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Così sarà la nuova Lega di Salvini

20 Dicembre 2019
Così sarà la nuova Lega di Salvini
Al congresso di Milano il leader cerca pieni poteri. Nel nuovo statuto cambia il ruolo di Umberto Bossi. Novità anche sul simbolo del partito.
Tutti si aspettano un congresso-lampo. Via libera al nuovo statuto della Lega Nord – meno poteri per il presidente a vita Umberto Bossi, meno cariche, ridotte all’osso, procedure semplificate per lo scioglimento – mentre Salvini non avrà grossi problemi a convincere i 500 delegati, forte del consenso nel Paese, con sondaggi che superano, da tempo, il 30%.
Dal 21 dicembre, la vecchia Lega, fondata nel ’91 da Umberto Bossi, cambia pelle, iniziando – di fatto – a somigliare di più a una fondazione ‘storica’, che non alla macchina da guerra, che dai confini padani ha conquistato ‘Roma  ladrona’, governando il Paese con il vecchio centrodestra. Ora Salvini sventola il Tricolore, guarda alle regioni del Sud, cerca di contare in Europa e vuole tutti dalla sua parte, anche gli ex nordisti nostalgici.
Al congresso convocato per domani a Milano, come annunciato, la minoranza del partito, quei 20-30 che dicono no alla svolta di Salvini non ci saranno, puntando il dito contro il leader sovranista che, a loro dire (“regolamento alla mano”) ha impedito qualsiasi dibattito. “Non partecipiamo a un congresso dove non abbiamo diritto di parola”, ha detto Gianni Fava, ultimo competitor di Salvini alle primarie del 2017.
Quello di domani che potrebbe essere l’ultimo congresso della Lega Nord, il tredicesimo, da domenica, inizia una nuova storia. Ipotesi più accreditata, la strada che verrà percorsa, sembra quella prevista dal nuovo statuto: l’arrivo, entro l’anno prossimo, del “commissario federale con pieni poteri”, per portare a termine il disegno sovranista di Matteo Salvini.
“Il socio Umberto Bossi – come si legge nel testo statutario, all’art.14 che sarà votato domani – è il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente Federale a vita, salvo rinuncia”. “Il Presidente Federale è garante dell’unità della Lega Nord. È membro di diritto del Consiglio Federale e del Comitato Disciplinare e di Garanzia”.
Per il fondatore della Lega Nord, decadono però alcune funzioni, rispetto allo statuto precedente, quello del 2015, dove si leggeva, tra l’altro, che Bossi “è garante dell’unità della Lega Nord e promuove, con ogni idoneo mezzo, l’identità padana in collegamento con il Parlamento della Padania e di intesa con il Consiglio Federale”, passaggio ora eliminato.
Tra le novità, quelle sul simbolo, che resta Alberto Da Giussano, secondo l’iconografia tradizionale dei lumbard, ma che sarà possibile vedere in cima alle liste di altre formazioni, a cominciare dal partito di Salvini, la Lega per Salvini premier. Un simbolo storico che potrà essere concesso, come si legge all’art.3 del nuovo statuto – che la nostra agenzia Adnkronos ha preso in visione – “ai fini elettorali, in tutto o in parte, alle nazioni regolarmente costituite ai sensi del presente Statuto, nonché ad altri Movimenti politici le cui affinità con gli obiettivi di Lega Nord sono rimesse alla valutazione del Consiglio Federale”.
Vale a dire che anche Lsp potrà adottare in toto Alberto Da Giussano, con la scritta ‘Padania’ e ‘Lega Nord’, modificando quello attuale che è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta ‘Lega per Salvini Premier‘ in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco.


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