Autostrade: sarà rivoluzione o salto nel buio?

22 Dicembre 2019 | Autore:
Autostrade: sarà rivoluzione o salto nel buio?

Il decreto Milleproroghe contiene norme sulle nuove concessioni autostradali: dai pedaggi ai risarcimenti dovuti per il crollo del ponte Morandi.  

Dopo la tragedia del ponte Morandi è iniziata la ricostruzione anche a livello normativo. Il decreto legge Milleproroghe varato ieri sera dal Consiglio dei ministri contiene radicali novità per il sistema autostradale italiano. Innanzitutto viene scongiurato l’aumento dei pedaggi nel 2020 sulla maggior parte dei tratti, che altrimenti sarebbe scattato in automatico dal 1° gennaio. Ma c’è anche quella che il portavoce del Movimento 5 stelle ha definito, come riporta oggi l’agenzia stampa Adnkronos, una “rivoluzione in corso sulla gestione delle concessioni autostradali”, che verrà rivista completamente.

Adesso ci sono ben 16 concessionari autostradali che hanno i piani economico-finanziari (Pef) scaduti, e tra questi c’à anche Aspi, Autostrade per l’Italia. Con le nuove norme avranno tempo fino al 30 marzo per presentare i nuovi Pef all’Autorità dei trasporti ed adeguarsi al nuovo modello tariffario. Secondo i pentastellati, “in questo modo, avremo pedaggi più bassi e concessionari che, finalmente, saranno costretti a reinvestire gli utili in manutenzione. Continueremo sempre a fare gli interessi dei cittadini: d’ora in avanti i privati che gestiranno le nostre strade dovranno farlo in maniera trasparente”.

Ma su queste norme chiave il governo appare spaccato: Italia Viva prende le distanze e Matteo Renzi afferma: “Se qualcuno vuole revocare la concessione ad Autostrade per la vicenda del ponte Morandi si presenti in Parlamento con un disegno di legge. Il Parlamento è sovrano: si discuterà e la maggioranza deciderà. Ma utilizzare il Milleproroghe aprendo un potenziale caos normativo e facendo crollare la fiducia degli investitori esteri sull’Italia è roba da azzeccagarbugli di provincia. Torniamo all’Abc: nel mille proroghe ci vanno le proroghe, non le brillanti intuizioni di qualche demagogo”.

Intanto anche l’opposizione reagisce: il deputato della Lega, e responsabile nazionale trasporti, Edoardo Rixi, parla di ”profili di incostituzionalità sull’art.33 del Milleproroghe con conseguenze enormi sulla manutenzione delle autostrade, investimenti su nuove infrastrutture, Gronda in primis, e sicurezza degli automobilisti, a partire dalla realizzazione delle terze corsie e dalla messa a norma delle gallerie. Per non parlare delle migliaia di posti di lavoro a rischio e al collasso di Anas, che, oggi, com’è strutturata, non sarebbe in grado di sostenere il peso concessorio di migliaia di chilometri di autostrade”.

L’allarme sui provvedimenti in arrivo giunge anche dagli “addetti ai lavori”: per il presidente di Aiscat , l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, Fabrizio Palenzona, sarà “un salto nel buio, dannoso non tanto per le  concessionarie, per le quali è comunque devastante ma soprattutto per il sistema paese”, ha detto stamattina al Giornale Radio Rai, aggiungendo che “siccome non si è capaci di trovare una soluzione, si cerca la scorciatoia della legge e si distrugge un settore. A mio parere un decreto del genere non reggerà ma farà solo guai per i concessionari e guai per il sistema Italia, per la credibilità e per gli investitori internazionali e per migliaia di risparmiatori che hanno investito in borsa nelle società autostradali. La revoca della concessione ad Aspi e’ possibile – ha aggiunto – ma il tema è che non si vuole aspettare una decisione che accerti se ci sono le colpe. E’ successo un fatto gravissimo, chi è colpevole deve essere perseguito ma finora non c’è la pistola fumante”.

Palinzona ha spiegato il suo punto di vista sui pericoli della “rivoluzione” prevista nel decreto: “Non facciamo che per punire i colpevoli si distruggono interi settori produttivi del paese, come in questo caso noi cercheremo di fare presente quale danno gravissimo che solo la pubblicazione del decreto provocherà nei mercati. Poi parleremo col Parlamento che questo provvedimento non entri in vigore perché il danno sarebbe irreversibile non solo per i concessionari ma per gli investitori. Io credo che – ha concluso Palenzona – se si modificano le leggi con il milleproroghe che non c’entra niente con questo settore io mi domando chi verrà più a investire in Italia”.

Ma cosa è successo e perché l’argomento autostrade è considerato oggi tanto allarmante? In sintesi il decreto Milleproroghe – approvato con la formula “salvo intese”, dunque non ancora definitivo e suscettibile di variazioni – prevede, a parte i pedaggi (l’adeguamento delle tariffe autostradali slitta al 31 luglio 2020) le modifiche al regime delle concessioni autostradali. Qui si prevede l’ingresso automatico dell’Anas che subentrerà nella conduzione del tratto autostradale interessato ogni volta che ci sarà la revoca di una concessione, in attesa di individuare un nuovo gestore.

È qui il punto nevralgico, perché in questi casi – come potrebbe accadere con Autostrade a seguito della vicenda del crollo ponte Morandi di Genova e dell’accertamento delle responsabilità – si dispone, nel tanto contestato articolo 33, che “al concessionario è dovuto il valore delle opere realizzate al netto degli ammortamenti” ma a questa somma dovrà essere detratto “quanto il concessionario è tenuto a pagare per il risarcimento danni derivato dal suo inadempimento”.

Quindi, se la norma entrasse in vigore così com’è stata formulata, la società Autostrade sarebbe tenuta  da subito a pagare i danni provocati dal crollo del ponte Morandi, che supererebbero di gran lunga l’ammontare delle penali che lo Stato dovrebbe elargire nei suoi confronti a titolo di penale per la risoluzione contrattuale. Sono cioè in ballo molti miliardi di euro e si prevede una dura battaglia per definire questi aspetti.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube