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Separazione e divorzio: abitazione assegnata a chi convive con i figli

20 Agosto 2013
Separazione e divorzio: abitazione assegnata a chi convive con i figli

In caso di crisi coniugale, la casa coniugale viene assegnata al coniuge cui siano stati affidati – in regime di affidamento condiviso o esclusivo – i figli minori o maggiorenni non autosufficienti; ecco tutta la disciplina.

Uno dei principali problemi che si pongono in caso di separazione e divorzio è quello della divisione e assegnazione degli immobili tra gli ex coniugi.

Per comprendere le regole di tale spinoso problema è bene innanzitutto distinguere tra:

casa familiare o coniugale (la casa in cui la famiglia risiede stabilmente): essa, alle condizioni che vedremo tra breve, può essere assegnata a uno dei coniugi;

–  altre case di proprietà: esse restano a disposizione del proprietario o, se di proprietà comune, possono essere divise tra i coniugi.

1) La casa coniugale

In caso di separazione o divorzio consensuale, sono i coniugi stessi, nell’atto di separazione, a stabilire la divisione dei beni mobili e immobili. Pertanto, in tale ipotesi, ogni determinazione in merito all’assegnazione della casa coniugale è rimessa alla scelta delle parti.

Diverso discorso avviene nel caso di separazione o divorzio giudiziale. In tal caso, mancando l’accordo tra le parti, sarà il giudice – chiamato a decidere nella causa di divisione – a chi assegnare la casa.

I giudici assegnano la casa coniugale a uno dei coniugi solo se vi è in ballo l’interesse dei figli (la legge dice espressamente che «il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli [1]). In altre parole l’assegnazione viene fatta soltanto in favore del coniuge con cui convivono:

– figli minorenni

– o figli maggiorenni ma non autosufficienti sotto il profilo economico.

Si deve escludere, dunque (come avveniva in passato, prima della riforma), la possibilità di assegnare la casa al coniuge economicamente più debole se questi non è affidatario dei figli. Dal 2006, infatti, non è più possibile prevedere un’assegnazione in assenza di figli da tutelare, come misura di protezione per il coniuge.
Queste regole si applicano anche in caso di cessazione della convivenza di genitori non sposati.
L’assegnazione della casa in favore del genitore “collocatario” dei figli avviene non solo in caso di proprietà della casa (esclusiva di un coniuge o in comunione), ma anche in caso di locazione (nel qual caso il contratto si trasferisce al coniuge assegnatario) e di comodato (leggi l’articolo “A chi va l’affitto dell’appartamento dopo la separazione”).

Inoltre, nonostante l’assegnazione in favore di uno dei due coniugi, l’abitazione, se di proprietà comune tra i coniugi (per esempio, nel caso in cui questi erano in regime di comunione legale) può essere ugualmente divisa. Le parti, pertanto, potranno chiedere al giudice la divisione dell’immobile.
Il provvedimento di assegnazione può essere trascritto nei pubblici registri immobiliari ai fini dell’opponibilità ai terzi, in modo che anche in caso di vendita a terzi dell’immobile l’assegnazione non venga meno.

Quando assegna la casa a uno dei due coniugi, il giudice tiene conto di ciò ai fini della determinazione dell’assegno di mantenimento. Infatti, l’assegnazione dell’immobile costituisce un sacrificio economico per il proprietario e, dall’altro lato, un vantaggio per l’altro coniuge. Dunque, già l’assegnazione della casa può considerarsi una forma di prestazione in natura del mantenimento, posto che la casa costituisce una voce fondamentale del mantenimento di una famiglia. Naturalmente ciò non toglie che il giudice possa prevedere anche un assegno di mantenimento per i figli, ma questo ha una funzione residuale (leggi l’articolo: “Criteri di determinazione dell’assegno di mantenimento ed esigenze dei figli)”.

Quando l’assegnazione viene meno
L’assegnazione della casa viene meno in caso di nuovo matrimonio del coniuge assegnatario o di avvio, da parte di questi, di una convivenza all’interno della casa, previa valutazione del giudice che valuta se tale decadenza può comportare un pregiudizio per il minore (leggi l’articolo: “Nuova convivenza e assegnazione della casa coniugale”).

L’assegnazione viene altresì meno se il coniuge affidatario dei minori smette di abitarvi, per andare a vivere stabilmente in un altro immobile (leggi l’articolo: “Revocata l’assegnazione della casa coniugale non abitata stabilmente”).

2) Altre case di proprietà

Gli altri immobili restano del legittimo proprietario e, in caso di proprietà comune, possono essere divisi tra i coniugi: mediante accordo, con un vero e proprio contratto di divisione; o, in mancanza, per via giudiziale (nel qual caso il giudice, se non sia possibile dividere i beni in natura, procede alla loro vendita a terzi e alla successiva divisione del ricavato).

 

 

Assegnazione e affido condiviso
La normativa precedente prevedeva che la casa familiare venisse assegnata, di preferenza, al genitore a cui venivano affidati i figli. Ora, invece, l’affidamento esclusivo ha un’applicazione residuale e la regola sono l’affidamento condiviso e la mera regolamentazione dei tempi di permanenza presso ciascun genitore, per realizzare il più possibile un equilibrio tra i tempi con la madre e quelli con il padre, con la conseguenza che la legge usa una formula più sfumata, parlando unicamente di assegnazione effettuata tenendo conto dell’interesse dei figli. Nell’applicazione pratica, tuttavia, si tende a individuare un genitore, di solito la madre, quale genitore con cui vivono i figli, e a cui di conseguenza viene assegnata la casa


note

 

[1] Art. 155-quater cod. civ.


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9 Commenti

  1. Salve, Io e mio marito ci stiamo separando.Abbiamo un a casa di 150 metri e un condominio e spese piuttosto costosi. Mio marito guadagna 2500 Euro al mese però solo 1200 per la legge siccome il resto è un “regalo” dei genitori. Perciò mio marito dice che non mi verrà assegnata la casa perché non sarebbe in grado di pagare le spese con 1200 al mese. Al momento non lavoro. Mio marito dice che la casa è in vendita e mi può mandari fuori in affitto.Però dice che nel caso in cui la casa mi venisse affidata lui si licenzierebbe e così non pagherebbe il mutuo e mi caccerebbero via lo stesso. Ma lui può fare tutto questo? Io vorrei tanto stare qui. Lui lavora per i genitori che hanno un albergo. Poi mi ha detto, che se l’avvocato mio inizia ad indagare troppo metterà un altro avvocato.Dice,che se affonda lui affondo io. Cosa mi dice di tutto questo? Comunque lui è convintissimo che non mi daranno mai la casa.

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  2. Buongiorno a Voi, mi devo separare sono sposata ho 2 figlie di 6 e 2 e mezzo di età abito nella casa dei miei genitori , pago solo le spese condominiali (250 euro/mese).
    Cosa succede alle bambine, la casa è in -comodato d’uso a mio favore- mio marito è via tutta la settimana per lavoro, anche 2 settimane delle volte. Abita in un monolocale e fa pure i turni di notte.E’ distante da noi circa 150 Km Io lavoro e per bambine ci pensano i miei genitori.
    Ringraziando , distinti saluti
    Barbara

  3. Ho scoperto, che lei mi tradiva con molti, ne ho le prove.ora lei sa che la legge la tutela, e mi vuole sbattere fuori.voglio combattere per mio figlio, 8 anni, non ho fatto nulla per perderlo.posso provare molto, trascuratezza inaffidabilita, e altro oltre svariate porcate.
    Combatto affinche il giudice possa asclltsre quello che ho da dire, il mio avvocato ha perso in partenza, io conosco rispetto verita , ma ho paura mi possa buttare fuori solo perché applica la legge. La casa è in comune, e lei non accetta niente che non sia 50% mutuo figlio e casa…vorrei un parere
    Grazie romano

  4. vorrei separarmi ma non lavoro i figli sono grandi e lavorano la casa e di mio marito comprata insieme quando convivevamo prima di sposarci i figli al momento dell acquisto gia’ era nata volevo sapere essendo in comunione ho diritto a una casa avendone due?al quale percepisce un affitto ?ho diritto ad un assegno di mantenimento ?’ho sempre lavorato ma non in regola perdendo tutti i l’avori perche’ ogni volta che stavano male mio marito le dicevo vai tu che lavori in regola io mi licenziano ma se ne sempre fregato ora non lavoro da cinque anno in nero non ti prendono piu’ nessuno e lui mi rinfaccia sempre che mi mantiene ora mi chiedo che diritti ho ?non voglio chiedergli i danni morali ma il giusto che mi aspetta le case se le e intestate a lui ma gia’ convivevamo ho testimoni che possono dire che ho sempre lavorato la ringrazio se potesse darmi un risposta

  5. buona sera,volevo chiedere un parere: convivo da 5 anni in un appartamento di mia propietà dove pago un mutuo di 600 euro al mese il mio stipendio è di 1500.Abbiamo un figlio di 3 anni,siamo in crisi e lei non vuole andarsene da casa,abbiamo messo avvocati di mezzo,ma non si trova una soluzione.come posso fare per far si che lei se ne vada da casa mia? Io sono disposto a pagare mantenimento a mio figlio giustamente,ma non posso anche pagarmi un mutuo e un affitto in quanto non possiamo rimanere entrambi sotto lo stesso tetto.Cosa bisogna fare?grazie

  6. Buongiorno, io vivo con il mio compagno in una casa cointestata, sulla quale paghiamo entrambi il mutuo. Abbiamo una figlia di 4 anni ma siamo arrivati al culmine di una crisi e non possiamo più stare insieme. Lui non se ne vuole andare di casa. Come devo fare? Qual’e’ l’iter che devo seguire? Il giudice lo può’ obbligare ad andarsene? Come mi devo muovere? ….aggiungo, la bambina e’ cresciuta con me perché fino a pochi mesi fa il padre lavorava a 300km e veniva a casa solo per il week end! Potrebbero affidarla a lui? Grazie mille

  7. Salve,sono Patrizia
    sono stanca e vorrei separarmi ho sempre cose dette non c’è la faccio più.sono sposata da 23 anni,ma ormai come ripeto sono stanca di lui sempre accuse lui sta pagando un mutuo su una casa che lui ha comprato a me nell’atto è solo mia,ora lui mi dice che la casa e sua perchè la sta pagando e la vuole affittare lui ha diritto di affittarla?
    Ripeto nell’atto la casa è di mia proprietà. Se IO PRENDO MIO FIGLIO DI 14 ANNI E ME NE VADO IN QUESTA CASA COSA PUO SUCCEDERE.Lui anzi di dare il mantenimento a mio figlio puo continuare a pagare la casa lui paga di mutuo 450 euro mensili.io sto prendendo la disoccupazione e sono in cerca di lavoro,scusa un altra domanda se io faccio una domanda per prendere un mutuo a fondo perduto per poter aprire un ‘attivita (aprire un negozio)me la accettano se sto prendendo la disoccupazione? LA PREGO MI RISPONDA . GRAZIE DI VERO CUORE SONO DISPERATA.

  8. Salve, io e mia moglie stiamo divorziando e in comune accordo vogliamo lasciare la casa familiare cointesta a nostro figlio maggiorenne, come dobbiamo comportarci?, grazie

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