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Pay TV: la firma sul contratto nei servizi ad abbonamento non è necessaria

19 Agosto 2013
Pay TV: la firma sul contratto nei servizi ad abbonamento non è necessaria

Per tutti questi anni ho usufruito di un abbonamento Pay TV che ho sottoscritto oralmente con l’operatore telefonico: all’epoca, la società contraente mi aveva inviato un contratto cartaceo che, però, io non ho mai rispedito con la mia firma. Ora sono in arretrato con il pagamento delle relative mensilità. Per recedere dal contratto senza pagare il pregresso, posso appellarmi al fatto che la società non è in possesso di un contratto regolarmente firmato da me?

Nella stipula di contratti a distanza, vanno tenute presenti diverse normative di tutela del consumatore, tra cui il Codice del consumo [1], il Codice delle Comunicazioni elettroniche [2], nonché le regole fissate dall’Autorità garante delle comunicazioni [3].

In base a tali disposizioni è pacifico che, in caso di proposte telefoniche volte alla sottoscrizione di abbonamenti a servizi di comunicazione elettronica, gli operatori devono adempiere a precisi obblighi informativi. Innanzitutto essi devono raccogliere il consenso informato del titolare dell’utenza telefonica anche attraverso la registrazione integrale delle conversazioni.

Per quanto riguarda il contratto, le stesse norme stabiliscono che prima o, al più tardi, al momento dell’inizio dell’esecuzione della fornitura, gli utenti devono ricevere un apposito modulo di conferma del contratto stesso, contenente tutte le informazioni di cui sopra, nonché apposita informativa circa le modalità di recesso e/o di opposizione alle forniture non richieste.

Tale modulistica, tuttavia, ha validità per risolvere eventuali controversie (nelle clausole, infatti, vi è la disciplina del contratto). Ma, ai fini della validità del contratto con la società commerciale, l’operatore non è tenuto ad attendere la ricezione della copia controfirmata del contratto prima di dar seguito alla richiesta di abbonamento.

Questo perché, in questi casi, la forma scritta del contratto non è richiesta a pena di validità. Al contrario, il contratto potrà considerarsi validamente concluso anche attraverso comportamenti concludenti. E non c’è dubbio che il primo utilizzo del servizio da parte dell’utente possa appunto essere considerato un comportamento concludente equivalente alla firma del contratto medesimo.

Da ciò consegue che la firma fisica del contratto, e la sua conseguente spedizione all’operatore possono essere sostituiti dalla prima connessione al servizio acquistato, intendendosi comunque concluso il rapporto “per fatto concludente”.

L’utente, in questo modo, fruendo senza contestazioni del proprio abbonamento, ha di fatto accettato il relativo contratto, impegnandosi al pagamento di quanto ivi stabilito.


note

[1] Artt. 50 e ss.

[2] Artt. 70 e ss.

[3] Si veda ad es. la delibera 664/06/Cons.


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