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Permessi 104 novità

24 Dicembre 2019
Permessi 104 novità

Con i permessi 104 la legge offre un aiuto concreto alle persone disabili ed ai loro familiari permettendo loro di avere un certo numero di ore di riposo dal lavoro.

Sei un lavoratore che percepisce i permessi 104? Vuoi evitare contestazioni sul tuo utilizzo dei permessi? Ti chiedi quali attività puoi svolgere durante le ore di permesso? Facciamo un passo indietro. La legge si rende conto che per un disabile lavorare a tempo pieno è molto faticoso. Parimenti, è molto difficile per chi deve assistere un parente disabile. Per questo la legge ha introdotto dei permessi retribuiti specifici che possono essere fruiti dai disabili o dai loro parenti stetti: i permessi 104.

Quest’anno, in materia di permessi 104 ci sono delle novità. In particolare, un’interessante sentenza della Cassazione ha fatto chiarezza su quale sia il confine tra uso ed abuso dei permessi 104, individuando quali attività possono essere legittimamente svolte dal lavoratore durante la fruzione di questi permessi.

Cosa sono i permessi 104?

La conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro è, in generale, sempre più difficile. Per questo nascono soluzioni volte a migliorare il rapporto tra lavoro e tempo libero. Di certo, questo problema è particolarmente amplificato quando il lavoratore è un disabile oppure è un parente di un disabile e deve svolgere attività di assistenza in suo favore.

La presenza di un disabile in famiglia, infatti, determina tutta una serie di esigenze e di impegni assenti in una famiglia in cui non ci sono disabili. Tra le varie misure di sostegno della disabilità, la legge [1] ha introdotto i cosiddetti permessi 104, ossia, dei permessi retribuiti che possono essere presi a giorni o a ore e che consentono al lavoratore di assentarsi dal lavoro mantenendo comunque lo stipendio.

Durante la fruizione dei permessi 104, infatti, il lavoratore viene pagato dall’Inps per il tramite del datore di lavoro.

In sostanza, il lavoratore si ritrova in busta paga lo stipendio normale, come se avesse lavorato anche nei giorni di permesso. L’indennità erogata nelle giornate di permesso 104 viene pagata dal datore di lavoro che la compensa con i contributi dovuti all’Inps.

Per quanto riguarda l’ammontare del monte ore di permessi 104, questo dipende dal soggetto che ne fa richiesta. In generale, spettano al lavoratore o al familiare 3 giorni lavorativi al mese di permessi 104 che possono essere anche frazionati in ore.

A chi spettano i permessi 104?

Per prendere i permessi 104 occorre che sussista, ovviamente, un rapporto di lavoro. Infatti, i permessi retribuiti 104 spettano ai lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche nel caso di adozione o affidamento, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, partner dell’unione civile, convivente more uxorio, parenti e affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità;
  • parenti e affini di terzo grado solo nel caso in cui i genitori o il coniuge o il partner dell’unione civile o il convivente della persona disabile grave siano ultra-sessantacinquenni o colpiti da patologie invalidanti o morti o mancanti.

I permessi 104, diversamente, non spettano:

  • ai lavoratori a domicilio;
  • ai lavoratori domestici e familiari;
  • ai lavoratori agricoli a termine;
  • ai lavoratori autonomi o parasubordinati.

La domanda per prendere i permessi 104 deve essere inviata all’Inps che, valutata la sussistenza dei requisiti, accoglie o meno la richiesta. Il datore di lavoro riceverà, quindi, una comunicazione dall’Inps e prenderà atto dell’avvenuto riconoscimento del diritto ai permessi 104.

Permessi 104: novità

La normativa relativa ai permessi 104 non ha subìto, negli ultimi tempi, delle modifiche. Ci sono, nei due rami del Parlamento, disegni di legge che, se approvati, modificherebbero alcuni aspetti dei permessi 104 ma, allo stato, si tratta di mere possibilità future.

Un’importante novità, nel 2019, è stata invece segnata da una importante sentenza della Cassazione [2] che ha chiarito quali attività possono essere svolte dal dipendente durante la fruzione dei permessi 104.

Premettiamo che l’abuso dei permessi 104, ossia l’uso dei giorni di riposo per fare attività diverse dall’assistenza del disabile, può essere punito dal datore di lavoro anche con il licenziamento. Detto questo, il lavoratore deve sapere cosa può fare e cosa non deve fare mentre ha preso il permesso 104 altrimenti rischia di essere licenziato e di dover rimborsare all’Inps quanto percepito (oltre ad un potenziale processo per truffa all’Inps).

La Cassazione ha chiarito che è vero che i permessi 104 sono finalizzati ad assistere il familiare disabile ma è anche vero che l’assistenza non si misura solo in modo quantitativo (numero di ore). Ne consegue che, durante una giornata di permesso 104, il dipendente non deve assistere il familiare disabile per l’intera giornata. Nè per valutare casi di abuso si può considerare solo il parametro quantitativo.

Occorre, invece, valutare globalmente l’aiuto prestato dal dipendente a favore del familiare disabile.


note

[1] Legge 104/1992.

[2] Cass., 20 agosto 2019, n. 21529.


1 Commento

  1. Mia moglie è invalida e l, Inps riconosce la 104 ma non ne posso usufruire perché sono bracciante agricolo ma quando c’è la visita è deve recarsi nella sede Inps posso chiedere che Inps venga a prenderla e poi riportarla a casa.

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