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Le Guide Come si contesta il licenziamento: impugnazione stragiudiziale e giudiziale

Le Guide Pubblicato il 22 agosto 2013

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> Le Guide Pubblicato il 22 agosto 2013

Dalla lettera di contestazione all’impugnazione davanti al giudice: ecco come cambia la procedura sui giudizi di licenziamento dopo la riforma Fornero.

 

Se siete stati licenziati e avete intenzione di contestare il licenziamento ricevuto – onde chiedere il risarcimento del danno o, nei casi previsti dalla legge, il reintegro sul posto di lavoro – dovete seguire una procedura ben precisa (modificata, peraltro, almeno per quanto riguarda il versante della successiva causa in tribunale, è stata di recente modificata dalla cosiddetta “Legge Fornero” [1]).

Vediamo, dunque, subito quali sono i passi da seguire.

Fase stragiudiziale

Prima di iniziare la causa, dovete impugnare il licenziamento con una lettera scritta indirizzata al datore di lavoro (raccomandata a.r., lettera consegnata a mano, telegramma, posta elettronica certificata o altre forme che garantiscano la prova del ricevimento). La lettera deve contenere le vostre contestazioni circa la legittimità del licenziamento subìto.

Tale impugnazione deve essere spedita, al datore di lavoro, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione di licenziamento. Se non si rispetta questo termine, si perde la possibilità di esercitare il proprio diritto e, quindi, di impugnare davanti al giudice il provvedimento espulsivo. In altre parole, anche davanti a un licenziamento palesemente illegittimo, il dipendente non potrà più far nulla per tutelare il proprio diritto al posto di lavoro o al risarcimento del danno.

L’impugnazione deve essere effettuata dal lavoratore o dal suo avvocato di fiducia (scelta, quest’ultima, sicuramente da preferire, posta la delicatezza dell’operazione). Anche se redatta dal legale, comunque, la contestazione del licenziamento va sempre firmata dal lavoratore (la firma viene di norma posta alla fine della lettera stessa).

Fase davanti al giudice: il giudizio breve

Dopo aver impugnato correttamente il licenziamento, il lavoratore deve iniziare l’azione davanti al giudice entro 180 giorni dalla data di impugnazione stragiudiziale del licenziamento. Se la causa non viene intrapresa entro tale termine, questa non sarà più esperibile e il lavoratore, anche se dalla parte della ragione, non potrà mai più ottenere tutela dal tribunale.

Per tutte le controversie successive alla 18.07.2012 ed aventi ad oggetto un licenziamento illegittimo pur se intervenuto in data antecedente, si applica una nuova procedura introdotta dalla legge Fornero [1].

L’azione si intraprende depositando un atto (cosiddetto ricorso) presso il Tribunale del luogo ove si è svolto il lavoro. Il giudice del lavoro fissa l’udienza di comparizione delle parti nei 40 giorni successivi.

Il ricorso con il decreto del giudice con cui viene fissata l’udienza va notificato al datore di lavoro almeno 25 giorni prima dell’udienza e quest’ultimo deve costituirsi almeno 5 giorni prima della stessa.

Alla prima udienza di comparizione delle parti, il Giudice sente le parti e, omessa ogni formalità non rilevante ai fini del contraddittorio, procede ad acquisire le prove che ritiene indispensabili per come richieste dalle parti o disposte d’ufficio.

Questo giudizio (teoricamente molto breve) si conclude con un’ordinanza di accoglimento o rigetto della domanda immediatamente esecutiva, che non può essere sospesa o revocata, se non con la sentenza emessa all’esito della seconda fase.

La seconda fase del giudizio: l’opposizione

L’ordinanza emessa al termine del giudizio breve può essere opposta – a pena di decadenza – nei 30 giorni successivi alla sua notificazione o comunicazione se avvenuta in data anteriore alla notifica.

L’opposizione si presenta con il deposito di un nuovo ricorso davanti al Tribunale che ha emesso l’ordinanza medesima, ma tale atto non può contenere domande diverse da quelle già formulate nella prima fase del processo.

Dopo il deposito del ricorso, il Giudice fissa l’udienza di comparizione delle parti nei 60 giorni successivi.

Il ricorso, con il decreto del giudice, deve essere notificato alla controparte almeno 30 giorni prima dell’udienza e quest’ultima deve costituirsi almeno 10 giorni prima della stessa.

Il giudizio di opposizione si conclude, poi, con la pronuncia della relativa sentenza, depositata in cancelleria entro 10 giorni dall’udienza di discussione.

di ANDREA BORSANI

note

[1] L. 92/2012.


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2 Commenti

  1. Salve…io verro licenziata a breve x causa di problemi finanziari e carenza lavoro della ditta.Anno assunto un altra persona in sostituzione di una maternita.quindi nn è vero che anno problemi finanziari o carenza lavoro.

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