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Quando andare dall’avvocato

23 Dicembre 2019
Quando andare dall’avvocato

Termini di decadenza per intraprendere un’azione o per difendersi da una causa o una diffida. 

Non capita di rado che il cliente arrivi dall’avvocato quando è “troppo tardi”, ad esempio perché sono scaduti i termini legali o perché c’è poco tempo per improntare una difesa precisa e ben articolata. È, quindi, necessario sapere bene quando andare dall’avvocato per non vedere lesi i propri diritti.

Inutile dire che «prima si va dall’avvocato, meglio è»: la parcella non aumenta certo per il solo fatto che ci si è recati in anticipo presso lo studio legale. Anzi, è proprio il contrario: l’avvocato che può fare le cose con più calma, senza dover accantonare le pratiche a cui stava già lavorando, non dovrà chiedere una tariffa supplementare per lo straordinario; inoltre, avrà più tempo per studiare il caso e dedicarsi alla tua difesa.

Certo, chi non è un tecnico del diritto e non conosce le decadenze previste dalla legge, avrà un grosso problema a capire quando andare dall’avvocato; tuttavia, la legge non è così subdola e, il più delle volte, fa decorrere i termini dal momento in cui il cittadino si accorge della lesione del proprio diritto. Si pensi ai cinque anni per annullare un contratto in caso di dolo del commerciante, che vanno calcolati non dalla firma della scrittura, ma da quando ci si è accorti del raggiro subìto [1].

Ecco qui di seguito alcune delle principali ipotesi in cui ci si deve recare dall’avvocato tempestivamente. 

Se vuoi contestare un decreto ingiuntivo

Se ti è stato notificato un decreto ingiuntivo, hai 40 giorni di tempo per presentare opposizione presso il giudice che lo ha emesso, opposizione che – neanche a dirlo – dovrà presentare un avvocato al posto tuo. Il decorso del termine, però, si sospende nel periodo che va dal 1° al 31 agosto (per cui, se il termine dovesse cadere il 15 agosto, in verità scadrà il 15 settembre). 

Ti sconsiglio vivamente di recarti dall’avvocato al 39° giorno o giù di lì. Prima fisserai un appuntamento con il professionista, meglio sarà. È vero: molti avvocati, nel redigere le comparse, si riducono all’ultimo minuto, ma sarà stata una scelta effettuata dal professionista dopo aver valutato la complessità della tua difesa.

Se vuoi contestare un atto di precetto o un pignoramento

Più rapido devi essere se intendi contestare un pignoramento. In realtà, le ipotesi sono due. Se si tratta di una contestazione formale, basata sul mancato rispetto delle regole sulla procedura, ci sono 20 giorni di tempo dall’atto che hai ricevuto (cosiddetta opposizione agli atti esecutivi). Se, invece, intendi contestare, a monte, il diritto del creditore ad agire nei tuoi riguardi (ad esempio, perché si è verificata la prescrizione, perché hai già pagato o perché ti chiede di più di quanto gli è dovuto), non hai termini di decadenza (cosiddetta opposizione all’esecuzione).

Se hai ricevuto una citazione o un ricorso

Se hai ricevuto un atto con cui ti viene comunicato l’avvio di una causa civile nei tuoi riguardi, prima vai dall’avvocato e meglio è. Gli atti che avviano il giudizio sono di due tipi: la citazione e il ricorso. 

Nel caso di una citazione, dovrai infatti costituirti 20 giorni prima della data indicata nell’atto stesso. È possibile costituirsi anche dopo, ma si subiscono una serie di decadenze (ad esempio, non puoi chiamare in garanzia terzi soggetti, come l’assicurazione, o sollevare eccezioni di incompetenza territoriale). 

Nel caso del ricorso, la casistica è più varia. Se si tratta di un ricorso in materia di lavoro, dovrai costituirti 10 giorni prima dell’udienza indicata nell’atto stesso. La costituzione tardiva è una vera e propria mannaia: non potrai più presentare le prove. 

