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Differenza tra caparra e cauzione

23 Dicembre 2019
Differenza tra caparra e cauzione

La funzione di garanzia della consegna di una somma di denaro. Il concetto di acconto distinto da deposito cauzionale e caparra. 

Avrai di certo già sentito parlare di caparra e cauzione e ti sarai chiesto quale sia la differenza tra questi due termini, di solito usati indistintamente nel lessico comune. In realtà, il linguaggio giuridico conosce ben pochi sinonimi: ad ogni concetto corrisponde una regolamentazione differente. Dunque, anche per le parole «caparra» e «cauzione» sono previste due discipline autonome, venendo esse incontro a interessi distinti. Da queste poi va tenuto separato l’ulteriore concetto di «acconto». 

Se, dunque, vuoi sapere qual è la differenza tra caparra e cauzione e cos’è invece la cauzione, non hai che da leggere queste brevi righe. 

Cos’è la caparra?

Capita spesso che, al momento della conclusione del contratto, le parti convengano che una versi all’altra una somma di denaro prima dell’esecuzione della prestazione. Questa somma potrebbe fungere da cauzione, caparra o acconto. Quando il contratto viene redatto per iscritto, è la stessa scrittura a indicare a che titolo viene consegnato tale importo.

Se si parla di caparra bisogna, innanzitutto, distinguere tra la caparra confirmatoria e quella penitenziale. Qui di seguito ne illustreremo il significato.

Cos’è la caparra confirmatoria

Con la caparra confirmatoria, una parte consegna all’altra una somma di denaro (più raramente una quantità di cose fungibili) a conferma della serietà dell’impegno assunto. 

La caparra funge da garanzia in caso di inadempimento di una delle parti. In particolare, la disciplina varia a seconda di chi sia il soggetto inadempiente. 

Se la parte che ha versato la caparra adempie regolarmente il contratto, l’altra imputa la somma a titolo di anticipo della prestazione dovuta. La caparra, quindi, diventa una parte del prezzo e viene compensata sul maggiore importo. L’effetto è che il soggetto che ha già versato la caparra, dovrà pagare un prezzo inferiore (pari a quello concordato meno la caparra anticipata).

Luca compra un’auto di 15mila euro e versa una caparra di 3mila con impegno a pagare il residuo entro due mesi. Dopo 60 giorni, Luca dovrà versare, quindi, solo 12mila euro (15mila – 3mila).

Se, invece, la parte che ha ricevuto la caparra confirmatoria è inadempiente, l’altra parte può optare per una di queste tre soluzioni:

  • sciogliersi dal contratto (ossia recedere dallo stesso) ed esigere il doppio della somma versata a titolo di caparra (così ottenendo la restituzione della caparra anticipata e un’altra somma di pari importo a titolo di risarcimento);
  • obbligare l’altra parte ad eseguire il contratto (evidentemente, in caso di rifiuto, tramite l’ordine del giudice) e il risarcimento del danno;
  • chiedere la risoluzione (ossia lo scioglimento) del contratto per inadempimento e il risarcimento del danno.

Mariano compra un’auto di 15mila euro e versa all’officina una caparra confirmatoria di 3mila euro, con impegno a pagare il residuo non appena l’auto arriverà dalla ditta. Ma l’auto non arriva nei tempi promessi e Mariano perde ogni interesse all’acquisto. Così questi potrà chiedere alla concessionaria la restituzione della caparra versata (3mila euro) più un altrettanto (altri 3mila euro), rinunciando all’auto; oppure potrà, rinunciando sempre all’auto, chiedere la restituzione della caparra e il risarcimento del danno (che evidentemente ritiene superiore alla caparra di 3mila euro per non aver potuto lavorare per 2 mesi interi); oppure potrà accettare l’auto arrivata in ritardo e chiedere il danno per il tempo che è stato senza veicolo.

Se la parte che ha versato la caparra è inadempiente, l’altra parte può:

  • recedere dal contratto trattenendo la caparra a titolo di risarcimento;
  • chiedere l’esecuzione del contratto e il risarcimento del danno secondo le regole generali del diritto civile;
  • chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento del danno secondo le regole generali.

Marco compra un’auto a 15mila versando una caparra di 3mila. Il residuo alla consegna del mezzo. Ma quando arriva l’auto, Marco non paga più. La concessionaria non consegnerà più il veicolo ma potrà chiedere a Marco il risarcimento oppure potrà limitarsi a trattenere la caparra; in ultima istanza potrà imporre a Marco l’acquisto dell’auto e chiedere il risarcimento per il ritardo.

Se la parte adempiente sceglie l’esecuzione o la risoluzione deve restituire la caparra ricevuta, poiché in tale ipotesi il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali.

Se la parte sceglie di recedere, tale scelta è irrevocabile.

Cos’è la caparra penitenziaria

La caparra penitenziaria viene imputata a titolo di risarcimento per la facoltà di recesso da un contratto. A differenza di quanto avviene con la caparra confirmatoria, in questo caso, se subentra un inadempimento, non si può chiedere il risarcimento del danno. In pratica, la caparra soddisfa la misura del risarcimento. 

Con la caparra, quindi, una parte anticipa all’altra una somma quale corrispettivo per l’esercizio della facoltà di recesso dal contratto.

Nel silenzio delle parti circa il titolare della facoltà di recesso, questo si presume attribuito al solo contraente che ha versato la caparra.

Nella caparra penitenziaria, se recede la parte che aveva dato la caparra, essa perde il suo intero ammontare, che viene così incamerato definitivamente dall’altra.

Se, invece, recede la parte che l’aveva ricevuta, essa deve restituire il doppio del valore alla parte che l’aveva versata.

Il recesso può essere esercitato fino a quando il contratto non ha avuto un inizio di esecuzione. 

Differenza tra caparra e acconto

La caparra confirmatoria non va confusa con l’acconto, che non ha funzione di garanzia, ma costituisce un adempimento parziale preventivo (cioè un anticipo sul prezzo finale). La consegna anticipata di una somma di denaro si considera caparra confirmatoria quando risulta che le parti hanno inteso perseguire non soltanto la funzione di anticipazione della prestazione dovuta, ma anche quella di rafforzamento e di garanzia del vincolo obbligatorio. Nel dubbio, la somma di denaro si intende versata a titolo di acconto.

Differenza tra caparra e cauzione 

Si tratta, anche in questo caso, di una garanzia. La cauzione viene, infatti, versata nel momento in cui vi sia un contratto di affitto. Le parti possono inserire nel contratto di locazione un’apposita clausola che obbliga il conduttore a versare al locatore un deposito cauzionale a garanzia del pagamento del canone e, più in generale, delle diverse obbligazioni pecuniarie (pagamento delle spese di ordinaria manutenzione, delle spese condominiali e di tutti gli altri oneri accessori) oltre che degli eventuali danni arrecati. In mancanza di espressa previsione, deve ritenersi che le parti abbiano rinunciato alla costituzione della garanzia preventiva.

L’oggetto del deposito cauzionale consiste generalmente in una somma di denaro che diventa di proprietà del locatore.

Se contrattualmente previsto il mancato versamento del deposito cauzionale è motivo di risoluzione del contratto.



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