Nuove rateazioni per Imu e Tari

23 Dicembre 2019 | Autore:
Nuove rateazioni per Imu e Tari

I tributi comunali potranno essere rateizzati: 4 rate per i debiti fino a 500 euro, almeno 36 rate oltre i 6 mila. Ma le esecuzioni già in corso non saranno interrotte.

Il nuovo Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 prevede una nuova forma di rateazione per i tributi comunali più diffusi, l’Imu per gli immobili e la Tari per i rifiuti. È la prima volta che il legislatore nazionale interviene per disciplinare questa materia: finora era lasciata ai regolamenti di ciascun Comune, mancava una normativa quadro. Adesso, è arrivata ed interviene nei casi in cui i regolamenti comunali manchino o prevedano diversamente da quanto dispone il Decreto fiscale, che è stato convertito in legge pochi giorni fa. Le nuove norme entrano in vigore subito e valgono anche per gli accertamenti pregressi, dunque per i debiti tuttora in corso e non ancora pagati.

D’ora in poi, i contribuenti avranno la possibilità di pagare a rate i propri debiti di Imu e Tari, con un minimo di 4 rate mensili per somme dovute fino a 500 euro e un massimo di 72 rate mensili per gli importi oltre i 20 mila euro. I debiti oltre i 6 mila euro dovranno prevedere un piano di dilazione di almeno 36 rate.

La domanda di rateazione potrà essere presentata al Comune titolare del credito in qualsiasi momento, l’importante è che ci sia un atto di accertamento o di ingiunzione del tributo già notificato, anche se i termini previsti per il pagamento sono già scaduti. In questo modo si potranno rateizzare anche i debiti per Imu e Tari degli anni precedenti, compresi quelli per i quali è già arrivata una cartella di pagamento (che dal 1° gennaio prossimo sarà sostituita dal nuovo accertamento direttamente esecutivo, dunque con valore di cartella esattoriale).

Però, ci sono delle differenze con la procedura di rateazione prevista per i debiti fiscali con Agenzia Entrate Riscossione: qui la domanda di rateazione, non appena viene accolta, ha l’effetto di fermare le procedure esecutive in corso, sospendendole per tutta la durata del piano di rateazione; per la rateazione attraverso il Comune di Imu e Tari, invece, non c’è questo effetto e, dunque, proseguiranno a prescindere dall’accoglimento e dai pagamenti rateali eseguiti. Così rimarranno iscritti i fermi e le ipoteche, e i pignoramenti già in essere andranno avanti; se, invece, la domanda di rateizzazione verrà presentata prima che questi atti esecutivi arrivano, li bloccherà in partenza. Dunque, i cittadini avranno l’incentivo a presentare la richiesta prima possibile.

Che succede in caso di rate non pagate o saltate? Se non vengono versate due rate, anche non consecutive (esempio la seconda e la quarta) nel corso di sei mesi di dilazione, il piano di rientro decade e il debito scaduto potrà essere azionato con le procedure esecutive. Inoltre, quando si è decaduti non si può più riprendere la rateazione sul residuo debito, il piano non potrà essere rinnovato o riformulato. A ben vedere, il fatto che la legge prevede che la decadenza scatta se non vengono pagate due rate in ogni semestre consente, per i piani di durata più lunga, di poter “saltare” il pagamento puntuale di una sola rata, purché in semestri diversi; in questo caso infatti non si incorrerà nella decadenza.

La decadenza nei casi di rate non pagate, però, non scatterà automaticamente: il Comune o il suo Agente di riscossione dovranno notificare al cittadino moroso un atto di sollecito, che indicherà il termine preciso entro il quale versare le rate scadute e fino a quel momento il piano di rateazione non decadrà. Ci sarà, quindi, un margine di tempo in più per pagare oltre le scadenze inizialmente previste (ferma restando l’applicazione degli interessi dovuti per il periodo di ritardo).

Ora, i regolamenti comunali che stabiliscono prescrizioni differenti da quelle che abbiamo indicato dovranno adeguarsi per essere conformi alla normativa della legge dello Stato; se, invece, il Comune non avesse mai sinora disciplinato questa materia, si applicheranno direttamente le disposizioni di legge. Per modificare i regolamenti già in essere nei punti difformi (ad esempio, una rateazione massima di 6 rate laddove adesso la legge prevede che debbano essere almeno 36 per i debiti da 6 mila euro in su) occorrerà emanare un’apposita delibera che approvi e faccia entrare in vigore il nuovo regolamento comunale.



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