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Droga uso personale: sanzioni

2 Gennaio 2020 | Autore:
Droga uso personale: sanzioni

Sostanze stupefacenti: quando il consumo è personale? Quando si applicano le sanzioni amministrative per droga? Come funziona la procedura davanti al prefetto?

In Italia, la legge punisce come reato lo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché tutta una serie di condotte legate alla droga e alla sua cessione; al contrario, non costituisce reato fare un uso personale di stupefacenti: in pratica, se fumi uno spinello per i fatti tuoi non commetti alcun crimine. Ma, se è così, perché le persone che fanno uso di droghe si nascondono alla vista degli altri? Perché non vediamo per strada persone fumare della marijuana con la stessa naturalezza con cui si fuma una sigaretta? Semplice: perché il consumo di stupefacente, seppur personale, costituisce un illecito amministrativo. Con questo articolo vedremo quali sono le sanzioni per chi fa uso personale di droga.

Come vedremo, anche colui che usa la droga solo per sé corre il rischio di finire nei guai: nessuna galera, ma l’applicazione di sanzioni che possono comportare importanti limitazioni, come ad esempio la sospensione o, se non se ne è in possesso, il divieto di conseguire la patente di guida. La procedura amministrativa vede come protagonista la prefettura, che è l’autorità competente per l’applicazione delle sanzioni che a breve ti illustrerò. Se hai dieci minuti di tempo e l’argomento ti interessa, mettiti comodo e prosegui nella lettura: vedremo insieme quali sono e come vengono applicate le sanzioni per l’uso personale di droga.

Droga: sanzioni penali

Cominciamo innanzitutto col vedere quali sono le sanzioni penali per chi si macchia di una delle condotte proibite dalla legge. Secondo il nostro ordinamento giuridico [1], chiunque, senza avere apposita autorizzazione ministeriale, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro.

La pena è ridotta (reclusione da sei mesi a quattro anni e multa da 1.032 a 10.329 euro) se la condotta criminosa, per i mezzi, la modalità o le circostanze ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità.

In pratica, per la legge quasi ogni condotta che ha a che fare con la droga è punita con la reclusione: ad esempio, anche la semplice coltivazione di cannabis per uso personale costituisce reato, a meno che non si dimostri l’assoluta irrilevanza della quantità coltivata [2].

Droga: quando è uso personale?

L’unico caso, al di fuori di quelli riguardanti l’uso terapeutico e la detenzione eccezionalmente autorizzata dal governo, in cui la detenzione di droga non costituisce reato è quello in cui la sostanza drogante sia posseduta solo per il consumo personale. Classico esempio di droga per uso personale è quello del ragazzo che fuma uno spinello.

Ma come si fa a sapere se la droga rinvenuta nel possesso di una persona sia per uso proprio oppure, al contrario, sia destinata allo spaccio? Ebbene, per comprendere quando la detenzione di droga sia finalizzata alla cessione (e costituisca dunque condotta penalmente rilevante) oppure al consumo personale bisogna guardare al quantitativo e alle modalità del possesso.

Dal primo punto di vista, secondo la legge [3], la quantità massima (in termini di principio attivo) detenibile per evitare di incorrere in responsabilità penale è pari a:

  • 250 mg di principio attivo nel caso di eroina (circa dieci dosi);
  • 750 mg di principio attivo nel caso di cocaina (pari a circa cinque dosi);
  • 500 mg di principio attivo nel caso di cannabis, marijuana, hashish (equivalenti all’incirca a 35 – 40 spinelli confezionati);
  • 750 mg di principio attivo per MDMA (circa cinque pasticche di ecstasy);
  • 500 mg di principio attivo nel caso di Amfetamina (cinque pasticche);
  • 0,150 mg di principio attivo nel caso di LSD (circa tre quadratini o “francobolli”).

In pratica, chi viene trovato con tali quantità di droga (espressa in principio attivo), non può essere accusato del reato di spaccio di sostanze stupefacenti poiché si tratta di dosi ritenute idonee all’uso personale.

La quantità di principio attivo drogante di cui si è in possesso non è sempre sufficiente, però, ad escludere la punibilità penale: come detto, occorre tener conto anche delle modalità di detenzione della droga.

Se, durante una perquisizione, la polizia dovesse trovare un modesto quantitativo di droga rientrante nei parametri sopra indicati, ma già pronto per essere ceduto (ad esempio, perché impacchettato in dosi ben misurate), allora scatterebbe il reato perché si presumerebbe che la droga fosse destinata al mercato, cioè alla cessione.

Consumo di gruppo di droga: è reato?

Altra eccezione alla punibilità penale della detenzione di droga è rappresentata dal consumo di gruppo, il quale è equiparato all’uso personale. Si ha consumo di gruppo di sostanze stupefacenti quando la droga viene acquistata solamente da uno degli assuntori e poi divisa tra tutti gli altri.

