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Il testamento apocrifo

5 Gennaio 2020 | Autore:
Il testamento apocrifo

Testamento falso: cos’è e come impugnarlo? Domanda di accertamento negativo contro testamento olografo: come fare? Falsificare testamento: è reato?

La legge non lascia spazio ad alternative: se intendi disporre delle tue sostanze per il periodo in cui non sarai più in vita, non ti resta che fare testamento. Non esistono altri strumenti analoghi: solo il testamento è ammesso come atto di ultima volontà. Certo, molte persone dispongono del proprio patrimonio mentre sono in vita, ad esempio donando ai figli ciò che, un domani, cadrebbe in successione. Considerata la sua importanza, la legge disciplina dettagliatamente ogni aspetto del testamento, lasciando all’interessato la possibilità di poterlo redigere nelle forme prescritte. E proprio questo è l’aspetto da cui partire per parlare del testamento apocrifo.

Il codice civile consente al testatore (cioè, a colui che fa testamento) di poter provvedere da solo a redigere l’atto di ultima volontà: è sufficiente una penna e un foglio di carta per poter fare testamento. Al notaio bisogna ricorrere solamente se si vuole essere certi della regolarità di quanto scritto, oppure se si è analfabeti o non si è in grado, anche per malattia, di scrivere di proprio pugno. Dunque, redigere un testamento può essere cosa semplice ed economica. Il punto è proprio questo: preparare da soli un testamento comporta il rischio che, alla morte, uno degli eredi stracci l’atto del defunto e ne scriva uno a sé favorevole spacciandolo per autentico. Il testamento apocrifo è proprio questo. Come difendersi? Come provare che il testamento è falso? Se l’argomento ti interessa, prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è il testamento apocrifo e come difendersi da esso.

La successione ereditaria

Alla morte di una persona si apre automaticamente la successione ereditaria dei suoi beni, a prescindere dalla presenza o meno di un testamento. La successione è quel fenomeno giuridico in ragione del quale a un soggetto ne subentra un altro (o altri).

Nel caso della successione ereditaria, la morte di una persona “apre le porte” all’ingresso di altre che subentrano nella titolarità dei rapporti giuridici che sopravvivono al decesso.

Testamento: cos’è?

Come anticipato nell’introduzione, il testamento rappresenta l’unico atto che la legge riconosce per poter disporre delle proprie sostanze per il tempo in cui una persona avrà cessato di vivere.

Il testamento non è un contratto in quanto, per poter essere valido, non necessita della volontà di altre persone ma solamente di quella del defunto. In altre parole, il testamento non deve essere accettato da nessuno: per questo è un atto unilaterale.

Ma non solo. Il testamento si contraddistingue anche per le seguenti caratteristiche:

  • unipersonalità. Il testamento è un atto personale, nel senso che nessuno può sostituirsi al testatore nell’esprimere la volontà di questi, nemmeno dietro delega, né è possibile che nello stesso scritto testamentario confluiscano le volontà di più persone (divieto del testamento congiuntivo).
  • formalismo. Il testamento può assumere solamente le forme previste dalla legge: in tutti gli altri casi, l’atto sarebbe nullo e, pertanto, privo di ogni effetto giuridico. Il formalismo si lega alle differenze tra le varie tipologie di testamento: come vedremo, la legge ammette solamente il testamento olografo, quello segreto e quello pubblico.
  • revocabilità. Il testamento è sempre revocabile da parte del suo autore: ciò vuol dire che, in qualsiasi momento, qualunque sia la forma dell’atto di ultima volontà, è possibile tornare sui propri passi e sostituire il vecchio testamento con uno nuovo.

Testamento: come può essere scritto?

Come detto nel paragrafo precedente, il testamento può essere redatto solamente nelle forme stabilite dalla legge; nello specifico, la legge ammette tre tipi di testamento:

  • il testamento olografo;
  • il testamento pubblico;
  • il testamento segreto.

