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Conto corrente scoperto: cosa si rischia?

23 Dicembre 2019
Conto corrente scoperto: cosa si rischia?

Conto in rosso: quali problemi può avere il correntista con un saldo passivo negativo se non fa un versamento?

Dall’ultimo estratto del tuo conto corrente ti sei accorto di avere un debito con la banca. Il direttore non ti ha ancora telefonato, ma temi che lo faccia a breve. Come sarà successo? Probabilmente hai sfruttato più del credito che ti era stato concesso con la carta prepagata. O forse sei andato “sotto” perché, di recente, non hai fatto versamenti e, nel frattempo, sono maturate spese, tasse e competenze sul conto.

Non devi meravigliarti se l’istituto di credito non ha attivato le procedure di recupero del credito se si tratta di poche decine di euro: in questi casi, si viene sempre incontro al cliente e verosimilmente non si rischia nulla. Sappi anche che, se vuoi, puoi chiudere il conto nonostante la perdita: in questo modo, fermo restando il debito con la banca che dovrai ripianare prima o poi, eviterai che le spese del conto aumentino nel tempo. 

Detto ciò, se ti stai chiedendo cosa si rischia in caso di conto corrente scoperto, ecco alcune pratiche indicazioni. 

Perché il conto corrente va in rosso?

Un conto può andare in rosso per varie ragioni. Tutto dipende dal tipo di contratto che hai firmato con la tua banca. Potresti, ad esempio, avere un’apertura di credito: la banca ti consente di prelevare più soldi di quanti ne hai depositati a fronte della loro restituzione a un tasso di interesse più alto di quello legale. In questi casi, il conto è “fisiologicamente” in rosso: si tratta cioè di una normale conseguenza del contratto che, in questo, può essere assimilato a una sorta di prestito. Ogni volta che verserai dei soldi, andranno a ripianare il tuo debito in corso. Se, però, spendi più della somma concessa, la banca ti chiederà di rientrare nello “sconfinamento” addebitandoti una commissione ulteriore. Se non lo farai al più presto, il contratto verrà sciolto e sarai costretto a restituire tutte le somme avute in prestito e ancora non versate. 

Il conto potrebbe andare in rosso perché hai usato la tua carta di credito spendendo più di quanto avevi accumulato. Oppure perché non hai versato, negli ultimi tempi, alcun importo e, nel frattempo, le spese di gestione e le tasse che devi allo Stato (prelevate direttamente dalla banca) hanno lentamente rosicato i tuoi risparmi.

Fuori da questi casi, è assai difficile andare in rosso: difatti, gli istituti di credito hanno delle policy molto rigorose e adottano dei meccanismi di controllo che bloccano le operazioni bancarie quando non c’è disponibilità di denaro. Prova a fare un bonifico online o un pagamento con carta di credito se non hai i soldi sufficienti sul conto: l’operazione verrà subito revocata anche per poche decine di euro di differenza.

Così, alla cassa del negozio, il pagamento al pos non darà risultati o il bonifico online restituirà un messaggio di errore. Il che costituisce anche una garanzia per il correntista che, in questo modo, evita di indebitarsi.

Allo stesso modo, non è possibile prelevare dal bancomat più soldi di quanti sono depositati sul conto. Non è possibile, infine, andare in rosso quando si emette un assegno di importo superiore alle proprie disponibilità: se il conto, infatti, non presenta la copertura sufficiente al pagamento, la banca invia un primo avviso al correntista e, se questi non corre ai ripari, manda il titolo al notaio per il protesto.

Che succede se il conto è scoperto?

Su un conto scoperto di solo poche decine di euro, le banche mostrano una certa tolleranza e, a volte, non si scomodano neanche di avvertire il proprio cliente. Ciò nonostante la passività può essere ugualmente pericolosa. Difatti, se il correntista, ignaro della perdita, dovesse spendere ulteriori somme rilasciando un assegno, verrebbe protestato. In quel caso, sarebbe segnalato alla Centrale Rischi Interbancaria, non potrebbe aprire altri conti correnti, gli verrebbero revocate la carta di credito e il bancomat, sarebbe interdetto dall’emissione di assegni, nessun istituto di credito gli concederebbe più prestiti o finanziamenti. La segnalazione arriverebbe anche alla Crif e alle altre società che registrano la “reputazione” dei correntisti (solo quando è in atto una conclamata difficoltà economica).

Chi ha il conto scoperto di pochi euro deve, quindi, fare molta attenzione a non compromettere ulteriormente la propria situazione. Meglio sarà, in tali circostanze, fare subito un bonifico per ripristinare quella che, tecnicamente, viene chiamata “provvista”.  

Se, invece, il conto corrente dovesse andare in rosso di diverse centinaia o migliaia di euro, la passività non passerebbe inosservata alla banca la quale richiamerà subito il cliente e gli intimerà il rientro sullo scoperto. Anche qui, l’omesso versamento delle somme dovute costituirà un comportamento da segnalare alla Centrale Rischi della Banca d’Italia come “cattivo pagatore”, con tutte le conseguenze che abbiamo appena visto in termini di revoca delle carte e divieto di emissione degli assegni.

In più, sul debito che hai con la banca matureranno gli interessi di mora che, molto spesso, sono elevati.

Potrebbe succedere poi che, non appena farai il primo versamento, i soldi che avrai accreditato saranno tutti trattenuti dalla banca a compensazione del debito nel frattempo maturato e così potresti ritrovarti di nuovo con il conto “a zero”.

Ulteriore conseguenza di un conto scoperto è l’impossibilità di fare pagamenti al pos con carta di debito o di credito, prelievi al bancomat. 

Se hai la domiciliazione bancaria delle utenze (ad esempio, la bolletta della luce, del gas e del telefono) queste risulteranno impagate e verosimilmente ti verranno staccati i servizi.

Se hai l’addebito diretto sul conto di rate di finanziamenti, mutui o altre spese (ad esempio, l’affitto), i cosiddetti Rid risulteranno insoluti e sarai ufficialmente in mora. 

Di solito, se si tratta di un cliente con più rapporti in essere con la stessa banca, questa, allo sconfinamento su un conto, è solita operare la revoca dei fidi e dei prestiti in essere (ma solo nei casi di inadempienza particolarmente grave).

Tutte queste misure vengono annunciate da una formale diffida scritta che, in alcuni casi, è obbligatoria (così per la revoca del fido e la segnalazione alle black list dei cattivi pagatori).

Se lo stesso cliente ha più di un conto corrente con la medesima banca, quest’ultima – se autorizzata all’atto della stipula del contratto – potrebbe decidere di compensare l’attivo presente su un rapporto con il passivo dell’altro, in tal modo recuperando subito il proprio denaro. 

Senza, però, la clausola che consente alla banca la compensazione, l’istituto di credito non può fare arbitrarie compensazioni tra debiti e crediti.

In altre occasioni, le banche sono solite fornire dei mutui per saldare il debito pregresso e definire un piano di ammortamento per il rientro rateale del debito. Non deve trattarsi però di mutui di scopo come i mutui ipotecari che nascono solo per finalità collegate all’acquisto o alla ristrutturazione della casa.

Il recupero del credito da parte della banca

Quelle che abbiamo detto sono le conseguenze “immediate” dello sconfinamento da parte di un correntista sul proprio conto. La banca avrà poi diritto a recuperare le somme di cui è creditrice. Lo farà proponendo un ricorso per decreto ingiuntivo in tribunale per poi avviare le procedure di pignoramento sui residui beni dell’ex cliente (ad es. pignoramento dello stipendio, di altri conti correnti, della pensione, ecc.). 



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