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Disabili: esenzione bollo auto

23 Dicembre 2019
Disabili: esenzione bollo auto

Tassa automobilistica: agevolazione fiscale per invalidi e portatori di handicap. Chi ne ha diritto e su quante auto? I familiari del disabile devono pagare il bollo auto?

Chi presenta una disabilità riconosciuta ai sensi della legge 104 del 1992, e quindi certificata dalla commissione dell’Asl, può usufruire di una serie di benefici fiscali sull’auto, ivi compresa l’esenzione del bollo auto. Si tratta di una misura che la legge [1] prevede per tutte le Regioni d’Italia, a prescindere dalle locali regole attuative. In buona sostanza, chi ha una disabilità riconosciuta dalla commissione medica – disabilità che peraltro apre le porte a una serie di agevolazioni anche sull’acquisto del mezzo di locomozione – può evitare di pagare l’imposta automobilistica. 

Le Regioni hanno comunque mantenuto una certa autonomia nell’identificazione delle patologie per le quali è possibile ottenere l’esenzione bollo auto per disabili. Tanto per fare un esempio, in Toscana il semplice trapianto renale non dà diritto al beneficio. 

Chi ha diritto all’esenzione bollo auto per disabili?

Per beneficiare dell’esenzione, occorre che nella certificazione medica sia acclarato che l’intestario dell’auto è disabile ai sensi dell’articolo 3, comma 3 della legge 104/92, o ha ridotte o impedite capacità motorie permanenti ai sensi dell’articolo 8 della legge 449/1997. In quest’ultimo caso, il veicolo deve essere adattato. In via generale, per godere dell’esenzione, le altre fattispecie di patologie che danno diritto al beneficio sono la disabilità con grave limitazione della capacità di deambulare o le pluriamputazioni, la disabilità mentale o psichica di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagno, la cecità o il sordomutismo.

Ma procediamo con ordine e vediamo chi ha diritto all’esenzione dal bollo auto.

Possono usufruire delle agevolazioni:

  • non vedenti e sordi:
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

I non vedenti sono le persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo a entrambi gli occhi con eventuale correzione.

Ciechi totali 

Si tratta di coloro che:

  • sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi;
  • hanno la mera percezione dell’ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore;
  • il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3 per cento.

Ciechi parziali

Sono coloro che: 

  • hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10 per cento.

Ipovedenti gravi

Sono coloro che: 

  • hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione;
  • il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30 per cento.

Sordi

Sono coloro che presentano una minorazione sensoriale dell’udito, affetti cioè da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva.

Disabili con handicap o con limitazioni motorie

I restanti soggetti che hanno diritto all’esenzione del bollo auto per disabili sono coloro che hanno un grave handicap (comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 104/1992), certificato con verbale dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap presso l’Asl. In particolare, si tratta dei soggetti:

  • con handicap grave derivante da patologie (comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente della capacità di deambulazione;
  • che presentano ridotte o impedite capacità motorie ma che non risultano contemporaneamente “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”.

Solo per quest’ultima categoria di disabili il diritto alle agevolazioni è condizionato all’adattamento del veicolo.

Le Regioni possono estendere l’agevolazione anche ad altre categorie di persone disabili, rispetto a quelle indicate all’inizio del presente capitolo. E’, quindi, opportuno informarsi presso gli Uffici competenti per verificare la sussistenza del diritto all’esenzione.

Esenzione bollo auto disabili per i familiari

L’esenzione dal bollo auto non spetta solo al disabile, ma anche al familiare che lo ha fiscalmente a carico.

Esenzione bollo auto disabili: su quali auto?

L’esenzione dal bollo auto per disabili spetta, a seconda dei casi, sui seguenti veicoli:

  • autovetture (*): veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli per il trasporto promiscuo (*): veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate (o a 4,5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria), destinati al trasporto di cose o di persone e capaci di contenere al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli specifici (*): veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
  • autocaravan (*) (**): veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente;
  • motocarrozzette: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo 4 posti, compreso quello del conducente, ed equipaggiati di idonea carrozzeria;
  • motoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti, compreso quello del conducente;
  • motoveicoli per trasporti specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo (*) per questi veicoli le agevolazioni spettano anche ai non vedenti e ai sordi; (**) per questi veicoli è possibile fruire soltanto della detrazione Irpef del 19%.

In ogni caso, l’esenzione spetta a patto che sussista il suddetto limite di cilindrata:  2.000 centimetri cubici per le auto con motore a benzina e 2.800 centimetri cubici per quelle diesel.

