Medici ospedalieri in servizio fino a 70 anni, è polemica

19 Dicembre 2019
Medici ospedalieri in servizio fino a 70 anni, è polemica

Il nuovo Patto salute consente ai medici di rimanere in servizio fino a 70 anni: sul tema intervengono voci di approvazione e opinioni di forte contrarietà.

Tra le novità del Patto salute approvato ieri dalla Conferenza Stato Regioni c’è anche quella che consentirà ai medici di rimanere in servizio fino ai 70 anni di età; la proroga riguarda i medici ospedalieri e specialisti, sarà su base volontaria e secondo le esigenze aziendali e varrà fino a tutto il 2022. Ma oggi le opinioni su questo provvedimento sono molto divise al riguardo. L’agenzia stampa Adnkronos Salute ha raccolto e diffuso le principali voci favorevoli e contrarie ai medici quasi 70enni ancora al lavoro nelle corsie degli ospedali.

Il professor Nicola Mangialardi, primario di chirurgia Vascolare dell’ospedale San Camillo di Roma, è tra i più favorevoli: “Non possiamo non accogliere con soddisfazione la notizia dell’accordo tra Regioni e Governo sul Patto della Salute, e ringraziare di ciò il ministro della Salute Speranza”, dichiara all’agenzia Adnkronos, e prosegue:” E’ un buon inizio nell’affrontare l’emergenza sanitaria in Italia, legata alla carenza di personale medico ma non solo. Tra le novità principali, la possibilità di impiegare medici fino al compimento dei 70 anni: a tal proposito mi preme però sottolineare che tale norma non equivale a riempire le corsie di medici sempre più anziani. In realtà da sempre i medici universitari vanno in pensione a 70 anni, le nuove regole contenute nel Patto per la salute prevedono questo regime anche per gli ospedalieri”.

In questo modo, secondo Mangialardi, la norma del Patto per la salute “pone finalmente medici universitari e ospedalieri sullo stesso piano, con un adeguamento della permanenza in servizio. Non ha senso, quindi, paventare che la permanenza in servizio dei medici ospedalieri fino ai 70 anni porterà alla senescenza del nostro sistema sanitario. Anzi, gli ospedali avranno un tasso maggiore di esperienza”.

Contrari, invece, i sindacati: la Cisl e la Federazione Cisl Medici esprimono “Ferma contrarietà alle soluzioni avanzate da parte di alcune regioni italiane per contrastare la carenza dei medici ospedalieri. Ovvero inserire nelle strutture ospedaliere personale medico privo della specializzazione, richiamare in servizio personale già in quiescenza o addirittura mantenendo in servizio i medici fino a 70 anni sono soluzioni inopportune e gravi che dovranno essere necessariamente riconsiderate e sulle quali esprimiamo la nostra decisa contrarietà non escludendo alcuna forma di iniziativa finalizzata a contrastarle“.

“Pensare con questa iniziativa di tamponare l’emergenza – si legge in una nota – denuncia una malcelata volontà di perpetuare una situazione di crisi senza alcuna reale intenzione di porre rimedio alla genesi del problema: personale numericamente ridotto, posizioni lavorative poco attrattive, condizioni di lavoro stressanti e spesso pericolose per la propria incolumità e della qualità della prestazione (è utile sottolineare il numero sempre crescente di aggressioni che hanno ad oggetto i medici ed i professionisti della sanità), e – a monte di questo – le miopi previsioni degli accessi alle scuole di specializzazione”.

La Cisl e la Cisl Medici chiedono dunque “una seria analisi dei fabbisogni, un’adeguata previsione formativa dei giovani medici, una coraggiosa azione di investimento in favore del Ssn che deve essere garantito a tutti, solidale e all’altezza delle prestigiose tradizioni mediche italiane, nonostante tutto ancora eccellenti e universalmente riconosciute tra le migliori al mondo, nonostante le crescenti difficoltà. In mancanza di precisi impegni in tal senso e qualora perdurasse tale colpevole miopia, la Cisl e la Cisl Medici metteranno in atto tutte le azioni utili ad evitare la rovinosa china che la sanità, in alcune regioni, ha intrapreso
rischiando di minare lo stesso diritto alla salute dei cittadini”.



