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Come fare per insegnare

2 Gennaio 2020 | Autore:
Come fare per insegnare

Guida pratica all’insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado.

Hai sempre pensato che fare l’insegnante è il tuo lavoro futuro. La possibilità di trasmettere il sapere e la cultura ai giovani è quello che più ti affascina. L’idea che un giorno un alunno possa dire che ha imparato ad amare la letteratura italiana o la matematica grazie a te, ti renderebbe assai felice. Perciò, adesso che ti sei laureato, vorresti trovare occupazione quale docente.

Allora, come fare per insegnare? Hai sentito parlare di un concorso per titoli ed esami, superato il quale puoi entrare di ruolo nella scuola a tempo indeterminato. Tuttavia, non conosci esattamente l’iter da seguire.

Pertanto, al fine di fornirti un aiuto concreto, in questo articolo ti verrà spiegata la procedura prevista per insegnare sia nella scuola dell’infanzia e in quella primaria sia in quella superiore, di primo e di secondo grado. In ordine a quest’ultima, è comunque opportuno premettere che la legge di bilancio 2019 ha apportato novità al sistema di reclutamento dei docenti previsto da un decreto legislativo del 2017 [1]. Infatti, ha abolito il cosiddetto Fit (Formazione iniziale e tirocinio) e ha previsto il ritorno ai concorsi abilitanti.

Quali i requisiti richiesti per insegnare nella scuola dell’infanzia/primaria

L’insegnamento nella scuola dell’infanzia è regolato da una legge del 2015 [2], meglio conosciuta come “Legge buona scuola”, entrata in vigore nel 2017, che ha introdotto il sistema integrato per i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni.

Questa stessa legge, altresì, ha differenziato gli insegnanti della scuola dell’infanzia da quelli degli asili nido, modificando al contempo i requisiti richiesti per l’accesso ad una o all’altra professione.

I maestri della scuola dell’infanzia sono dei veri e propri docenti mentre quelli degli asili nido sono degli educatori socio-pedagogici. Pertanto, in quest’ultimo caso, per potere insegnare, è richiesto solo il possesso della laurea triennale in Scienze dell’educazione.

Invece, i requisiti richiesti per diventare docente nella scuola dell’infanzia ed in quella primaria sono:

  • la laurea in Scienze della formazione primaria;
  • il diploma di istituto magistrale, per la sola scuola dell’infanzia, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • il diploma di liceo socio-psico-pedagogico, conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.

Si tratta di titoli già di per sé abilitanti per cui gli insegnanti vengono inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto per le assegnazioni delle supplenze.

Come fare per insegnare nella scuola dell’infanzia/primaria

Una volta conseguito il titolo che abilita all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e in quella primaria, sono percorribili due strade per potere concretamente esercitare la professione di maestro/a.

Più precisamente:

  • si può partecipare ai concorsi (concorsi a cattedra) per l’immissione in ruolo;
  • oppure si può presentare domanda per le supplenze. In quest’ultimo caso, è possibile iscriversi alle graduatorie di istituto ovvero inviare la domanda di messa a disposizione.

Come partecipare al concorso per la scuola dell’infanzia e primaria

Per partecipare ai concorsi per l’immissione a ruolo nella scuola dell’infanzia e primaria i candidati devono possedere specifici requisiti.

Nel dettaglio, è richiesto il possesso di un:

  • titolo di abilitazione all’insegnamento (laurea in scienze della formazione primaria o diploma di istituto magistrale o diploma di liceo socio-psico-pedagogico. In questi due ultimi casi il titolo deve essere stato conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002);
  • titolo di specializzazione sul sostegno, se si vuole concorrere per i rispettivi posti messi a bando. In merito va precisato che tale titolo va conseguito frequentando un apposito corso universitario, della durata di un anno, al quale si accede dopo avere superato un test preselettivo.

I candidati possono presentare un’unica istanza di partecipazione per più procedure concorsuali (infanzia, primaria, sostegno infanzia, sostegno primaria) ma in una sola Regione, pena l’esclusione.

L’invio della domanda deve avvenire telematicamente tramite il sistema Polis del Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) nei termini indicati nel bando.

Il concorso si articola in più fasi e può comprendere un’eventuale prova preselettiva, se il numero degli iscritti dovesse essere il triplo dei posti messi a concorso.

Le prove previste sono:

  • una prova scritta, finalizzata all’accertamento delle conoscenze e delle competenze didattico-metodologiche del candidato oltre alla conoscenza della lingua inglese almeno a livello B2;
  • una prova orale, che serve a valutare la preparazione sulle discipline oggetto di insegnamento e la relativa capacità di progettazione didattica e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (Tic). In più, i candidati devono dimostrare di possedere il livello B2 di inglese anche nell’esposizione orale.