I disabili con ridotte capacità motorie avrebbero diritto a fruire dell’esenzione esclusivamente se il veicolo sia stato adattato in funzione delle loro esigenze. Quindi, non spetta l’agevolazione se l’adattamento è sostituito dall’aiuto di una persona che fa sedere il disabile al posto guida. Sarebbe pertanto necessario installare un meccanismo che sposta il sedile o la portiera in modo da consentire l’accesso a bordo del disabile senza richiedere la presenza di altre persone. L’adattamento andrebbe poi annotato sulla carta di circolazione.

Esenzione bollo disabili: su quante auto

Se il disabile possiede più veicoli, l’esenzione spetta per un solo veicolo che potrà essere scelto dal disabile. Spetta all’interessato, al momento della presentazione della documentazione all’ufficio della Regione, indicare la targa dell’auto sulla quale intende godere dell’agevolazione.

Esenzione bollo auto per figli disabili

Chi ha fiscalmente a carico il figlio minore disabile può ottenere l’agevolazione Iva al 4% per l’acquisto del veicolo e l’esenzione dal pagamento dell’Ipt (imposta provinciale di trascrizione) nonché della tassa automobilistica, ossia del bollo auto. L’esenzione va richiesta, presentando la documentazione della Commissione medica, alla Regione di residenza.

Il genitore ha diritto a una detrazione dall’Irpef pari al 19% della spesa sostenuta per l’acquisto, su una spesa massima di 18.075,99 euro, la cui entità varia in ragione del suo reddito complessivo: l’importo diminuisce con l’aumentare del reddito e si annulla se il reddito complessivo arriva a 95.000 euro. La detrazione per i figli a carico è di 1.220 euro per bambini di età inferiore a tre anni, e di 950 euro se il bambino/a ha età pari o superiore a tre anni.

La detrazione per i figli disabili va ripartita al 50% tra genitori non legalmente separati; in alternativa, con l’accordo tra le parti, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che dispone del reddito più elevato.

Come ottenere l’esenzione bollo auto disabili

Per ottenere l’esenzione dalla tassa automobilistica, il disabile deve, solo per il primo anno, presentare all’ufficio competente (o spedire per raccomandata a.r.) la documentazione prevista, di cui daremo indicazione nel paragrafo successivo.

I documenti vanno presentati entro 90 giorni dalla scadenza del termine per il pagamento del bollo auto.

Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi, senza bisogno di rinnovare l’istanza ed inviare nuova documentazione.

Tuttavia, dal momento in cui vengono meno le condizioni per avere diritto al beneficio (per esempio perché l’auto viene venduta) l’interessato deve comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l’esenzione.

Documentazione per esenzione bollo auto

Per ottenere l’esenzione dal bollo, il disabile deve presentare la seguente documentazione.

Certificazione attestante la condizione di disabilità:

  • per il non vedente e il sordo, occorre un certificato, rilasciato da una Commissione medica pubblica, che attesta la sua condizione;
  • per il disabile psichico o mentale, è richiesto: a) il verbale di accertamento dell’handicap, emesso dalla Commissione medica dell’Asl (o da quella integrata Asl-Inps), dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992), derivante da disabilità psichica; b) il certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento (legge n. 18/1980 e legge n. 508/1988), emesso dalla Commissione a ciò preposta (Commissione per l’accertamento dell’invalidità civile di cui alla legge n. 295/1990);
  • per i disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, o pluriamputati, occorre il verbale di accertamento dell’handicap, emesso dalla Commissione medica dell’Asl (o da quella integrata Asl-Inps), dal quale risulti che il soggetto si trova in situazione di handicap grave (art. 3, comma 3, della legge n. 104 del 1992), derivante da patologie (comprese le pluriamputazioni) che comportano una limitazione permanente della deambulazione.

Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (solo per usufruire dell’Iva al 4%)

Con la dichiarazione occorre attestare che nel quadriennio anteriore alla data di acquisto non è stato acquistato un analogo veicolo agevolato.

Per l’acquisto entro il quadriennio occorre consegnare il certificato di cancellazione rilasciato dal Pubblico registro automobilistico (Pra).

Fotocopia dell’ultima dichiarazione dei redditi o autocertificazione

Se il veicolo è intestato al familiare del disabile, dalla dichiarazione dei redditi deve risultare che egli è fiscalmente a carico dell’intestatario dell’auto.

