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Incidente con pedone distratto: chi ha ragione?

20 Dicembre 2019
Incidente con pedone distratto: chi ha ragione?

Il pedone ha sempre ragione? L’obbligo di cautela al fine di avvistare i pedoni per evitarne l’investimento si traduce in un vero e proprio obbligo di attenzione che va dimostrato.

Chi, alla guida della propria auto, vede un pedone che attraversa la strada fuori dalle strisce quali obblighi di comportamento deve osservare per non rischiare nulla? Lo deve lasciare passare o può esigere la precedenza? E se invece dovesse investirlo, magari perché nascosto dalle altre macchine, potrebbe invocare un concorso di colpa per ridurre quantomeno la propria responsabilità penale?

Sono numerose le sentenze che si occupano dell’incidente con pedone distratto o fuori dalle strisce e, se anche non mancano isolati casi che addossano la responsabilità in capo al viandante distratto, che invece di guardare la strada ha gli occhi puntati sul cellulare, la regola resta quella della presunzione di colpa in capo al conducente. 

Di qui un comune detto: il pedone ha sempre ragione. Ma è davvero così? L’automobilista deve rassegnarsi a risarcire sempre il danno? Chi ha ragione in caso di incidente con pedone distratto?

Sul punto è intervenuta più volte la Cassazione, specie di recente. L’aumento degli investimenti è dovuto, purtroppo, alla cattiva abitudine di guidare con lo smartphone in mano per chattare, leggere le notizie o le storie sui social, seguire le mappe, conversare al telefono. Tant’è vero che, in alcuni incidenti stradali, la polizia ha iniziato a requisire il cellulare per controllare le ultime operazioni eseguite dal conducente e verificare se vi sia coincidenza temporale tra queste e la guida. 

Ogni incidente però ha la sua storia, la sua dinamica, è caratterizzato da particolari condizioni spazio temporali. Impossibile, quindi, stabilire in anticipo chi ha torto e chi ragione. Di certo, non si può in astratto dire che il pedone ha sempre ragione. Anche questi potrebbe aver determinato, con un comportamento imprevedibile e imprudente, il proprio ferimento. Ed allora cerchiamo quantomeno di tracciare le regole generali di questa impervia materia.

Regole per attraversare la strada

Il pedone deve attraversare la strada solo sulle strisce pedonali a meno che siano più lontane di 100 metri; in tal caso, può attraversare comunque, facendo però attenzione ai veicoli che circolano sulla carreggiata. 

La stessa regola vale per quanto riguarda i sottopassaggi o i sovrapassaggi.

In ogni caso, l’attraversamento deve avvenire in senso perpendicolare alla strada e non diagonale. Bisogna guardare dove si attraversa, non è consentita la distrazione, non si può correre, non si deve guardare il cellulare durante la manovra, non ci si può fermare nel bel mezzo dell’attraversamento. 

Attraversamento strada: a chi spetta la precedenza?

Al di là delle regole comportamentali di prudenza, che abbiamo elencato nel precedente paragrafo, occupiamoci ora della regola della precedenza. 

In presenza delle strisce pedonali, la precedenza spetta sempre ai pedoni.

Al contrario, in assenza di strisce, la precedenza è sempre dei veicoli.

Obblighi dell’automobilista in presenza di pedoni

L’automobilista ha il dovere di tenere una velocità entro i limiti e comunque adeguata alle condizioni della strada e del traffico. Su di lui grava un obbligo fondamentale: quello di evitare qualsiasi scontro, prevenire i rischi e anticipare anche le altrui violazioni del Codice della strada. Ciò significa che deve mettersi sempre nelle condizioni di frenare per escludere un impatto con altri veicoli o con i pedoni, anche se questi ultimi stanno compiendo un comportamento imprudente. 

Difatti, per ottenere un risarcimento in caso di incidente non basta dimostrare l’altrui colpa, ma anche di aver fatto di tutto per evitare il sinistro e di non esserci riusciti. Insomma, lo scontro deve porsi come un evento imprevedibile e inevitabile. Si pensi a chi si trova ad un incrocio e, consapevole di avere la precedenza, avanzi velocemente, anche a dispetto di chi, provenendo da sinistra, si è già immesso al centro della carreggiata. In tal caso, è dovere di chi sta a destra frenare e lasciare passare l’altro conducente, nonostante quest’ultimo non abbia la precedenza.

La stessa regola vale, a maggior ragione, coi pedoni, considerati l’«utenza debole» della strada e, perciò, da salvaguardare ad ogni costo. Il conducente deve quindi prevedere che, specie nei centri urbani, possa esserci chi attraversa fuori dalle strisce o si celi dietro un autobus, fermo al margine della strada, o è oscurato da altre macchine. Ciò gli impone di osservare la massima prudenza. 

L’automobilista, invece che il pedone, va esente da responsabilità solo se la presenza di questi sulla strada è stata repentina e imprevedibile, tanto da non potersi evitare l’investimento. Si pensi al pedone che attraversa sul più bello, senza guardare, oscurato dalle siepi sul marciapiede; oppure al pedone che, in una strada statale, in piena notte e non illuminata, si piazzi in mezzo alla carreggiata senza l’accortezza di evitare il traffico. 

Secondo la Cassazione, il pedone che attraversa la strada di corsa, sia pure sulle strisce pedonali, immettendosi sul più bello in mezzo al traffico, pone un comportamento colpevole tale da essere identificato come unica causa del suo investimento. Resta, però, sempre sul conducente la presunzione di responsabilità se non dimostra che «l’improvvisa ed imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’incidente stradale, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza» [2].

Una recente sentenza del tribunale di Trieste [3] ha stabilito la responsabilità del pedone che attraversa guardando il cellulare. La sua colpa esclusiva scatta quando:

  • il conducente, per motivi estranei ad ogni diligenza, sia venuto a trovarsi nella condizione obiettiva di non poter avvistare il pedone ed osservarne con tempestività i movimenti;
  • i movimenti siano stati così rapidi ed inaspettati da convergere all’improvviso in direzione della linea percorsa dal veicolo, in modo che il pedone venga a trovarsi a distanza così breve dal veicolo, da rendere inevitabile l’urto;
  • nessuna infrazione, benché minima, sia addebitabile al conducente, avendosi, in caso contrario, soltanto una colpa concorrente del pedone.

Automobilista: è responsabile se il pedone distratto attraversa fuori dalle strisce?

Abbiamo detto che il pedone può attraversare la strada fuori dalle strisce solo se queste sono più lontane di 100 metri dal luogo ove si trova. L’eventuale violazione di tale regola implica però solo una sanzione amministrativa, una banale multa stradale. Quindi, nel caso di investimento del pedone fuori dalle strisce, non si può automaticamente dare torto a quest’ultimo e ragione al conducente. Tutto dipende da quanto la presenza del passante sulla strada sia stata avvertibile e anticipabile.

Il conducente del veicolo, infatti, va ritenuto responsabile pure per l’imprudenza altrui, quando risulta prevedibile: deve prevenire non soltanto eventuali condotte irregolari del pedone, ma anche vere e proprie violazioni di obblighi comportamentali, ad esempio il mancato utilizzo dell’attraversamento pedonale. Insomma: nella circolazione stradale la possibilità di fare affidamento sulla correttezza degli altri utenti deve essere limitata al massimo [1].  

Il Codice della strada [2] pone al conducente del veicolo l’obbligo di comportarsi in modo da garantire sempre la sicurezza stradale. 

L’automobilista deve non soltanto prestare attenzione alla strada e mantenere in pieno controllo il veicolo, ma anche prevedere tutte le situazioni che possono costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada; il tutto secondo la comune esperienza. E, dunque, il guidatore non è tenuto a prevenire unicamente la generica imprudenza del pedone, ad esempio la condotta di chi si attarda ad attraversare mentre il semaforo ormai è diventato verde per le macchine. Ma deve pure cautelarsi da vere e proprie irregolarità, come il classico caso di chi scende dall’autobus e attraversa passando davanti al mezzo ancora fermo, sbucando all’improvviso davanti ai veicoli che lo sorpassano sull’altra corsia.

Approfondimenti

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note

[1] Cass. sent. n. 51147/19 del 19.12.2019.

[2] Cass. civ. n. 12751/2001 e Cass. civ. n. 14064/2010

[3] Trib. Trieste, sent. n. 380/2019.

[4] Art. 140 cod. strada


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3 Commenti

  1. Maledetti pedoni! Sbucano quando meno te l’aspetti, altri sembra che facciano sfilate, altri sono indecisi (stanno al telefono, attraversano, si bloccano e poi tornano idietro), altri ancora corrono all’improvviso anche dove non ci sono le strisce! Capisco che l’automobilista debba essere sempre vigile, ma un po’ di lezioncine sul Codice della strada andrebbero fatte a questi sconsiderati che si lanciano sulla strada come se fossero frisbee.

  2. Io penso che a tutto ci sia un limite, anche alla pazienza degli automobilisti! Che dire di quei pedoni che sembra che stiano cammninan do tra le nuvole, guardano un po’ la strada e poi di nuovo i loro occhi sono incollati sugli smartphone. E ciondolano, mica camminano… Sono i ragazzi di oggi che stanno perdendo il contatto con la realtà e pur di scambiarsi un messaggino sui social rischiano di mettere nei guai se stessi e gli automobilisti che devono sterzare o frenare di colpo.

  3. Il conducente di un veicolo è tenuto ad osservare in prossimità degli attraversamenti pedonali la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata, tale da consentire l’esercizio del diritto di precedenza, spettante in ogni caso al pedone che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che l’attraversamento avvenga sulle dette strisce o nelle vicinanze.

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