Lifestyle | News

Vacanze: la mappa delle zone a rischio terrorismo

23 Dicembre 2019
Vacanze: la mappa delle zone a rischio terrorismo

Cinque milioni di persone non partiranno per la paura di attentati; la metà di loro ha rinunciato a un viaggio già programmato. La mappa dei luoghi a rischio.

La paura di attentati terroristici condiziona le scelte degli italiani: molti cambiano il luogo delle vacanze e altri addirittura rinunciano a trascorrerle fuori casa nelle città italiane o all’estero preferendo le ”più sicure” mura domestiche. Il fenomeno emerge da un sondaggio realizzato da Demoskopika lo scorso 22 dicembre e i cui risultati vengono diffusi ora dalla nostra agenzia stampa Adnkronos.

Il quadro che risulta dalle opinioni espresse è preoccupante: il terrorismo cancella la voglia di vacanze per il 9% degli italiani. Il terrorismo continua dunque a condizionare, almeno per una parte degli italiani, le scelte di viaggio per le vacanze. Su un campione rappresentativo della popolazione residente – ben l’8,7% degli italiani, pari a circa 5,2 milioni di persone, ha deciso di non partire per le vacanze di fine anno perché ”condizionato” dall’ansia e dalla paura di possibili episodi terroristici. In particolare, il 4,6% degli intervistati non ha esitato ad ammettere di ”aver programmato di andare in viaggio ma di aver rinunciato” a cui si aggiunge un altro 4,1% di cittadini che ”hanno molta paura, limitando il più possibile le uscite di casa”.

Sul versante opposto, prevale nei numeri la reazione degli italiani che non ci stanno a farsi intimorire. Lo ”zoccolo duro” è rappresentato dal 38,8% che dichiara di non farsi condizionare in alcun modo dagli eventi terroristici. La metà dei cittadini (52,5%),  infine, ha scelto di ”non rinunciare alle festività natalizie e di fine anno” pur ammettendo di provare ”un po’ di paura”.

Sono i giovani a rappresentare l’area più significativa tra i ”rinunciatari” (il 13,8% del totale) e Lombardia e Lazio si confermano le aree a maggior rischio di potenziale infiltrazione terroristica. Intanto, per 1 italiano su 4, ”terrorismo e sicurezza” sono in cima alle preoccupazioni per il 2020. Nonostante si sia ridotto il livello di attenzione degli italiani rispetto a qualche anno addietro, terrorismo e sicurezza restano tra le principali preoccupazioni degli italiani per il 2020, superando anche l’instabilità politica, la paura di perdere il lavoro e, infine, l’immigrazione.

L’Italian Terrorism Infiltration Index 2019 è un’apposita indagine ideata dall’Istituto Demoskopika che, annualmente, traccia una mappa delle regioni più a rischio potenziale di infiltrazione terroristica sulla base di quattro indicatori ritenuti ”sensibili”: le intercettazioni autorizzate, gli attentati avvenuti in territorio italiano (estrapolati dal Global Terrorism Database dell’università del Maryland), i visitatori nei musei italiani e gli stranieri residenti in Italia provenienti dai primi cinque paesi considerati la top five del terrore dall’Institute for Economics and Peace (lep) nello studio ”Global Terrorism Index 2019′‘.

Per l’infiltrazione terroristica, le aree più a rischio sono cinque Regioni italiane: Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Piemonte; new entry per la Campania. Si tratta delle zone definite ad ”alto livello di potenziale infiltrazione terroristica” dai ricercatori di Demoskopika: la Lombardia con il massimo punteggio, pari a 10, si conferma, per il terzo anno consecutivo, in cima all’indice, distanziata di poco dal Lazio con 9,45 punti. Seguono, nell’area ”rossa”, Emilia Romagna (4,26 punti) che fa un balzo in avanti rispetto allo scorso anno e, infine, Piemonte (4,10 punti) che, al contrario, cedendo il posto all’Emilia Romagna, retrocede di una posizione. Entra nell’area più a rischio quest’anno la Campania (4,09 punti).

Nell’area intermedia di potenziale infiltrazione terroristica oltre alle conferme di Toscana (3,49 punti), Veneto (3,12 punti) e Trentino Alto Adige (2,10 punti), fa il suo ingresso il territorio delle Marche (1,67 punti).Le rimanenti realtà regionali, seppur con perfomance differenti, si sono posizionate nelle due aree che presentano un livello medio-basso di rischio potenziale di infiltrazione terroristica: Liguria (1,66 punti) che migliora la sua condizione uscendo dall’area di ”rischio intermedio” rispetto allo scorso anno. A seguire Sicilia (1,49 punti), Calabria (1,15 punti), Sardegna (1,12 punti), Friuli Venezia Giulia (0,99 punti). In coda, tra le meno a rischio si posizionano Puglia (0,91 punti), Umbria (0,62 punti), Abruzzo (0,42 punti), Basilicata (0,13 punti) e, infine, Molise (0,12 punti).

note

Autore immagine: 123rf.com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube