Diritto e Fisco | Articoli

Debiti a ruolo

23 Dicembre 2019
Debiti a ruolo

Cos’è l’iscrizione a ruolo per i debiti nei confronti dello Stato, dell’Agenzia delle Entrate e delle altre pubbliche amministrazioni. 

Hai sempre sentito parlare di «debiti iscritti a ruolo» o, più semplicemente, di debiti a ruolo ma, siccome non sei un esperto di diritto, non sai con precisione di cosa si tratti e cosa significhi questa espressione. Proviamo a chiarire questo aspetto con parole semplici e pratiche. 

Cos’è il ruolo?

Siamo nel campo dei debiti nei confronti dello Stato, delle pubbliche amministrazioni o degli enti locali come Comuni, Province e Regioni. Non sentirai parlare quindi di debiti a ruolo con riferimento alle somme che devi alla banca, al condominio, alla società della luce o del gas, al locatore, ecc. 

Una volta definito l’oggetto – ossia la materia – entro cui si muove il ruolo, cerchiamo di capire la sua funzione.

Il titolo esecutivo

Per legge non si può avviare un pignoramento nei confronti di una persona (fisica o giuridica) se prima non si possiede un titolo esecutivo. Questo titolo altro non è che un documento ufficiale che sancisce, in modo certo e categorico, l’entità della somma non corrisposta, la ragione del debito, il soggetto che deve pagare (il debitore) e quello a cui bisogna pagare (il creditore).

Di solito, il titolo esecutivo è una sentenza del giudice che condanna il debitore a pagare a seguito di un regolare processo. Ma possono essere titoli anche i decreti ingiuntivi non opposti nel termine di 40 giorni, gli assegni e le cambiali, i contratti di mutuo stipulati davanti al notaio. 

Per agevolare la pubblica amministrazione nella riscossione dei propri crediti, lo Stato ha dato ad essa un grande potere: quello di crearsi da sola il titolo di credito, senza bisogno di ricorrere a un giudice. Sono nati così gli accertamenti immediatamente esecutivi dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps, le cartelle di pagamento dell’agente della riscossione, gli attestati di credito della Siae, ecc.

L’iscrizione a ruolo

Prima però della formazione del titolo esecutivo, è necessario che la PA certifichi internamente il proprio credito. È questa l’iscrizione a ruolo.

In particolare, nel momento in cui l’ente accerta l’omesso pagamento di un cittadino di un tributo o di una sanzione ad esso dovuto, «iscrive la somma a ruolo», ossia la riporta in una sorta di registro interno. Quest’atto – il ruolo – viene poi reso esecutivo da un provvedimento sempre interno all’amministrazione e, infine, trasmesso all’agente della riscossione per l’avvio della procedura esecutiva. 

Ogni pubblica amministrazione emette, quindi, un proprio ruolo. Qui di seguito ci occuperemo della più importante: quella dell’Agenzia delle Entrate. 

Iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate

Il ruolo è un elenco in cui l’Agenzia delle Entrate iscrive i contribuenti debitori e le somme da essi dovute, ai fini della riscossione tramite Agenzia Entrate Riscossione. È utilizzato per riscuotere imposte, sanzioni e interessi.

Le iscrizioni a ruolo possono essere a titolo definitivo o a titolo provvisorio.

Sono iscritte a titolo definitivo, per il loro intero ammontare e unitamente a interessi e sanzioni, le imposte risultanti dagli accertamenti definitivi e quelle liquidate in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti (v. n. 81740), nonché quelle derivanti da sentenze passate in giudicato.

Per le iscrizioni a titolo provvisorio, bisogna distinguere tra ruoli ordinari e ruoli straordinari:

  • ruoli ordinari: sono iscritte a titolo provvisorio, unitamente ai relativi interessi, le imposte e le sanzioni risultanti da accertamenti non definitivi, cioè quelli per i quali il contribuente ha presentato ricorso, in percentuali diverse secondo il grado di giudizio in cui pende la controversia. In particolare, dopo la notifica dell’atto di accertamento, viene iscritto provvisoriamente, per le imposte sui redditi e l’Iva, 1/3 dell’imposta accertata, mentre per le altre imposte indirette, 1/3 della sola imposta complementare;
  • ruoli straordinari: sono formati quando vi è fondato pericolo per la riscossione, come nel caso di fallimento del debitore. In questi casi, le imposte, gli interessi e le sanzioni sono iscritti per l’intero importo risultante dall’avviso di accertamento, anche se non definitivo.

Prima di procedere all’iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione di tributi risultanti da dichiarazione, se sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, l’amministrazione finanziaria deve invitare il contribuente, a mezzo del servizio postale o con mezzi telematici, a fornire i chiarimenti necessari o a produrre i documenti mancanti entro un termine congruo e comunque non inferiore a 30 giorni (comunicazione di irregolarità). 

Contenuto del ruolo

In ogni ruolo sono iscritte tutte le somme dovute dai contribuenti che hanno il domicilio fiscale in ciascuno degli ambiti territoriali di competenza del singolo agente della riscossione.

Devono essere comunque indicati il numero del codice fiscale del contribuente, la specie del ruolo (ossia se è ordinario o straordinario), la data in cui il ruolo diviene esecutivo e il riferimento all’eventuale precedente atto di accertamento o, in mancanza, la motivazione della pretesa. In mancanza di tali indicazioni, non può farsi luogo all’iscrizione delle somme dovute.

Come conoscere i debiti a ruolo

Se il contribuente vuol sapere quali sono i suoi debiti a ruolo può fare una istanza ad Agenzia Entrate Riscossione (per quanto riguarda i debiti con l’erario) o alla società di riscossione dei tributi locali (per quanto riguarda i debiti con Comune, Provincia e Regione) e lì chiedere un estratto di ruolo. Si tratta di un documento che elenca l’insieme delle somme da versare alla PA e che ancora non sono state versate. Il più delle volte, per ognuna di tali somme, è stata già notificata una cartella esattoriale.

Impugnazione del ruolo

Secondo la giurisprudenza, il contribuente non può impugnare il ruolo in quanto atto interno. L’interesse a impugnare sorge solo laddove, attraverso un estratto di ruolo richiesto e ottenuto allo sportello dell’agente della riscossione, il cittadino abbia verificato la presenza di cartelle a lui mai notificate. In tal caso, è ammessa l’impugnazione dell’estratto di ruolo. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube