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Pignoramento presso terzi di Equitalia per cartelle esattoriali: così cambia dopo il decreto del fare

20 Agosto 2013
Pignoramento presso terzi di Equitalia per cartelle esattoriali: così cambia dopo il decreto del fare

Termine per il pagamento esteso a 60 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento e impignorabilità dell’ultimo stipendio o emolumento: queste le due sostanziali modifiche apportate dal Decreto del Fare in tema di pignoramento presso terzi.

Con la recente conversione in legge, da parte del Parlamento, del decreto “del Fare” [1], è stata modificata anche la particolare procedura di pignoramento presso terzi, da parte di Equitalia, nei confronti dei contribuenti morosi.

Con il pignoramento presso terzi, la legge [2] ha riconosciuto all’Agente della riscossione (appunto Equitalia) un potere specifico che gli consente di ingiungere al terzo la consegna del credito vantato dal proprio.

Per esempio: se Tizio riceve una cartella esattoriale di 1.000 euro in forza di tributi non pagati allo Stato e, nello stesso tempo, Caio deve a Tizio 1.000 euro (per esempio a titolo di corrispettivo per forniture), Equitalia può rivolgersi direttamente a Caio ingiungendogli di pagare direttamente nelle sue mani le 1.000 euro, senza passare per il tramite di Tizio.

La differenza rispetto alla generale procedura di pignoramento presso terzi prevista per i crediti di privati è che, nel caso in cui il creditore sia Equitalia, non c’è bisogno di un’udienza per il rilascio della dichiarazione del terzo. Infatti, nella procedura civilistica ordinaria, il terzo deve rilasciare una dichiarazione con cui attesta l’esistenza – o meno – del credito nei suoi confronti da parte del debitore pignorato (Tizio). Tale dichiarazione viene effettuata, alternativamente:

– o davanti al giudice dell’esecuzione;

– oppure attraverso l’invio, sempre da parte del terzo (Caio), di raccomandata a.r.

Il termine di pagamento passa a 60 giorni

Una prima modifica operata dalla recente riforma riguarda il termine entro il quale il terzo deve procedere alla consegna/pagamento, decorrente dalla notifica dell’atto di pignoramento: prima fissato in 15 giorni, ora è passato a 60 giorni. Si tratta di una dilazione garantistica, a favore del debitore che, così, avrà più tempo per poter eventualmente presentare opposizione nei confronti di procedimenti esecutivi ritenuti indebiti.

Tale innovazione legislativa riguarda tutti i crediti vantati dal debitore di Equitalia.

Nulla cambia, invece, per quanto riguarda i crediti vantati dal contribuente/debitore nei confronti della pubblica amministrazione, per i quali vige la disciplina speciale del blocco in caso di superamento del limite di legge da azionare a cura della stessa amministrazione o ente pubblico.

No al pignoramento dell’ultimo stipendio

L’ulteriore modifica approvata dal decreto “del Fare” riguarda il pignoramento di stipendi ed emolumenti. Ora la legge prevede che, nel caso di accredito delle somme oggetto di pignoramento sul conto corrente intestato al debitore, l’obbligo del terzo pignorato (la banca) di trattenere tale importo per poi erogarlo al creditore (Equitalia) non si estendono all’ultimo emolumento accreditato. In altre parole, la banca, per esempio, in caso di accredito sul conto corrente (già pignorato da Equitalia) dell’ultimo stipendio, deve rendere disponibile tale somma al debitore e non potrà invece “bloccarla”.


note

[1] DL 69/2013.

[2] DPR 602/1973.


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3 Commenti

  1. Salve a tutti,
    mi auguro che questo valga non solo per Equitalia, ma anche per le altre agenzie di riscossione che riscuotono le cosidette cifre iscritte a ruolo, visto che i comuni hanno abbandonato Equitalia.

    Nell’articolo non è specificato che per le cifre accreditate su conto corrente in banca o alla posta vale anche per la pensione.
    Grazie.

  2. Siamo rovinati fatta la legge c’è’ l’inganno , xke hanno voluto far mettere obbligatoriamente le pensioni o stipendi sul conto corrente x pignorare tizo e caio e defrautalli del tutto constringendo il popolo alla povertà assoluta ci vuole la guerra altro che

  3. Un atto uguale e’ arrivato a mio figlio due settimane fa senza sapere nemmeno chi fosse sta societa’. Gia’ risolto con l avvocato ed e’ finito su tutti i tg e giornali italiani. Mi chiedo pero’: Equitalia puo’ inviare a una persona un atto del genere e non assumersi le proprie responsabilita’ ? Soprattutto se l atto richiede 426.946,10 euro dato che ho dovuto trovare un avvocato e affrontare spese che non avevo in previsione e inoltre, e’ possibile che possano mandare un atto del genere solo perche’ l unico rapporto che aveva avuto mio figlio e’ un contratto di affitto per un appartamento gia’ disdetto molto tempo prima …..insomma su che base sti delinquenti legalizzati ci terrorizzano cosi?

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