Mentre le ultime due tipologie necessitano della collaborazione del notaio, il testamento olografo è quello che può essere redatto direttamente dalla persona che ne è interessata. Per approfondire le differenze tra tipologie di testamento, ti rinvio all’articolo che tratta specificamente di questo argomento; se invece vuoi saperne di più sul testamento apocrifo, allora continua nella lettura.

Testamento olografo: cos’è?

È fondamentale descrivere brevemente il testamento olografo, altrimenti non si potrà comprendere cosa sia quello apocrifo.

Il testamento olografo è l’atto scritto per intero, datato e sottoscritto di proprio pugno dal testatore [1]. In poche parole, il testamento olografo deve essere integralmente autografo, non può essere scritto con mezzi meccanici né da altri soggetti, nemmeno per conto del testatore e nemmeno se quest’ultimo è analfabeta. In questa evenienza, chi vuole fare testamento deve rivolgersi ad un notaio per la redazione di un testamento pubblico.

Il testamento olografo deve essere necessariamente scritto di proprio pugno dal suo autore: anche la guida della mano del testatore da parte di altra persona nel redigere il testamento olografo rende l’atto invalido, a nulla rilevando che quanto scritto corrisponda effettivamente alla volontà manifestata dal testatore [2].

Il testamento olografo può subire modifiche, aggiunte o cancellature, purché queste siano sempre state eseguite di persona dal testatore. Va specificato, tuttavia, che le modifiche apportate successivamente, per essere valide, devono essere datate e sottoscritte a loro volta.

La data e la sottoscrizione del testamento olografo

È fondamentale che il testamento olografo, oltre che interamente scritto di proprio pugno dal testatore, sia datato e sottoscritto. La data serve a collocare nel tempo l’atto, cosicché, se dovesse essere scoperto un ulteriore scritto testamentario, quello con data successiva possa prevalere su quello precedente. La data deve riportare l’indicazione dal giorno, del mese e dell’anno, non essendo necessaria invece la specificazione dell’ora.

La data può validamente riportare anche un’indicazione diversa, che possa però essere interpretata in maniera univoca (ad esempio: Natale del 2019). La data può essere apposta tanto all’inizio quanto in calce allo scritto.

La sottoscrizione è elemento altrettanto essenziale: come l’intero testamento, anche essa deve essere obbligatoriamente apposta dal testatore, pena la nullità dell’atto. La sottoscrizione deve essere collocata alla fine delle disposizioni e serve a confermare le stesse in maniera definitiva: deve contenere il nome e il cognome dell’autore dell’atto ma, se fatta in altro modo (ad esempio, indicando lo pseudonimo), è altrettanto valida, purché sia possibile identificare il testatore con certezza.

Testamento olografo: dove va scritto?

Il testamento olografo può essere scritto su un qualsiasi foglio: è sufficiente anche un pezzo di carta non convenzionale perché si possa validamente redigerne uno, purché sia adatto a conservare il testo e a renderlo comprensibile.

Il testamento olografo può essere redatto anche su più fogli separati, purché tra gli stessi vi sia un collegamento materiale (ad esempio, mediante una graffetta) oppure gli stessi siano facilmente ricollegabili tra loro in maniera che l’intero testo abbia un senso (ad esempio, per mezzo della numerazione delle pagine).

Secondo la giurisprudenza, anche uno scritto avente forma di lettera, se rispetta tutti i canoni sopra visti del testamento olografo, può valere come atto di ultima volontà [3].

Testamento apocrifo: cos’è?

Posso ora spiegarti cos’è un testamento apocrifo. Niente di più semplice: il testamento apocrifo è l’atto di ultima volontà che non può essere ricondotto al suo autore perché falso. Il testamento apocrifo, dunque, è un testamento olografo falso, cioè un testamento che falsamente viene imputato alla volontà della persona deceduta. Facciamo un esempio.

