno di 16 anni (ossia da 1 a 15 anni);
  • dal tenore della conversazione, si evince chiaramente che l’adulto sta solo cercando, con lusinghe o altri mezzi indiretti, di ottenere un rapporto sessuale. 

In questo caso, non conta la distanza, il fatto che non vi sia stato alcun appuntamento fisico e, tantomeno, un rapporto. Basterebbero le semplici promesse, la dichiarazione d’amore o l’invito a una serata “a due” per far scattare il reato. Insomma, si deve evincere che, dietro alla chat, c’è il tentativo di ottenere un rapporto carnale.

Puoi trovare maggiori informazioni su questo tema nell’articolo Conversazioni hot con minorenne in chat: cosa rischio?

L’adescamento minorile sul web non richiede uno strumento particolare come la chat su un social: è tale anche quello operato tramite Whatsapp [2].

Ad essere punite sono le conversazioni a sfondo sessuale mediante un sito Internet e adoperando artifici e lusinghe volte a carpirne la fiducia (tra cui anche quella di far credere di avere un’età più bassa o di essere interessato ad avere una relazione sentimentale).

Il reato scatta anche solo se il reo agisce con lo scopo di ottenere materiale pornografico. Quindi, la richiesta di foto del corpo nudo rientra ugualmente nell’adescamento minorile sul web.

Siccome la condotta vietata è l’adescamento ossia il comportamento tendenzioso, malizioso e il raggiro, la semplice e diretta richiesta di avere un rapporto sessuale, inoltrata tramite una chat a un minore di 16 anni, non costituisce reato. Qui, infatti, non c’è alcuna mistificazione della realtà e il minore è in grado di capire il significato da dare alle parole dell’adulto e, quindi, scegliere se aderire o meno alla proposta. Del resto, se è vero che l’età del consenso è 14 anni, il diverso modo di avanzare l’offerta (tramite internet anziché a parole) non può far scattare un reato che, altrimenti, di persona non si sarebbe mai configurato.

L’età del consenso

L’età del consenso, ossia quella a partire dalla quale il rapporto sessuale è libero e non integra reato a carico della persona più adulta è 14 anni. Benché il reato sia chiamato «atti sessuali con minorenne», con il termine “minorenne” si intende solo chi ha meno di 14 anni. Resta, quindi, legale avere un rapporto con un minore da 14 a 17 anni.

Tuttavia, il limite di età è elevato a 16 anni quando l’adulto è un genitore (anche adottivo), un tutore, il tutore o altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza. Quindi, l’insegnante di musica o di educazione fisica deve attendere che la propria allieva compia almeno 16 anni per poter avere un rapporto con lei. 

Adescamento minorile sul web: sentenze 

Il reato di adescamento di minore posto in essere tramite internet si consuma nel luogo in cui si trova il minore

Il reato di adescamento di minorenni, previsto dall’art. 609-undecies c.p., si consuma nel tempo e nel luogo in cui l’agente realizza le condotte descritte nella fattispecie incriminatrice; tuttavia, qualora l’illecito sia posto in essere tramite internet o con mezzi di comunicazione a distanza, la sua consumazione si verifica nel luogo in cui si trova il minore adescato, perché il delitto presuppone una comunicazione tra due soggetti e in tale luogo si perfeziona la dimensione offensiva del fatto.

Cassazione penale sez. III, 26/06/2019, n.36492

Reato di adescamento di minori mediante contatti via internet e via WhatsApp

E integrato il reato di adescamento di minori agire mediante contatti via internet e via WhatsApp con una minore di anni 14, intrattenendo conversazioni a sfondo sessuale mediante un sito Internet e adoperando artifici e lusinghe volte a carpirne la fiducia tra cui quella di fargli credere di avere anni 16 e di essere interessato ad avere una relazione sentimentale, al fine di ottenere materiale pornografico e con questo minacciarla per avere rapporti sessuali.

Ufficio Indagini preliminari Milano, 16/04/2019, n.1208

Adescamento: l’oggetto del dolo deve riguardare anche gli atti sessuali che l’agente intende compiere carpendo la fiducia del minore

In tema di reato di adescamento previsto dall’art. 609-undecies c.p., l’oggetto del dolo specifico deve riguardare anche gli atti sessuali che l’agente intende compiere carpendo la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce e, cioè, per mezzo dell’attività di adescamento descritta dalla fattispecie.

Cassazione penale sez. III, 31/01/2019, n.17373

No al reato di adescamento di minori per l’adescamento di minore di età fra 14 e 16 anni per avere rapporti sessuali

In tema di reati sessuali, non integra gli estremi del reato di cui all’art. 609-undecies cod. pen. la condotta di adescamento di minore commessa al fine di avere rapporti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici ed i sedici anni di età, essendo tale finalità estranea alle ipotesi di cui all’art. 609-quater, comma primo, n. 2) cod. pen. (Fattispecie in cui l’imputato si era spacciato per appartenente all’arma dei carabinieri al fine di ottenere un rapporto sessuale consenziente – e non a pagamento – con un minore).

Cassazione penale sez. III, 15/02/2018, n.23173

L’adescamento di minorenne solo per ottenere l’invio di immagini erotiche integra il reato detenzione di materiale pornografico e non quello di adescamento di minorenni

La condotta di adescamento di minorenne finalizzata a ottenere unicamente l’invio di immagini di natura erotica da parte di ragazze minorenni integra il reato previsto dall’art. 600 quater  c.p. e non quello di adescamento di minorenni ex Art. 609 undecies c.p. in considerazione della clausola di riserva prevista per quest’ultima fattispecie per la quale è necessario che non siano ancora configurabili gli estremi del tentativo o della consumazione del reato fine.( Nel caso di specie, poiché erano stati integrati i reati fine la condotta di adescamento veniva assorbita dal reato previsto dall’art. 600 quater c.p. di detenzione di materiale pornografico).

Ufficio Indagini preliminari Milano, 17/10/2016, n.2786

note

[1] Cass. sent. n. 50339/2019 del 12.12.2019. Leggi l’approfondimento in Apprezzamenti sessuali a minorenni: è reato?

[2] Ufficio Indagini preliminari Milano, 16/04/2019, n.1208.

[3] Cass. sent. n. 23173/2018.


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