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Permessi 104 vanno giustificati

7 Gennaio 2020
Permessi 104 vanno giustificati

La legge tutela la disabilità con una serie di interventi promozionali e di diritti tra i quali degli permessi retribuiti di cui possono usufruire sia i disabili che i loro familiari.

Sei un disabile oppure sei parente di una persona con disabilità? Puoi verificare se ti spettano degli speciali permessi retribuiti sul lavoro che sono stati pensati per aiutare le persone colpite da disabilità ed i loro familiari che devono prendersene cura. Questi permessi sono retribuiti e, come vedremo, durante la loro fruizione il lavoratore viene pagato dall’Inps.

Inoltre, come vedremo, i permessi 104 non vanno giustificati al datore di lavoro. Infatti, se l’azienda potesse negare la fruizione di questi specifici permessi, la loro attribuzione come diritto legato allo status di disabile non avrebbe senso.

E’ l’Inps che verifica se il richiedente ha diritto ai permessi 104 e, in caso affermativo, attribuisce questo diritto ed i relativi pagamenti. Il datore di lavoro prende atto della decisione dell’Inps ma non può negare la fruizione dei permessi.

Permessi 104: cosa sono?

In Italia, la legge riconosce alle persone disabili tutta una serie di diritti e di agevolazioni che riguardano, in alcuni casi, solo la persona disabile e, in altri casi, anche i familiari del disabile.

Non c’è dubbio che la gestione di un rapporto di lavoro per un disabile o per un suo familiare stretto sia spesso un problema. Occorre, infatti, garantire al datore di lavoro la propria presenza in servizio per tutte le ore previste dal contratto di lavoro ma, essendo disabili o avendo un disabile in casa da accudire, l’impegno lavorativo si concilia male con le esigenze determinate dalla condizione di disabilità.

Per questo, la legge ha istituito i permessi 104 [1] che prendono il nome dalla legge istitutiva.

Ma cosa sono i permessi 104? Sono dei permessi retribuiti: ciò significa che il lavoratore, per il tempo di durata del permesso 104, può assentarsi dal lavoro mantenendo, comunque, il diritto ad essere retribuito. Per quanto concerne il contenuto dei permessi 104, l’ammontare dei permessi dipende dal soggetto che ne beneficia.

Infatti, ai lavoratori disabili in situazione di gravità spettano alternativamente:

  • riposi giornalieri orari della durata di una o due ore in base all’orario di lavoro;
  • tre giorni di permesso mensile (frazionabili in ore).

Ai genitori di figli disabili in situazione di gravità che hanno meno di tre anni spettano alternativamente:

  • tre giorni di permesso mensili, anche frazionabili in ore;
  • il prolungamento del congedo parentale;
  • permessi retribuiti orari parametrati all’orario giornaliero di lavoro: in particolare, spettano 2 ore al giorno in caso di orario lavorativo pari o superiore a 6 ore, un’ora in caso di orario lavorativo inferiore a 6 ore.

Ai genitori di figli disabili in situazione di gravità di età tra i tre e i dodici anni di vita, spettano alternativamente:

  • tre giorni di permesso mensili frazionabili in ore;
  • il prolungamento del congedo parentale.

Ai genitori di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni di età spettano tre giorni di permesso mensili, anche frazionabili in ore.

Ai genitori, al coniuge, alla parte dell’unione civile, al convivente di fatto, ai parenti e agli affini della persona disabile in situazione di gravità spettano tre giorni di permesso mensile, anche frazionabili in ore.

Permessi 104: a chi spettano?

I permessi 104 spettano solo ad alcune categorie di lavoratori. In particolare, spettano ai lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche se adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità;
  • parenti ed affini di terzo grado se i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona con disabilità grave abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi invalidi o deceduti o mancanti.

I permessi 104 non spettano ai:

  • lavoratori a domicilio;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori parasubordinati

Permessi 104: come ottenerli?

Per ottenere i permessi 104 occorre fare domanda all’Inps in quanto è proprio tale istituto che paga il lavoratore durante la fruizione dei permessi 104 anche se il pagamento passa per il datore di lavoro il quale anticipa le somme che, poi, recupera dall’Inps.

La domanda di permessi 104 deve essere effettuata in modalità telematica [2] attraverso uno dei seguenti tre canali:

  • via web, utilizzando i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin dispositivo sul sito Inps;
  • attraverso i patronati;
  • contattando il Contact Center Multicanale Inps.

Permessi 104: vanno giustificati?

L’Inps, una volta ricevuta la domanda, verifica che il richiedente abbia tutti i requisiti ed attribuisce i permessi 104. Da quel momento, il lavoratore può prendersi i permessi che gli spettano e, durante la loro fruizione, verrà regolarmente pagato dall’Inps per il tramite del datore di lavoro.

L’azienda, dunque, non ha il potere di autorizzare o negare i permessi 104 nè può chiedere la giustificazione. L’istruttoria sul diritto ai permessi 104, infatti, la svolge l’Inps ed il datore di lavoro non può fare altro che prenderne atto.

Tuttavia, come buona norma, è consigliabile concordare con il datore di lavoro le modalità di fruizione dei permessi 104 al fine di evitare problemi di carattere organizzativo e per mantenere sempre un clima di fattiva collaborazione sul posto di lavoro.


note

[1] Art. 33, L. 104/92.

[2] Inps, circolare 117/2012.


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