Tizio ha redatto testamento sapendo di avere ancora poco da vivere. Prima di morire, rivela alla figlia Caia che l’atto di ultima volontà si trova in un cassetto, su un comune foglio di carta. Subito dopo la morte di Tizio, Caia fa sparire il testamento del padre e lo sostituisce con un altro, a sé più favorevole.

Capirai bene che il testamento apocrifo può riguardare solamente il testamento olografo, cioè quello scritto di proprio pugno dal testatore; le altre due tipologie di testamento, infatti, necessitano della partecipazione del notaio, il quale conserva presso di sé l’atto.

Come agire contro un testamento apocrifo?

Contro il testamento apocrifo possono agire tutti coloro che ne abbiano interesse e, nello specifico, coloro che sono (o sarebbero) coinvolti nella successione ereditaria. Come smascherare un testamento falso? Adendo il tribunale e chiedendo al giudice di accertare la falsità dell’atto, cioè la sua non imputabilità alla reale volontà della persona deceduta.

L’atto introduttivo del giudizio sarà il classico atto di citazione, con il quale bisognerà convenire in giudizio gli altri eredi e proporre al giudice domanda di accertamento negativo.

Secondo la giurisprudenza [4], tocca all’attore, cioè a chi agisce in giudizio, dimostrare la falsità del testamento mediante ogni mezzo di prova a sua disposizione. È evidente che, viste le caratteristiche del testamento olografo, sarà fondamentale una perizia che accerti se la grafia sia attribuibile al defunto.

Come dimostrare che un testamento è apocrifo?

Come detto sul finire del precedente paragrafo, è fondamentale ai fini della prova del testamento apocrifo che la grafia del testamento venga comparata con altra che è certamente riconducibile al defunto (firma che c’è su assegni, cambiali, contratti o altre scritture private).

Il giudizio di verificazione deve necessariamente svolgersi con un esame che metta a confronto atti in cui la scrittura è certamente del defunto con il testamento presunto apocrifo.

Nel caso in cui il testamento olografo sia solo in parte apocrifo (si pensi al caso in cui l’atto sia stato successivamente alterato in alcune delle sue parti), allora l’esame grafico andrà compiuto comparando tra loro le parti del testamento che risultano diverse, confrontandole poi con altri atti in cui la scrittura sia certamente attribuibile alla persona deceduta [5].

Testamento apocrifo: è efficace?

Uno dei problemi maggiori che si pone quando si parla di testamento apocrifo è la sua efficacia. Qual è la sorte del testamento olografo che viene impugnato perché falso? Il testamento produrrà i suoi effetti fintantoché non intervenga una sentenza ad accertarne la falsità?

In presenza di un testamento apocrifo, le parti interessate possono impugnarlo e chiederne l’accertamento negativo al giudice; questo lo abbiamo detto. il problema è che, fino a che il giudice non ne accerti la falsità e, di conseguenza, non dichiari la nullità del testamento, questo è valido ed efficace.

Ovviamente, però, gli eredi nominati nel testamento apocrifo, nel caso di dichiarazione di nullità, dovranno poi restituire tutto ciò che hanno indebitamente preso dall’asse ereditario in virtù del testamento falso.

Testamento apocrifo: è reato?

È reato falsificare un testamento? Sì: la legge equipara il testamento olografo a un atto pubblico, estendendo le sanzioni penali anche a questa condotta [6]. Dunque, falsificare un testamento olografo è reato.

Secondo la giurisprudenza [7], chi redige un testamento apocrifo commette il reato di falso ma non quello di truffa: la condotta di chi altera un testamento olografo non è riconducibile agli artifici e raggiri che sono a fondamento del reato di truffa.


note

[1] Art. 602 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 3163 del 17.03.1993.

[3] Cass., sent. n. 11504 del 21.10.1992.

[4] Cass., Sezioni Unite, sent. nr. 12307/2015.

[5] Cass., sent. n. 6022/2007.

[6] Art. 491 cod. pen.

[7] Cass., sent. n. 15666/2019.

Autore immagine: 123rf.com


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