Guardia di Finanza contro la criminalità evoluta: strategie e risultati

23 Dicembre 2019
Guardia di Finanza contro la criminalità evoluta: strategie e risultati

18 miliardi di patrimoni finora sequestrati e confiscati, anche grazie alla figura dell’investigatore economico-finanziario e all’uso di nuove tecnologie.

La Guardia di Finanza è sempre in prima fila nella lotta alla criminalità economica, ed ora sta affinando le proprie strategie per combattere più efficacemente i nuovi fenomeni emergenti. Oggi, il Generale di brigata Alessandro Barbera, comandante dello Scico – il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata della Guardia di Finanza – ha spiegato in un’intervista all’agenzia stampa Adnkronos quali sono i metodi ed i risultati di queste azioni di contrasto finora conseguiti.

“I dati e il trend in aumento di sequestri e confische nei confronti della criminalità economico-finanziaria, che hanno visto finire nel mirino della Guardia di Finanza patrimoni sequestrati e confiscati per diciotto miliardi di euro, sono legati all’evoluzione della criminalità organizzata”, ha spiegato il generale.

“La Guardia di finanza, essendo un Corpo di Polizia finanziaria, porta avanti un’azione strategica per l’Italia di aggressione dei patrimoni delle mafie – osserva il comandante – Lo fa sia attraverso una cultura
che deriva da quasi 100 anni di storia, nello specifico è nata nel 1921 la polizia di tutela investigativa, sia attraverso la qualificazione del nostro personale. Abbiamo da tempo istituito la figura dell’investigatore economico-finanziario e abbiamo puntato sullo sviluppo dell’innovazione e su tecnologie all’avanguardia con strumenti in grado di elaborare i dati e di individuare con precisione e rapidità più profili sospetti“.

“La criminalità organizzata e quella più evoluta economico-finanziaria ha la necessità di reinvestire laddove trova appetibile riversare finanziamenti illeciti e lo fa in modo indiscriminato”, sottolinea il
generale Barbera, spiegando che l’evoluzione che c’è stata, rispetto al passato, ha interessato anche “il Nord Italia: il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia”.


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