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Si può lasciare la bici sul marciapiede?

2 Gennaio 2020 | Autore:
Si può lasciare la bici sul marciapiede?

La riforma del Codice della strada introdurrà un’importante novità per i ciclisti. Ma nel frattempo si rischia la multa?

Hai la fortuna di abitare in una città senza troppi sali-scendi e di lavorare non lontano da casa. Per questo hai deciso di muoverti ogni giorno in bicicletta per andare in ufficio. Una scelta che reputi doppiamente positiva: da un lato, pedalare fa bene al fisico, dall’altro ci guadagna l’ambiente perché si risparmia un’auto e, quindi, ci sono meno emissioni di CO2 nell’aria. Hai solo un problema: una volta arrivato al lavoro, devi lasciare la bici all’esterno perché non c’è un cortile interno in cui poterla parcheggiare. Insomma, fai quello che fa la maggior parte dei ciclisti: la metti vicino al portone d’ingresso, sul marciapiede, legata ad un segnale stradale o ad uno di quegli archi in ferro. La domanda è: si può lasciare la bici sul marciapiede o si rischia la multa?

La risposta è sul Codice della strada, anche se a volte si vorrebbe che fosse nel buon senso. Bisogna partire da un concetto che, per quanto possa sembrare strano, è stabilito così dallo stesso Codice: la bicicletta è considerata un veicolo. Pertanto, il ciclista, come il conducente di un’auto, è tenuto al rispetto delle norme che interessano i veicoli. Tuttavia, la riforma del Codice della strada porta una novità per quanto riguarda la possibilità di lasciare la bici sul marciapiede. È qui che la normativa ed il buon senso devono incontrarsi. Altrimenti la tolleranza si tramuterà in multa. Vediamo.

Fermata e sosta della bici: cosa dice il Codice?

Come appena detto, il Codice della strada considera la bicicletta un veicolo e, per tanto, questo mezzo a due ruote deve rispettare le norme valide anche per quelli a quattro ruote. In particolare, il Codice vieta la fermata e la sosta [1]:

  • in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello e sui binari delle linee ferroviarie o del tram;
  • nelle gallerie, nei sottovia, sotto i cavalcavia e sotto i portici, salvo diversa segnalazione;
  • sui dossi e nelle curve;
  • in prossimità o in corrispondenza di segnali stradali verticali, orizzontali e semaforici in modo da occultarne la vista;
  • in corrispondenza degli incroci ed in prossimità degli stessi a meno di 5 metri da prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;
  • sulle strisce pedonali e sui passaggi per ciclisti o sulle piste ciclabili;
  • sui marciapiedi salvo diversa segnalazione.

Ed ecco che quest’ultimo comma ci dice che, trattandosi di un veicolo, è vietato lasciare la bici sul marciapiede. Per i trasgressori è prevista una multa da 84 a 335 euro. Ad oggi, le cose stanno ancora così.

Bici sul marciapiede: la riforma del Codice

Tuttavia, la riforma del Codice della strada porta una buona notizia per chi utilizza normalmente la bici come mezzo di trasporto. O meglio, la porterà quando sarà approvato in via definitiva. La nuova normativa ha ricevuto il via libera dalla commissione Trasporti della Camera ma deve ancora passare in Aula prima che il testo venga trasferito al Senato. In realtà, si attendeva l’entrata in vigore alla fine del 2019, ma probabilmente la cosiddetta «crisi del mojito» che ha fatto saltare in aria il Governo e che ha cambiato la lista delle priorità del Parlamento ha rallentato tutto.

Che cosa prevede la riforma del Codice per i ciclisti? Innanzitutto, la possibilità di lasciare la bici sul marciapiede, il che per loro sarebbe già una conquista. A due condizioni, però:

  • che non ci siano nelle vicinanze delle rastrelliere in cui lasciare la bicicletta;
  • che il mezzo a due ruote non intralci il passaggio dei pedoni (soprattutto dei disabili che si muovono in sedia a rotelle o delle mamme con i passeggini).

Ecco perché dicevamo prima che la normativa ed il buon senso devono, per forza, trovare un punto d’incontro. Spesso succede, infatti, che il legislatore tende la mano al cittadino e che quest’ultimo finisca per prendersi tutto il braccio. Succede, ad esempio, con i ciclisti che si ostinano a pedalare sui marciapiedi (anche ad una certa velocità) pur sapendo che tale comportamento è vietato dal Codice della strada. Il problema è che praticamente nessun agente di Polizia municipale ferma queste persone per dare la multa e chiedere loro di circolare sulla carreggiata o di scendere dalla bici e portarla a mano. Così, il tutto diventa un comportamento acquisito sul quale non ci bada, ormai, nessuno. Tranne chi deve schivare il Miguel Indurain di turno che sfreccia tra i pedoni come stesse facendo una cronometro al Tour de France.

Ma poi, succede lo stesso con il tema che ci interessa, cioè con l’abitudine di lasciare la bici sul marciapiede. Come spiegato in precedenza, oggi è vietato. Ciò nonostante, nelle città è normale vederle appoggiate agli edifici o alle colonne di un porticato, incatenate al primo segnale stradale utile, qualche volta «mollate» in un marciapiede stretto dove una persona in carrozzina deve fare gli slalom per poter procedere.

Ora – cioè quando il nuovo Codice della strada entrerà in vigore – il legislatore tenderà di nuovo la mano ai ciclisti. A patto, però, che questi colgano la riforma come un’opportunità per lasciare la bici in un luogo vicino al lavoro senza rischiare la multa e non come una norma che legittima il continuare a fare ciò che si vuole.


note

[1] Art. 158 cod. str.

Autore immagine: 123rf.com


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