I verbali di accertamento dell’invalidità delle commissioni mediche devono riportare anche la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per poter richiedere le agevolazioni fiscali relative ai veicoli (nonché per il rilascio del contrassegno invalidi).

Le attestazioni medico legali – indispensabili per usufruire delle agevolazioni fiscali – possono essere sostituite dal verbale della commissione medica. Tale verbale deve essere presentato in copia e accompagnato da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sulla conformità all’originale, resa dall’interessato. Egli dovrà dichiarare, inoltre, che quanto attestato non è stato revocato, sospeso o modificato.

Riguardo alla certificazione medica richiesta, con la circolare n. 21 del 23 aprile 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le seguenti precisazioni.

I portatori di handicap psichico o mentale, come previsto per le altre categorie di disabili, conservano il diritto a richiedere i benefici fiscali per l’acquisto di veicoli anche quando lo stato di handicap grave è attestato (invece che dalla commissione medica dell’Asl) da un certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità, purché lo stesso evidenzi in modo esplicito la gravità della patologia e la natura psichica o mentale della stessa.

Non può essere considerata idonea, invece, la certificazione che attesta genericamente che la persona è invalida. Per esempio, non si può ritenere valido un certificato contenente la seguente attestazione “…con totale e permanente inabilità lavorativa e con necessità di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita”. In tal caso, infatti, anche se rilasciata da una commissione medica pubblica, la certificazione non consente di riscontrare la presenza della specifica disabilità richiesta dalla normativa fiscale.

I disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, o pluriamputati, analogamente a quanto detto al punto precedente, possono documentare lo stato di handicap grave mediante una certificazione di invalidità rilasciata da una commissione medica pubblica, attestante specificatamente “l’impossibilità a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore”. È necessario, comunque, che il certificato di invalidità faccia esplicito riferimento anche alla gravità della patologia.

Per le persone affette da sindrome di Down, rientranti nella categoria dei portatori di handicap psichico o mentale, è ritenuta ugualmente valida la certificazione rilasciata dal proprio medico di base che, pertanto, può essereprodotta per richiedere le agevolazioni fiscali in sostituzione del verbale di accertamento emesso dalla Commissione medica.

La possibilità di fruire delle agevolazioni fiscali per l’acquisto dell’auto non è preclusa nei casi in cui l’indennità di accompagnamento, comunque riconosciuta dalla competente commissione per l’accertamento di invalidità, è sostituita da altre forme di assistenza (per esempio, il ricovero presso una struttura sanitaria con retta a totale carico di un ente pubblico).

Domanda di rimborso bollo auto disabili

Le domande di rimborso del bollo auto per un pagamento effettuato in eccesso o non dovuto, redatte in carta libera, devono essere indirizzate generalmente alla Regione competente – ufficio ragioneria generale e fiscalità generale e presentate presso le unità territoriali Aci o presso le delegazioni Aci.

Sulla domanda devono essere riportati nome, cognome, residenza, codice fiscale (o partita Iva) e numero di telefono del richiedente; inoltre devono essere indicate anche le modalità con cui si vuole ricevere il rimborso (c/c postale, bancario Abi e Cab, assegno circolare non trasferibile con spese a carico del destinatario) e alla stessa va allegata la documentazione idonea a dimostrare la spettanza del rimborso.

In base a quanto stabilito dall’articolo 5 del Dl 953/1982, la domanda di rimborso deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento nei termini di legge. In sostanza, il diritto di rimborso decade il terzo anno successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento, quindi non può essere presentata la domanda dopo 36 mesi dall’avvenuto pagamento non dovuto.

Bollo auto: prescrizione

Per ottenere l’esenzione dal bollo auto è necessario presentare la domanda di esenzione dal bollo. Diversamente, non ci si può accorgere del diritto solo quando arrivano le richieste di pagamento da parte della Regione. Tuttavia, se tali richieste sono cadute in prescrizione si può evitare di pagare a patto che, il contribuente non abbia ricevuto avvisi di accertamento. Per quanto riguarda l’azione della Regione di recupero per il bollo non pagato, la prescrizione è di tre anni. 

L’azione di recupero si prescrive decorso il terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. La prescrizione si interrompe con la notifica al contribuente dell’atto di accertamento, ma se il contribuente non si oppone entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, la prescrizione diventa decennale. 


note

[1] Ex articoli 8, commi 1, 3 e 7, della legge 449/1997 e 30, comma 7, della legge 388/2000.


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