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Per omissione di soccorso si va in carcere?

22 Dicembre 2019
Per omissione di soccorso si va in carcere?

Quando scatta il reato in caso di incidente stradale e di ritrovamento di persone ferite o bisognose per strada? 

Se urti contro lo specchietto retrovisore di un’auto che proviene dal senso opposto di marcia e subito dopo scappi, nessuno potrà denunciarti. Potresti tutt’al più ricevere una sanzione amministrativa (una banale multa stradale) per non aver fornito i dati della tua assicurazione, sempre ammesso che si possa risalire alla tua targa. In più, sarai chiamato a risarcire i danni ma, in quel caso, ci sarà la tua polizza a coprirti. 

Viceversa, se investi un pedone e ti dai alla fuga, commetti reato. Allo stesso modo, se vedi una persona o, peggio, un bambino bisognoso di soccorso in mezzo alla strada e non chiami i soccorsi potresti risponderne penalmente. 

Se ti sei trovato in una di queste circostanze e ti sei chiesto «per omissione di soccorso si va in carcere?», ecco alcuni importanti chiarimenti che fanno al caso tuo. 

Incidente stradale senza feriti

Chi urta contro un’altra auto non commette reato e, quindi, non rischia il carcere se dall’incidente non derivano feriti. In questo caso, scatta una sanzione amministrativa da 296 a 1.184 euro. Se il danno procurato all’altra auto è grave, possono scattare altre due sanzioni: l’obbligo di sottoporre a revisione l’auto e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Incidente stradale con feriti

Se provochi un incidente con feriti dopo aver violato il Codice della strada – in altre parole, se la colpa dello scontro è tua – non puoi allontanarti dal luogo del sinistro finché non arriva la polizia. Quest’obbligo serve per identificarti ai fini delle successive pratiche assicurative. Ti è quindi interdetto scappare anche se ti sei, in un primo momento, fermato per verificare le condizioni dell’altro conducente o se questi ha riportato lesioni irrisorie (come un banale contraccolpo al collo). Non puoi neanche giustificarti con una urgenza o con la scusa del parcheggio. 

La violazione di quest’obbligo comporta il carcere. In particolare, il Codice della strada [1] prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni, nonché la sospensione della patente di guida da 1 a 3 anni. È il cosiddetto reato di fuga.

Il Codice prevede poi un secondo dovere a carico dell’automobilista coinvolto in un incidente stradale, questa volta a prescindere dalla colpa: quello di prestare soccorso, o meglio chiamare le autorità, nel caso in cui vi siano feriti bisognosi di aiuto. Non ti verrà chiesto, quindi, di improvvisarti medico, ma di telefonare all’ambulanza, al 118, alla polizia, ecc. A differenza del reato di fuga, quello in commento – denominato omissione di soccorso [2] – richiede che la persona ferita si trovi in uno stato di bisogno effettivo. È, quindi, escluso il banale colpo di frusta. 

Anche per l’omissione di soccorso si rischia il carcere. La legge prevede, infatti, la reclusione da un anno a tre anni e la sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni. 

Omissione di soccorso

Fuori dai casi degli incidenti stradali – che, come visto, sono disciplinati dal Codice della strada – il Codice penale [3] prevede il delitto di omissione di soccorso a carico di chi trova: 

  • abbandonato o smarrito un bimbo con meno di 10 anni;
  • un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente e di corpo, per vecchiaia o per altra causa;
  • un corpo umano che sia o sembri inanimato;
  • una persona ferita o altrimenti in pericolo.

In tali ipotesi, sei tenuto a chiamare subito le autorità. Diversamente, commetti reato e sarai punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro. Se la persona in difficoltà muore, la pena viene raddoppiata. 

Il reato di omissione di soccorso sussiste anche laddove si accerti che l’assistenza sarebbe stata impossibile o inutile. Esso è escluso soltanto se la persona da assistere era già morta.

Ad esempio, integra il reato di omissione di soccorso la condotta dell’automobilista che, imbattutosi in un incidente stradale, si allontani da tale luogo dopo essersi fermato ed avere avvisato telefonicamente la competente autorità di polizia, in quanto, ai fini della prestazione della “assistenza occorrente” non è sufficiente contattare la polizia e le autorità sanitarie, ma occorre anche presidiare il luogo dell’incidente allo scopo di adottare tutte le cautele necessarie a limitare il danno riportato dalla vittima [4].

Presupposto del reato di omissione di soccorso è il “trovare” un soggetto in una situazione di pericolo, dove per “trovare” deve intendersi “imbattersi”, “venire in presenza di”. Si prescinde, pertanto, dalle responsabilità per aver determinato la situazione di pericolo. Ne risponde, quindi, anche chi vede un ferito che è stato picchiato da un’altra persona. Il reato implica un contatto materiale diretto con l’oggetto del ritrovamento, richiedendosi che l’agente possa percepire lo stato di pericolo in cui versa il soggetto da soccorrere.

note

[1] Art. 189 cod. str. co. 6.

[2] Art. 189 cod. str. co. 5.

[3] Art. 593 cod. pen.

[4] Cass. Pen., Sez. V, 02 febbraio 2005, n. 3397.


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