Per i posti a sostegno, la prova scritta serve a valutare la conoscenza delle procedure della didattica inclusiva e per verificare la conoscenza della lingua inglese almeno a livello B2. Nella prova orale i candidati devono dimostrare la loro competenza nelle attività di sostegno nonché di essere in grado di utilizzare le Tic e di possedere il livello B2 di inglese anche nell’esposizione orale.

I vincitori del concorso a cattedra, cioè coloro che rientrano nel numero dei posti messi a bando, devono svolgere un periodo di prova in una scuola della Regione designata che presenta posti disponibili per i nuovi maestri. Superato l’anno di prova vengono confermati nel ruolo.

Come avviene l’iscrizione alle graduatorie di istituto

Il sistema scolastico italiano prevede tre tipi di graduatorie:

  1. le graduatorie ad esaurimento, che dal 2008 sono chiuse e pertanto, non è più possibile iscriversi;
  2. le graduatorie di merito, alle quali si possono iscrivere i vincitori dei concorsi a cattedra;
  3. le graduatorie di istituto, le quali si suddividono in I, II e III fascia.

Nella I fascia delle graduatorie di istituto sono ricompresi i docenti iscritti a pieno titolo o con riserva alle graduatorie ad esaurimento. In quelle di II fascia sono iscritti i docenti abilitati ma non compresi nelle graduatorie ad esaurimento mentre in quelle di III fascia sono iscritti i docenti non abilitati ma in possesso del titolo per l’insegnamento.

Per iscriversi alle graduatorie d’istituto in II e III fascia bisogna presentare un’apposita domanda ed inviarla ad un istituto scolastico scelto, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno oppure via pec o anche consegnandola direttamente alla scuola. Più precisamente, la domanda va inviata alla scuola capofila dell’istituto per la quale ci si vuole inserire nella graduatoria.

Successivamente, bisogna iscriversi alla piattaforma Polis del Miur e scegliere le scuole presso le quali candidarsi. In particolare, per l’iscrizione alle graduatorie di III fascia occorre scaricare il modulo di adesione e selezionare la voce “accetta”.

Poi, alla stessa istituzione a cui in precedenza è stato inviato il modello di iscrizione, deve essere inviato il modello B, in cui si può indicare un numero massimo di:

  • 10 istituzioni scolastiche appartenenti alla stessa Provincia per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria.

L’istituto al quale viene inviata la domanda verifica i requisiti e provvede ad all’inserimento nella graduatoria d’istituto. Quindi, inoltra la domanda alle altre scuole, ognuna delle quali stila una propria graduatoria.

Le modalità di iscrizione alle graduatorie è valido anche per l’insegnamento nella scuola superiore. In questo caso però, nel modello B potranno essere indicate 20 istituzioni scolastiche appartenenti alla stessa Provincia.

In cosa consiste la messa a disposizione

La messa a disposizione consiste in una semplice domanda che si può consegnare direttamente presso l’istituto scolastico dove si desidera effettuare una supplenza. Attraverso la stessa il docente può accumulare punteggio in modo da incrementare la sua posizione in graduatoria ed aumentare la possibilità di ottenere un contratto a tempo indeterminato. Il massimo di punti acquisibili all’anno, con le supplenze, è di 12.

La messa a disposizione può essere presentata anche per effettuare supplenze nella scuola secondaria.

Quali i requisiti richiesti per insegnare nella scuola secondaria

Per potere insegnare nella scuola secondaria sia di primo sia di secondo grado, occorre conseguire il titolo di accesso all’insegnamento, cioè la laurea o il diploma e serve anche l’abilitazione all’insegnamento.

Per quanto riguarda i titoli, è necessario il  possesso di:

  • laurea quadriennale o quinquennale di vecchio ordinamento con specifico piano di studi [3];
  • laurea specialistica o magistrale di nuovo ordinamento con specifico piano di studi [4];
  • diploma accademico di II livello, diploma di conservatorio, di accademia di danza, di accademia di belle arti vecchio ordinamento [5];
  • diploma Isef (Istituto superiore di educazione fisica) [6];
  • diploma di scuola superiore per gli insegnamenti tecnico pratici [7].

La laurea specialistica o magistrale consente l’accesso ad una o più classi di concorso, intendendo per tali i codici alfanumerici che indicano l’insieme di materie che un docente può insegnare.

Sul sito del Miur è possibile consultare la tabella nella quale sono riportate le classi di concorso previste per ciascun tipo di laurea.

Inoltre, per coloro che non hanno almeno 3 anni di servizio nella scuola, è richiesto un altro requisito per potere insegnare nella scuola superiore, cioè il possesso di almeno 24 cfu (crediti formativi universitari) nelle discipline antropo–psico–pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche.

