Acquistare una farmacia diventa più facile

19 Dicembre 2019
Acquistare una farmacia diventa più facile

La sentenza odierna della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

In una sentenza pubblicata oggi, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha deciso che il diritto dell’Unione europea osta a una normativa nazionale che prevede un diritto di prelazione incondizionato a favore dei farmacisti dipendenti di una farmacia comunale in caso di cessione mediante gara. E’ quanto riportato da una nota stampa che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia Adnkronos.

Ma cosa è successo? Analizziamo la decisione della Corte. Nel caso di specie, nel 2014, il Comune di Bernareggio ha indetto un’asta pubblica per la vendita di una farmacia comunale. L’offerta di A e B è risultata quella economicamente più vantaggiosa. Tuttavia, la farmacia è stata aggiudicata a C che non aveva partecipato alla gara e che ha esercitato il diritto di prelazione riservato ai farmacisti dipendenti dell’esercizio farmaceutico comunale oggetto di cessione, ai sensi del bando e della legge 362/1991 (Norme di riordino del settore farmaceutico).

In un primo momento, questa decisione è stata impugnata al Tar Lombardia, dopodiché davanti al Consiglio di Stato, da A e B, secondo cui tale prelazione sarebbe lesiva dei principi di libera concorrenza e di parità di trattamento, sanciti dal diritto dell’Unione.

In particolare, secondo i due partecipanti, l’attribuzione di una prelazione legale comporta un vantaggio tale da consentire al beneficiario di primeggiare su chi ha presentato la migliore offerta e rendendo vano il confronto concorrenziale. Inoltre, la tutela dei lavoratori subordinati non giustificherebbe l’adozione di tale misura, in quanto questi ultimi sono protetti dalla normativa civilistica finalizzata a garantire la conservazione del rapporto di lavoro dei dipendenti dell’azienda oggetto di trasferimento.

Il Consiglio di Stato ha deciso chiedere alla Corte di Giustizia dell’Unione europea indicazioni sulla compatibilità del diritto di prelazione previsto dalla legge 362/1991 con i principi del diritto dell’Unione.

Oggi, la Corte ha osservato che il diritto dell’Unione, e più specificatamente la libertà di stabilimento (art. 49 Tfue), osta a un simile diritto di prelazione.


3 Commenti

  1. Dopo la laurea si pone la scelta di cosa fare del proprio futuro dal punto di vista professionale. Con la laurea in farmacia sicuramente si può aspirare alla partecipazione a concorsi per lo svolgimento dell’attività di farmacista presso farmacie pubbliche comunali, oppure lavorare come dipendenti presso farmacie private, o ancora aspirare ad un impiego presso le aziende farmaceutiche come ricercatore o come informatore farmaceutico: questi sono gli sbocchi principali che la laurea in farmacia consente di sfruttare. Spesso però non pensiamo che la nostra laurea possa essere un titolo valido anche per fare i professori. Conseguita la laurea in farmacia è possibile infatti orientarsi anche verso l’insegnamento. Io sono un po’ indeciso. Magari più in là ci penserò. Intanto, questa sentenza indicata nell’articolo ritengo che sia molto interessante.

  2. Sono socio di una farmacia ed ho scoperto che i dati dei miei acquisti di medicinali di qualsiasi genere (etico, otc, parafarmaco etc…), vengono trasmessi dai grossisti e dalle ditte da cui mi rifornisco giornalmente o periodicamente, a ditte terze, siano esse ditte di raccolta dati e/o marketing o siano esse ditte produttrici di medicinali. Come posso fare per evitare che ciò accada?

    1. Per poter rispondere compiutamente al quesito in esame sarebbe opportuno conoscere due aspetti: – la presenza o meno di un consenso del lettore al trattamento dei dati relativi all’acquisto di medicinali (magari prestato in sede di sottoscrizione dei contratti di fornitura): tale dato è importante poiché questi potrebbe aver prestato il consenso in sede negoziale (ma avere comunque il diritto di revocarlo); – la finalità del trattamento dei dati (se a fini di marketing o per esigenze sanitarie, statistiche e di interesse pubblico): il diritto alla privacy è infatti “affievolito” quando sussistono fini di archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica o storica o fini statistici della raccolta e del trattamento dei dati. In ogni caso, ai sensi del Regolamento 2016/679/UE (GDPR) il lettore ha: diritto di accedere ai dati raccolti e alle modalità del trattamento: più precisamente si tratta del diritto di ottenere dal titolare del trattamento (azienda che gestisce i dati) la conferma che sia o meno in corso un trattamento di dati personali che lo riguardano e in tal caso, di ottenere l’accesso ai dati personali e alle seguenti informazioni: le finalità del trattamento; le categorie di dati personali in questione;
      i destinatari o le categorie di destinatari a cui i dati personali sono stati o saranno comunicati, in particolare se destinatari di paesi terzi o organizzazioni internazionali; quando possibile, il periodo di conservazione dei dati personali previsto oppure, se non è possibile, i criteri utilizzati per determinare tale periodo; l’esistenza del diritto di chiedere al titolare del trattamento la rettifica o la cancellazione dei dati personali o la limitazione del trattamento dei dati personali che lo riguardano o di opporsi al loro trattamento;
      il diritto di proporre reclamo a un’autorità di controllo; qualora i dati non siano raccolti presso il lettore, tutte le informazioni disponibili sulla loro origine; l’esistenza di un processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione, e, almeno in tali casi, informazioni significative sulla logica utilizzata, nonché l’importanza e le conseguenze previste di tale trattamento per l’interessato.
      diritto di domandare la cancellazione dei dati: il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti:i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati;il lettore revoca il consenso su cui si basa il trattamento, e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento;il lettore si oppone al trattamento per marketing diretto, e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento;i dati personali sono stati trattati illecitamente;i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo giuridico previsto dal dirittodell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;suggerisce al lettore di richiedere alle aziende coinvolte (fornitrici e grossisti) le finalità del trattamento dei dati sugli acquisiti e chiedere l’eventuale revoca del consenso al trattamento (se già prestato) e/o la cancellazione dei dati con richiesta di non procedere più alla loro raccolta e trasmissione a terzi. Per interpellare le aziende titolari del trattamento il lettore può utilizzare l’apposito modello predisposto dal Garante Privacy, adattandolo alle sue esigenze che può trovare sul sito.

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