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Stalking e violenze contro le donne: ora si va subito in galera

17 Agosto 2013
Stalking e violenze contro le donne: ora si va subito in galera

Pene più alte per i maltrattamenti in famiglia e per i molestatori seriali, con arresto obbligatorio nei casi di flagranza di reato; punibilità anticipata per gli stalker, con divieti del questore all’insorgere delle prime devianze, attenzione allargata ai computer delle vittime (contro le intrusioni via posta elettronica, Facebook e social media).

 

Oggi entra ufficialmente in vigore il decreto legge sul femminicidio [1], che rivede anche la disciplina sullo stalking.

Con una svolta restrittiva rispetto alla precedente legge sullo stalking, sino ad oggi applicata in Italia, d’ora in avanti il questore che venga in qualsiasi modo informato di comportamenti anomali di mariti separati, ex compagni ecc. (per esempio, con segnalazione da parte della vittima o anche di altri soggetti) dovrà necessariamente far scattare l’ammonimento a smetterla e a girare alla larga dalla vittima. Se il molestatore non ottempererà all’ordine e continuerà a infastidire la vittima, l’arresto in flagranza non è più facoltativo, ma sempre obbligatorio.

Inoltre, da oggi, una volta che la vittima abbia sporto querela, essa non potrà più essere revocata e il procedimento penale andrà avanti ugualmente.

Pene più severe nell’ipotesi in cui i fatti accadano in casa, ossia dentro le mura domestiche: in tal caso l’aumento di pena sarà inflitto non solo se ci sono bambini ad assistere alle prevaricazioni dell’uomo, ma anche con figli adolescenti. In tal caso, l’arresto per chi opera violenza sul partner scatta anche senza querela ed è obbligatorio sempre in flagranza.

Per indagare tra le mura domestiche i magistrati potranno chiedere una proroga dei termini di chiusura dell’inchiesta.

Quanto alla violenza sessuale, diventa aggravata se compiuta durante la gravidanza e, sempre, se la vittima è una “ex” a qualsiasi titolo, non necessariamente moglie o convivente.

Stalking telematico

Gli atti persecutori sono da ora punibili anche se commessi attraverso posta elettronica, internet o social network. Si tratta di una delle novità di maggior rilievo del nuovo decreto legge che prende atto dei mutati costumi sociali e dei nuovi mezzi di comunicazione.

Vittima informata

Quando i giudici revocheranno o modificheranno i trattamenti restrittivi al molestatore, la vittima dovrà essere sempre informata (anche attraverso il suo legale).


note

 [1] DL n. 93 del 14.08.2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 16.08.2013.


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