Com’è possibile conseguire i cfu

Se non si hanno tali crediti formativi universitari, è possibile seguire dopo la laurea, appositi corsi che consentono di acquisirli. Tuttavia, vi sono delle lauree, ma anche master di I e di II livello dottorati e scuole di specializzazione che, nel piano di studi, già comprendono tutti o alcuni degli insegnamenti richiesti. In questi casi è possibile farsi riconoscere i crediti senza seguire nuovi corsi e sostenere altri esami.

Esistono dei casi di esonero in cui, anche se non si hanno in curriculum i crediti formativi richiesti, è possibile comunque accedere ai concorsi a cattedra.

Nello specifico, si tratta:

  • dei docenti abilitati;
  • degli insegnanti teorico pratici (Itp), cioè quelli che svolgono attività di laboratorio all’interno delle scuole. A partire dal 2024/2025 però, per tali docenti sarà necessario il requisito del possesso dei crediti formativi per partecipare al concorso a cattedra;
  • dei docenti con almeno 3 anni di servizio nella scuola, i quali non sono tenuti a conseguire i 24 cfu.

Come fare per insegnare nella scuola superiore

Il solo possesso del titolo per l’insegnamento e dei 24 cfu non è sufficiente per potere insegnare. Serve infatti, anche l’abilitazione che si consegue sostenendo e superando il concorso a cattedra.

In attesa che lo stesso venga bandito è comunque possibile iniziare ad insegnare come supplente, inviando la domanda di messa a disposizione ed iscrivendosi alle graduatorie d’istituto.

Come partecipare al concorso per la scuola superiore

Possono partecipare al concorso a cattedra per la scuola superiore, limitatamente ad una sola classe di concorso:

  • tutti i docenti già in possesso dell’abilitazione;
  • i docenti che, pur non essendo l’abilitati, possiedono la laurea magistrale o a ciclo unico, che dia accesso ad una della classi di concorso per cui si concorre e hanno anche conseguito 24 cfu nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Se si concorre per i posti a sostegno è richiesto anche il titolo di specializzazione sul sostegno, in merito al quale vale quanto si è già detto a proposito della scuola dell’infanzia e primaria.

Il concorso a cattedra prevede una prova preselettiva, qualora il numero dei partecipanti sia rilevante e tre prove di esame, di cui:

  • due prove scritte, a carattere nazionale;
  • una prova orale.

La prima prova scritta serve a valutare il grado di conoscenze e le competenze su una disciplina, scelta dai candidati, tra quelle ricomprese nella classe di concorso.

Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta.

Con la seconda prova scritta vengono verificate le conoscenze inerenti le materie socio-psico-pedagogiche, acquisite con i 24 cfu.

Per coloro che concorro per i posti a sostegno vengono valutate le conoscenze sulla didattica dell’inclusione, sulla pedagogia speciale e sui relativi metodi di insegnamento.

La prova orale consiste in un colloquio attraverso il quale vengono valutate le conoscenze e le competenze dei candidati in tutte le discipline facenti parte della classe di concorso oltre a quelle relative alla conoscenza di una lingua europea almeno di livello B2 ed alle conoscenze in merito alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per i candidati per i posti a sostegno viene verificato anche il grado di conoscenza delle discipline che si riferiscono al sostegno.

Le prove sono superate dai candidati che conseguono il punteggio minimo di sette decimi o equivalente.

I vincitori del concorso a cattedra, cioè coloro che rientrano nel numero dei posti messi a bando, ottengono l’abilitazione e vengono iscritti nelle graduatorie di merito. Iniziano così un percorso annuale di formazione iniziale e di prova. Al termine dell’anno di prova, vengono confermati nel ruolo. Pertanto, devono rimanere altri 4 anni nella stessa scuola in cui hanno superato l’annualità di formazione e prova, per un totale di 5 anni.

Annualmente, in base ai posti che si rendono disponibili nelle scuole, dalle graduatorie di merito e da quelle ad esaurimento, vengono attinti i docenti per le immissioni a ruolo, cioè per la stipula di contratti a tempo indeterminato, in misura del 50% per ciascuna graduatoria.

Coloro che pur avendo superato tutte le prove del concorso, non rientrano tra i posti messi a bando, ottengono l’abilitazione all’insegnamento per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie d’istituto.

note

[1] D. Lgs. 59/2017.

[2] L. n. 197/2015.

[3] D.M. n. 39/1998.

[4] D.M. n. 22/2005.

[5] D.M. n. 39/1998.

[6] D.M. n. 39/1998.

[7] D.M. n. 39/1998.


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