Ci sono poi un’altra serie di ricorsi dove non sono previsti termini di costituzione se non la data dell’udienza stessa, che troverai indicata nell’atto stesso.

Diffide e messe in mora

Potresti aver ricevuto una lettera con una diffida di pagamento o una intimazione a compiere un determinato comportamento o a desistere da un altro. In questi casi, è verosimile che chi ti ha inviato la raccomandata ha anche fissato una data ultima “di tolleranza” oltre la quale agirà nei tuoi riguardi. Posso rassicurarti: non sono termini perentori. Se anche il tuo avvocato dovesse rispondere con qualche giorno di ritardo non subiresti alcun pregiudizio. 

Gli unici termini di decadenza sono quelli di carattere processuale, cioè che riguardano le azioni giudiziali. 

Se hai ricevuto una cartella esattoriale

Per le cartelle di pagamento in generale ci sono 60 giorni per fare ricorso. Se, però, la cartella riguarda l’omesso versamento di contributi Inps o Inail hai 40 giorni. Il termine scende a 30 giorni per le multe stradali.

Se hai ricevuto una multa stradale

Per tutte le sanzioni amministrative, tra le quali la più nota è la contravvenzione stradale, devi andare dall’avvocato prima della scadenza del termine di 30 giorni, oltre il quale non puoi più fare ricorso al giudice di pace. Invece, hai 60 giorni di tempo per presentare opposizione al Prefetto.

Se vuoi contestare un difetto di un oggetto

Se hai acquistato un oggetto e ti sei accorto che è difettoso, hai 60 giorni di tempo per fare la comunicazione al venditore. Se, però, hai acquistato con partita Iva ne hai solo otto. 

Se la casa dove vivi presenta dei problemi

Per i difetti di costruzione, hai termini molto stretti. Se si tratta di gravi difetti strutturali, devi denunciarli alla ditta entro un anno dalla scoperta e avviare la causa nell’anno successivo. Per i difetti di minor portata hai 60 giorni per la diffida e due anni per l’azione. 

Se devi contestare un licenziamento

Se sei stato licenziato devi tenere bene a mente queste regole. Hai 60 giorni per contestare la lettera di licenziamento e 180 giorni successivi per fare la causa. Se non rispetti anche uno solo di questi termini, il licenziamento si convalida da sé.

Se devi contestare una assemblea di condominio 

Per i vizi dell’assemblea che comportano nullità, non hai termini di decadenza. Per quelli meno gravi hai solo 30 giorni. Trovi la casistica in questa guida: Impugnazione assemblea condominiale: termini.

Quando andare da un avvocato civilista 

Potresti avere difficoltà a individuare il tipo di avvocato a cui rivolgerti, se cioè debba essere un avvocato civilista o penalista. Ecco alcune dritte. Dall’avvocato civilista devi rivolgerti se hai problemi di condominio, di famiglia, di lavoro, di contratti, di mantenimento dopo la separazione o il divorzio, di affitto, di società, di Fisco o riscossione esattoriale, di debiti e recupero crediti, di tutela dei consumatori, ecc.

Quando andare da un avvocato penalista

Dal penalista, invece, devi rivolgerti tutte le volte in cui c’è in mezzo un reato, hai ricevuto una denuncia o una querela, un avviso di garanzia, un avviso di avvio di indagini preliminari, ecc.

In tutti gli altri casi 

In tutti gli altri casi, se hai ricevuto un atto giudiziario o una sanzione, ti consiglio di leggere attentamente cosa c’è scritto al suo interno. Di solito, è sempre indicato il termine entro cui esercitare il diritto alla difesa. Saprai così quando andare dall’avvocato.

Se, invece, sei tu quello che intende agire per primo, il consiglio migliore è quello di rivolgerti allo studio legale non appena hai avuto contezza della lesione del tuo diritto per evitare prescrizioni o decadenze. 


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