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Diritto all’oblio: come cancellare da internet e Google i precedenti giudiziari

19 Agosto 2013 | Autore:
Diritto all’oblio: come cancellare da internet e Google i precedenti giudiziari

I fatti di cronaca e gli eventuali precedenti giudiziari dei cittadini devono essere cancellati da Internet e dall’indicizzazione su Google quando non siano più attuali e non rivestano più i caratteri di interesse pubblico; la cronaca cede il passo al rispetto dei diritti della persona.

“È illegittimo diffondere dati circa condanne ricevute o comunque altri dati sensibili di analogo argomento, salvo che si tratti di casi particolari, ricollegabili a fatti di cronaca di portata storica”. In questo consiste il noto diritto all’oblio, ossia quella garanzia riconosciuta dal nostro ordinamento che prevede il divieto di diffondere, oltre al tempo necessario per l’esercizio del diritto di cronaca, i precedenti giudiziari di una persona (per esempio, la notizia di una condanna penale).

È ovvio che se questo precetto è facilmente rispettabile con la carta stampata – una volta venuta meno l’attualità della notizia, infatti, il quotidiano dovrà semplicemente astenersi dal pubblicare nuovamente il medesimo fatto – con internet la questione pone problemi di enorme delicatezza. Infatti, una volta diffusa sul web, la notizia rimane in eterno, salvo che il titolare del sito o del forum, newsgroup, blog, portale ecc. provveda manualmente alla cancellazione della relativa pagina con la notizia.

Il presupposto del diritto all’oblio è che l’interesse pubblico alla conoscenza di un fatto è limitato solo al tempo strettamente necessario a informarne la collettività. Tale interesse, con il trascorrere del tempo, si affievolisce fino a scomparire, pertanto il fatto cessa di essere oggetto di cronaca per riacquisire l’originaria natura di fatto privato.

Per esempio: un rapinatore potrà invocare il diritto all’oblio se il fatto che lo portò alla ribalta dieci anni prima venisse riproposto in Tv.

Ci sono diverse giustificazioni a cui viene ricondotto il diritto all’oblio. Secondo alcuni, il cuore di tale diritto consiste nella funzione rieducativa della pena (per cui, solo se la collettività dimentica un determinato reato, il colpevole è posto nella condizione, dopo aver pagato il debito con lo Stato, di essere reintegrato nella società). Secondo altri, il diritto all’oblio può essere visto come uno dei molteplici aspetti in cui si manifesta il diritto alla riservatezza.

Altra dottrina più recente sostiene che per diritto all’oblio, si intende il diritto a che nessuno riproponga nel presente un episodio che riguarda la nostra vita passata e che ciascuno di noi vorrebbe, per le ragioni più diverse, rimanesse semplicemente affidato alla storia.

Come fondamento normativo del diritto all’oblio, il Codice della Privacy prevede che il trattamento non sia legittimo qualora i dati siano conservati in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per un periodo di tempo superiore a quello necessario agli scopi per i quali sono stati raccolti o trattati [1]. Lo stesso interessato ha il diritto di conoscere in ogni momento chi possiede i suoi dati personali e come li adopera, nonché di opporsi al trattamento dei medesimi, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta, ovvero di ingerirsi al riguardo, chiedendone la cancellazione, la trasformazione, il blocco, ovvero la rettificazione, l’aggiornamento, l’integrazione [2].

Il diritto di essere dimenticato

Il diritto all’oblio è quindi il diritto di un soggetto a vedersi per così dire “dimenticato” dalle banche dati, dai mezzi di informazione, dai motori di ricerca che detengono i suoi dati in relazione a un’attività di trattamento che sono autorizzati a compiere dal diretto interessato o dalla legge. Si pensi ad esempio al diritto di cronaca e ai dati immessi in rete da quelle testate giornalistiche che sempre più numerose si sono organizzate per rendere leggibili i loro articoli on line.

Così, il diritto all’oblio implica il diritto di chiedere la cancellazione dei dati che riflettono un’immagine di noi stessi così risalente nel tempo da non corrispondere più al nostro attuale modo di essere.

Evidenti sono anche i rapporti fra diritto all’oblio e concetti come onore e reputazione la cui tutela viene spesso invocata quando si afferma l’esistenza di tale diritto.

Come ottenere la cancellazione dei propri dati dai risultati di Google e da Internet

Esistono studi legali specializzati ormai nella gestione delle attività di cancellazione dei dati da Internet. Le attività svolte partono dalla diffida al ricorso in via d’urgenza davanti al tribunale.


note

[1] Art. 11 del Dlgs 196/2003.

[2] Art. 7 del Dlgs 196/2003.


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8 Commenti

  1. Gent.le avvocato desideravo chiederle se e’ possibile, in base al diritto all’oblio, poter eliminare l’indicizzazione dal motore di ricerca google di un articolo di giornale riguardante una vicenda penale che mi ha riguardato circa 5 anni fa.
    Questa situazione mi sta creando notevoli problemi personali grazie.

    1. Gent.le Cesare. E’ possibile, seguendo determinate procedure. Mi contatti in privato (angelogreco@avvangelogreco.it)

  2. cesare 27-10-2013 Gent.le avvocato desideravo chiederle se e’ possibile, in base al diritto all’oblio, poter eliminare l’indicizzazione dal motore di ricerca google di un articolo di giornale riguardante una vicenda penale che mi ha riguardato circa 5 anni fa. Questa situazione mi sta creando notevoli problemi personali grazie. – See more at: https://www.laleggepertutti.it/35005_diritto-alloblio-come-cancellare-da-internet-e-google-i-precedenti-giudiziari#sthash.gfboa1nv.dpuf

  3. Gentile Avvocato,
    esistono alcuni articoli riguardanti una vicenda giudiziaria di una decina di anni fa su internet che vede coinvolto un mio amico per i quali abbiamo ottenuto dalla redazione in questione la deindicizzazione da Google. Gli stessi però si ritrovano ancora sui motori di ricerca bing e yahoo, poichè non è stata cancellata la fonte, vale a dire l’articolo in effetti c’è ancora. La redazione del giornale ci rimanda ai motori di ricerca che ci rimandano al giornale, c’è modo di intervenire?

  4. Egregio Avvocato, 9 anni orsono sono stato accusato e processato ingiustamente per reato di appropriazione indebita e truffa e in seguito di usura. Condannato in primo grado ed assolto in appello, chiedo come poter eliminare dalla rete gli articoli di giornali relativi al mio nominativo che sempre mii comportano danno. Ho ricevutoprorpio ieri il mio certificato penale che è totalmente pulito. Come si può fare, grazie

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