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5 Commenti

  1. Ma siamo impazziti? Vogliono far lavorare i medici finché hanno un piede nella fossa? Ma voi vi affidereste ad un medico di età avanzata che magari ha anche qualche rotella fuori posto? Ma li lascereste entrare in sala operatoria e tenere in mano un bisturi magari con la vista come una talpa e con la mano tremolante? IO NO! capisco l’esperienza, capisco la bravura, ma a tutto c’è un limite!!!

  2. Io direi largo ai giovani! Fate entrare nel mondo del lavoro le nuove leve! Ad una certa età bisogna mettere in soffitta gli attrezzi del mestiere e godersi la pensione. La vita da medico, soprattutto in ospedale, è frenetica. Ci sono turni spesso inconciliabili con la famiglia. E allora, una volta in pensione, ci si può dedicare ai nipoti e ai figli, magari dando qualche consulto medico ai propri cari e ai pazienti più affezionati.

  3. Qualcuno ha provato a spiegare all’arguto e competente ministro Speranza che la lacuna negli organigrammi è dovuta al fatto che ci sono migliaia di medici giovani (e meno giovani) in attesa di concorso per poter accedere (meritocraticamente) a strutture ospedaliere/ambulatoriali? Che, purtroppo, anche il medico è un uomo e che -per quanto attento, preparato e responsabile- ad una certa età si amplifica il rischio di fallacità da disattenzione e deconcentrazione? Può darsi che il citato ministro, nel tentativo di dare una rapida ed illuminata risposta ad un problema -francamente- quasi inesistente e, comunque, di banale soluzione, non ci abbia pensato!

  4. SCUSATE MA VOI VI AFFIDATE AI POLITICI ULTRAOTTANTENNI PER DARVI LE REGOLE DEL VIVERE COMUNE ( CHE HANNO TUTTE LE ROTELLE A POSTO’??? SICURAMENTE) E POI AVETE PAURA DELL INTERVENTO DEI MEDICI TRA 65-70 ANNI CHE HANNO SICURAMENTE UNA ESPERIENZA ACCUMULATA DA TANTI ANNI- mentre i giovani medici purtroppo escono dall università e dalla specializzazione( haime’) con poca esperienza e sarebbe opportuno affiancargli qualche una persona d ‘eperienza …..

  5. Sono stato dirigente medico ospedaliero di primo livello per molti anni , e collocato in pensione con la Fornero all’eta’ di 66e 8 mesi ,la mia fu una domanda di pensione di vecchiaia ; vorrei fare un distinguo sulla possibilita’ di rimanere al lavoro fino all’eta’ di 70 anni .Ritengo una cosa giusta per i dirigenti medici ospedalieri di secondo livello perche’ con tutto il rispetto per le loro grandi responsabilita’ di occupare il posto di Direttore di U.O.C. ,loro non hanno le mansioni di : eseguire parecchi turni di reperibilita’ , fare turni pomeridiani spesso stressanti perche’ oltre che occuparsi dei pazienti ricoverati ,spesso ci si devono eseguire consulenze d’urgenza dagli altri reparti ,pervenute on -line , visite in urgenza dal Pronto Soccorso e fare colloqui con i parenti , eseguire notti di Guardia Interdivisionali ,nei Nosocomi dove sono contemplate ed in piu’ parecchi turni di Guardie Divisionali Festivi ; per tutto quello che ho elencato ,consiglirei la permanenza al lavoro per l’eta’ gia segnalata ,per i colleghi di secondo livello ,per gli altri ,la meritata pensione.

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