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Bollo auto: prescrizione e decadenza

23 Dicembre 2019
Bollo auto: prescrizione e decadenza

Entro quanto tempo deve arrivare la richiesta di pagamento della tassa automobilistica e come fare ricorso?

Chi si chiede entro quanto tempo la Regione può pretendere il pagamento del bollo auto non deve avere a riferimento solo il termine di prescrizione, ma anche quello di decadenza. Sebbene la differenza possa apparire un tecnicismo, in verità ci sono diversi aspetti pratici che consentono di percepire la distinzione tra i due casi. 

In generale, possiamo dire che sia la prescrizione che la decadenza del bollo auto attengono al rispetto di un limite temporale oltre il quale qualsiasi intimazione di pagamento notificata dalla pubblica amministrazione è illegittima e, al pari di questa, anche un eventuale fermo amministrativo dell’auto o, ancor di più, un pignoramento.

Per comprendere quali sono i termini di prescrizione e decadenza del bollo auto bisogna, però, fare un passo indietro e illustrare il meccanismo di riscossione.

Avviso di accertamento bollo auto

Il bollo auto va versato una volta all’anno, nel mese stesso in cui è avvenuta l’immatricolazione del veicolo. È, tuttavia, prevista una tolleranza: si ha tempo fino all’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione per versare il dovuto senza incorrere in sanzioni di mora. Così, il bollo che scade ad agosto può essere versato entro il 30 settembre.

Se ciò non avviene, la Regione notifica l’avviso di accertamento al titolare del veicolo (a meno che non si tratti di soggetto disabile o familiare che lo ha fiscalmente a carico, che abbia presentato la richiesta di esenzione). 

L’avviso di accertamento intima il pagamento entro massimo 60 giorni dal suo ricevimento. Nello stesso termine, il contribuente che ritenga non dovuta l’imposta può fare ricorso alla Commissione Provinciale Tributaria impugnando l’avviso in questione.

Se, nei sessanta giorni, non viene eseguito il pagamento, né viene presentato ricorso, l’amministrazione passa alla fase esecutiva. Questa ha inizio con la notifica di una cartella esattoriale. Da tale momento decorre un ulteriore termine di 60 giorni per adempiere o per fare ricorso. 

Il ricorso contro la cartella però può sollevare solo vizi relativi a quest’ultimo atto (ossia alla cartella) e non al precedente avviso di accertamento che ormai è divenuto definitivo e non più impugnabile. I vizi della cartella sono, ad esempio, l’omessa notifica dell’accertamento, la prescrizione o la decadenza.

Termine di decadenza del bollo auto

Una volta compreso il meccanismo di accertamento e riscossione del bollo auto non pagato, vediamo quali sono i due termini che la Regione deve rispettare per poter esigere il pagamento. Partiamo dal termine di decadenza.

La Regione o le Province autonome di Trento e Bolzano devono notificare l’avviso di accertamento entro massimo il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il bollo doveva essere pagato.

Quindi, il bollo auto del 2019 (scaduto, come anticipato, l’ultimo giorno del mese successivo a quello relativo all’immatricolazione del veicolo) consente la notifica di un avviso di accertamento entro massimo il 31 dicembre del 2022. Se l’avviso arriva più tardi può essere impugnato perché nullo. 

Termine di prescrizione del bollo auto

Anche il termine di prescrizione del bollo auto è di tre anni e decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui deve avvenire il pagamento e termina, di conseguenza, sempre il 31 dicembre. 

Quindi, in prima battuta, il termine di prescrizione e quello di decadenza si compiono entrambi il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui il bollo doveva essere pagato. 

Senonché, una volta rispettato il termine di decadenza, questo non si ripresenta più. Al contrario, la prescrizione torna a decorrere nuovamente da capo. Quindi, se anche viene notificato nei termini l’avviso di accertamento e dopo i tre anni successivi il contribuente non riceve alcun altro atto o intimazione, si compie di nuovo la prescrizione. E se anche l’automobilista dovesse ricevere nei termini una cartella esattoriale e, dopo di questa, l’esattore non dovesse svolgere alcuna azione esecutiva il bollo auto sarebbe nuovamente prescritto.

Marco riceve nel 2017 un avviso di accertamento per bollo auto non pagato del 2015. L’avviso ha rispettato il termine di decadenza. Senonché, dopo di esso, Marco riceve una cartella esattoriale nel 2020. Non essendo stata rispettata la prescrizione la cartella è illegittima. 

Luca riceve una cartella esattoriale nel 2016 per bollo auto non pagato. A seguito di ciò, nel 2021 riceve un preavviso di fermo auto. Anche in tale caso si è verificata la prescrizione perché sono decorsi più di tre anni dalla notifica della cartella.

In sintesi, la decadenza dal potere di accertamento si compie dopo 3 anni e, una volta accertato l’omesso versamento (con la notifica dell’avviso di accertamento), l’amministrazione è al riparo da ogni contestazione in merito alla sola decadenza. 

Ma, come detto, ciò non basta. C’è da rispettare anche la prescrizione. Per cui, se dopo tre anni dalla notifica dell’accertamento o della cartella non ci sono altre iniziative, si verifica la prescrizione e nulla è più dovuto.

La prescrizione viene interrotta dalla notifica di un atto qualsiasi che solleciti il pagamento purché a mezzo raccomandata o pec. Ma, una volta interrotta dalla diffida, torna a decorrere nuovamente da capo a partire dal giorno dopo.

Come contestare prescrizione o decadenza

Il semplice fatto che arrivi un avviso di accertamento oltre il termine di decadenza o una cartella oltre il termine di prescrizione non implica in automatico che l’atto è illegittimo. Infatti, è prima necessario rivolgersi al giudice tributario affinché ne annulli gli effetti. In assenza di impugnazione, l’avviso di accertamento o la cartella caduti in prescrizione o decaduti si “sanano” e non possono più essere contestati.

Erminia riceve un avviso di accertamento dopo 5 anni dalla scadenza del pagamento del bollo. Ciò nonostante non fa opposizione. Le viene poi notificata una cartella esattoriale e solo allora si accorge che il precedente atto era illegittimo. Erminia, però, non può più contestare la precedente decadenza essendo ormai l’atto divenuto definitivo. 

In teoria, si potrebbe evitare la carta del ricorso al giudice con un ricorso in autotutela, anche se, nella prassi, quasi mai tali istanze vengono prese in considerazione. C’è anche da dire che il ricorso in autotutela non sospende i termini del ricorso e, non essendo dovuta una risposta, il contribuente si troverebbe poi a dover fare i conti con la scadenza dei termini per l’azione giudiziaria. 



1 Commento

  1. I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale. I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini, l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale, atto interruttivo della prescrizione.

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