Se seguissimo in maniera rigida la regola secondo cui ogni tipo di cessione di droga, anche se fatta tra amici e a titolo gratuito, fosse reato, allora dovremmo dire che commette un crimine anche colui che acquista un po’ di marijuana per sé e per gli amici per fumarla tutti insieme. Invece non è così: se colui che compra la droga la divide poi tra coloro che erano d’accordo con lui affinché l’acquistasse, allora non si integra alcun reato.

Insomma: chi prende la droga su mandato di altre persone e poi divide la sostanza stupefacente con i mandatari, non commetterà alcun crimine.

Consumo personale droga: sanzioni amministrative

Anche quando non costituisce reato il possesso e il consumo di droga costituisce un illecito amministrativo soggetto a ben precise conseguenze.

Secondo la legge [4], chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti, è sottoposto, per un periodo variabile che va da un minimo di un mese a un massimo di un anno a seconda del tipo di droga, a una o più delle seguenti sanzioni amministrative:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.

Ma non solo: se, al momento dell’accertamento, colui che è trovato con la droga ha la diretta e immediata disponibilità di veicoli a motore, la polizia procede all’immediato ritiro della patente di guida. Qualora la disponibilità sia riferita ad un ciclomotore, la polizia ritira anche il certificato di idoneità tecnica, sottoponendo il veicolo a fermo amministrativo. Il ritiro della patente di guida nonché del certificato di idoneità tecnica e il fermo amministrativo del ciclomotore hanno durata di trenta giorni.

Come vedremo, inoltre, la persona trovata con la droga per uso personale, se non si tratta della prima volta e il fatto non è di lieve entità, è invitato a seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato, in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio.

Cosa succede se ti fermano con la droga per uso personale?

Ricapitolando, se la polizia dovesse trovarti con della droga per uso personale, anche solo con un po’ di marijuana per fumare uno spinello, sarebbe costretta a sequestrarla (per poi inviarla per le opportuni analisi) e a redigere il verbale ove ti viene contestato formalmente l’illecito; dopodiché, il verbale è comunicato alla prefettura territorialmente competente per l’avvio della procedura che condurrà all’applicazione della sanzione più adatta.

Il procedimento davanti al prefetto

La procedura davanti al prefetto che comincia a seguito dell’invio, da parte delle autorità, del verbale di contestazione dell’illecito di uso personale di droga si svolge secondo il seguente schema.

Entro il termine di quaranta giorni dalla ricezione della segnalazione, il prefetto, se ritiene fondato l’accertamento, adotta apposita ordinanza convocando, anche a mezzo degli organi di polizia, dinanzi a sé o a un suo delegato, la persona trovata con la droga al fine di valutare, a seguito di colloquio, le sanzioni amministrative da irrogare e la loro durata nonché, eventualmente, per formulare l’invito a intraprendere un percorso di recupero.

Se l’interessato è un minorenne, il prefetto, qualora ciò non contrasti con le esigenze educative del medesimo, convoca i genitori o chi ne esercita la potestà.

Nel caso in cui non venga emessa ordinanza motivata di archiviazione degli atti, contestualmente all’ordinanza con cui viene ritenuto fondato l’accertamento, da adottare entro centocinquanta giorni dalla ricezione degli eventuali scritti difensivi della persona trovata con la droga ovvero dallo svolgimento dell’audizione ove richiesta, il prefetto convoca la persona segnalata. La mancata presentazione al colloquio comporta l’irrogazione automatica di una delle sanzioni amministrative viste nei paragrafi precedenti.

Contro l’ordinanza con cui il prefetto ritiene fondato l’accertamento e convoca la persona segnalata può essere proposta opposizione al giudice di pace entro il termine di dieci giorni dalla notifica all’interessato. Nel caso di minore, l’opposizione viene proposta al Tribunale per i minorenni.

Contro il decreto con il quale il prefetto irroga una delle sanzioni amministrative ed eventualmente formula l’invito a intraprendere un percorso di recupero presso una comunità, può essere fatta opposizione dinanzi al giudice di pace entro trenta giorni. Nel caso di minore, l’opposizione viene proposta al Tribunale per i minorenni.

Va peraltro sottolineato che se risulta che l’interessato si sia sottoposto, con esito positivo, al programma di recupero, il prefetto adotta il provvedimento di revoca delle sanzioni, dandone comunicazione al questore e al giudice di pace competente.

Droga uso personale: l’ammonimento del prefetto

Esiste un’ipotesi in cui, nonostante una persona sia stata colta nel momento di consumare sostanze stupefacenti, può evitare di incorrere in sanzioni.

Secondo la legge se, nel caso di particolare tenuità della violazione, ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commettere nuovamente lo stesso illecito, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stupefacenti, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno.

Si tratta dell’ammonimento del prefetto, il quale rinuncia ad applicare una sanzione avvertendo però il trasgressore che, se dovesse nuovamente violare la legge, incorrerebbe senz’altro in una sanzione amministrativa.


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