Medici: più soldi e carriera col nuovo contratto

19 Dicembre 2019
Medici: più soldi e carriera col nuovo contratto

Firmato oggi all’Aran il contratto di ripartenza per i medici: incremento retributivo, possibilità di carriera, nuove tutele per le donne medico.

Un nuovo contratto per i medici, dopo 10 anni di stasi: è stato firmato oggi all’Aran, con soddisfazione sia dei sindacati che del ministro della Salute. L’accordo raggiunto è di “ripartenza” nel senso che prevede la regolamentazione del triennio 2016-2018, mentre rimane da definire quello successivo, dal 2019 al 2021, per il quale il segretario nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo “auspica di aprire le trattative in tempi rapidi”, come dichiara all’agenzia stampa Adnkronos Salute che ha diffuso la notizia e anticipato i contenuti del provvedimento.

Il contratto prevede, per la parte economica, un aumento dello stipendio pari a 200 euro lordi al mese. Per i neo-assunti è prevista una quota iniziale di stipendio di posizione fissa di 1.500 euro. Per tutti c’è poi l’incremento annuale del tabellare valutabile in 1.950 euro, che potrà aumentare con la remunerazione delle guardie notturne e festive di circa 2.000 euro l’anno.

Ci sono novità anche per la carriera dei camici bianchi, “con la possibilità di nuovi ruoli e percorsi sulla base della professionalità e della competenza acquisita, per un totale di 9mila nuove posizioni. È prevista la creazione di un sistema dinamico di carriera che lega i meriti professionali a riconoscimenti economici, finora esclusivi delle carriere gestionali”, commenta il segretario Palermo.

Per le donne medico vengono eliminate le penalizzazioni per le lavoratrici in gravidanza relativamente alla retribuzione di risultato, ed ampliate le possibilità di accedere al lavoro a tempo parziale.

I prossimi passaggi – spiega il sindacato – dovranno “completare il lavoro a livello della contrattazione integrativa aziendale, soprattutto nel prossimo rinnovo che è già alle porte, preparando per tempo piattaforme unitarie ed innovative e ripensando a modalità di contrattazione appropriate per professionisti del Ssn, in modo da portarli fuori da vetuste logiche aziendaliste, care in particolare ad alcune regioni”. L’obiettivo è quello – sottolinea il sindacato – di evitare la precarizzazione di “una professione a cui privato e Paesi esteri oramai costruiscono ponti d’oro per accaparrarsene le sofisticate conoscenze e capacità tecniche”.

Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, si dichiara soddisfatto: “I nostri medici sono una risorsa preziosa per il Paese. Oggi finalmente è stato firmato, dopo oltre un decennio, il rinnovo del contratto ed è una bella notizia. Si riparte con gli aumenti salariali, con la valorizzazione della carriera, con le tutele ai più giovani e alle donne, e con il sostegno per le situazioni di disagio”.

“Si è andati a migliorare, in alcuni casi a raddoppiare – evidenzia – le indennità per i medici che fanno le guardie notturne e festive e che lavorano nei pronto soccorso. Poi ci sono gli aumenti del tabellare, gli arretrati contrattuali, l’aumento della posizione fissa e molto altro ancora. Ora i giovani medici precari possono cumulare i periodi di lavoro diversi e ottenere dopo 5 anni il primo scatto di 5.500 euro all’anno. E per i medici più anziani c’è la possibilità di essere esonerati dalle guardie”, prosegue il ministro.

“C’è ancora tanto da fare, ma con le risorse per il personale e le nuove assunzioni che abbiamo sbloccato in questi giorni – conclude – abbiamo dato risposte concrete per migliorare la situazione nelle corsie. Va superato il ricorso ai turni massacranti per garantire a tutti i medici l’effettivo riposo di 11 ore tra un turno e l’altro, va affrontato il nodo della Ria (retribuzione individuale di anzianità) e va approvata la legge contro le aggressioni al personale sanitario. Lo faremo tutti insieme per valorizzare e difendere il nostro Ssn e la salute di tutti”.



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