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Recupero crediti: opposizioni ai decreti ingiuntivi più veloci

20 Agosto 2013
Recupero crediti: opposizioni ai decreti ingiuntivi più veloci

A partire dal 22 giugno, l’opposizione a decreto ingiuntivo avrà un iter privilegiato e più celere.

Per offrire maggiore tutela ai creditori e massima celerità alle procedure di recupero dei crediti, il decreto “del Fare” ha introdotto una nuova norma all’interno del codice di procedura civile. La novità è volta a scoraggiare le opposizioni ai decreti ingiuntivi palesemente infondate o proposte “tanto per prendere tempo”. Ciò perché il decreto ingiuntivo è lo strumento notoriamente rivolto al recupero dei crediti.

Le nuove disposizioni sono già operative per tutti i decreti ingiuntivi notificati dopo il 22 giugno 2013.

L’anticipazione dei termini della prima udienza

Come noto, in caso di giudizi ordinari introdotti con atto di citazione, il codice di procedura civile prevede che il convenuto –  cui l’attore abbia assegnato un termine che eccede gli ordinari 90 giorni – possa chiedere, al Presidente del Tribunale, che la prima udienza venga fissata con congruo anticipo rispetto a quella indicata nell’atto di citazione [1].

Ebbene, con il decreto “del Fare” [2], si prevede la regola che, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’anticipazione deve essere disposta fissando l’udienza per la comparizione delle parti non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire. Dato che il termine minimo a comparire è di 90 giorni, tra la notificazione dell’opposizione al decreto ingiuntivo e l’udienza di comparizione non devono intercorrere più di 120 giorni.

Questa garanzia di accelerazione serve anche a consentire al giudice di decidere, al più presto, sulla richiesta del creditore di concessione dell’esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo.

La prima udienza e la provvisoria esecuzione

Il secondo aspetto della riforma contenuta nel Decreto “del Fare” coinvolge anche la prima udienza, sempre nell’ambito del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo [3]. In tale sede, il giudice – prima di qualsiasi altra attività [4] – deve valutare se ricorre una delle seguenti circostanze:

– se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione;

– o se vi siano somme non contestate e l’opposizione non sia proposta per vizi procedurali;

Se ricorre una di queste ipotesi, il giudice può concedere l’esecuzione provvisoria. In questo modo, anche se ancora pende la causa, il creditore potrà avviare la procedura di esecuzione forzata in danno del debitore.

L’obbligo di decidere alla prima udienza comporta che il giudice dovrà valutare se l’opposizione non è fondata su prova scritta o di pronta soluzione, prima di concedere alle parti i termini di cui all’articolo 183 del Codice di procedura civile per la precisazione delle domande e la formulazione delle richieste istruttorie.


Il decreto del Fare ha introdotto due modifiche nell’ambito delle procedure di opposizione a decreto ingiuntivo

1) Quando la prima udienza di comparizione delle parti sia stata fissata, dal creditore che si oppone al decreto ingiuntivo, ad una data particolarmente distante, in tal caso, su richiesta del convenuto (vale a dire il creditore che ha chiesto il decreto ingiuntivo contro cui è stata fatta opposizione), il giudice deve anticipare l’udienza per la comparizione entro 120 giorni dalla notificazione dell’opposizione.

2) Il giudice deve decidere alla prima udienza se concedere l’esecuzione provvisoria al decreto ingiuntivo, prima di qualsiasi altra attività.

note

[1] Art. 163-bis cod. proc. civ.

[2] L’articolo 78 del decreto del fare inserisce nell’articolo 645, comma 2, cod. proc. civ.

[3] Il Dl infatti riforma anche l’articolo 648 cod. proc. civ.

[4] Ivi compresa la concessione dei termini di cui all’art. 183 cod. proc. civ.


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