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Sintomi asma

13 Gennaio 2020 | Autore:
Sintomi asma

Asma: come si manifesta; come viene diagnosticato; come si previene; come si cura. Quali sono i diritti di chi soffre d’asma? Scoprilo nel mio articolo.

Sei stato vittima di crisi di soffocamento oppure hai avuto difficoltà respiratorie in occasione di piccoli sforzi o senza alcuno sforzo, accompagnate da tosse? Se la risposta è affermativa, con molta probabilità soffri d’asma.

Hai iniziato a tossire all’improvviso o a starnutire e, a seguito di una serie di starnuti o dopo la tosse secca, non sei più riuscito a prendere fiato. Eri sdraiato e, con la speranza di riuscire a respirare, ti sei seduto sul letto o ti sei alzato in piedi, a seconda della gravità della crisi d’asma. Hai fatto qualche passo con molta fatica appoggiandoti a tutti i mobili della stanza per riuscire a raggiungere la finestra alla ricerca di un po’ di aria fresca. In realtà, stai soffocando a causa dell’aria trattenuta nei polmoni in seguito alla contrazione spasmodica dei bronchioli e non per mancanza d’aria. I fischi che escono dal petto non fanno che aumentare la tua angoscia e ti spingono ancora di più a ricercare l’aria. Nel frattempo, hai contattato il tuo medico di fiducia che, dopo averti raggiunto, ti ha trovato in piena crisi. A questo punto, con molta probabilità, avrà stabilito una diagnosi di asma a seguito della percezione, mediante auscultazione di questi fischi caratteristici (sibili espiratori).

Cos’è l’asma? L’asma è una crisi spontanea di soffocamento e può guarire senza lasciare conseguenze. I sintomi dell’asma più comuni sono: tosse, fischi e difficoltà ad espirare l’aria. I fischi e le difficoltà di respirazione corrispondono a un restringimento spontaneo e temporaneo del calibro dei bronchi. L’enfisema puro è il prodotto di una lesione anatomica definitiva del tessuto polmonare che altera la funzione respiratoria e si traduce nell’ansare del paziente, costante in condizione di riposo e variabile a seconda degli sforzi che si compiono.

In gran parte dei casi, la bronchite cronica deriva da un’alterazione progressiva dei mezzi di difesa naturali della mucosa tracheobronchiale ad opera di fattori nocivi all’apparato respiratorio. In casi eccezionali, ha origine da un’alterazione congenita e si ripete ogni anno, con la frequenza di due o tre volte l’anno, sotto forma di tosse accompagnata da espettorazioni più o meno abbondanti. La bronchite cronica con dispnea (cioè con difficoltà di respirazione) associa un’alterazione bronchiale, un eventuale enfisema e una partecipazione asmatica.

Nonostante abbiano origine diversa, questi disturbi si presentano sotto forme relativamente simili. Probabilmente, ti sembra di aver già riconosciuto in una di esse la tua malattia, ma non ne sei poi così sicuro perché un’asma di vecchia data potrebbe confondersi con una bronchite cronica con dispnea; una bronchite cronica può, allo stesso modo, accompagnare un enfisema con lesioni anatomiche definitive e manifestarsi con un ansimare senza che sia in atto alcun processo asmatico.

Crisi d’asma: in cosa consiste?

Una sera o nelle prime ore della notte, improvvisamente hai temuto di soffocare. Ti sei sentito oppresso dall’angosciosa sensazione di non riuscire più a respirare. Questo attacco notturno non è stato anticipato da alcun sintomo. Probabilmente, hai avuto mal di testa, hai digerito male, hai avvertito una sensazione di gonfiore o pizzicore.

Tutto questo, magari, si è verificato dopo che hai trascorso una serata in un ambiente con un’atmosfera densa di profumo e di fumo; dopo aver fatto una passeggiata in campagna; a seguito della visita in una fabbrica in cui ha respirato sostanze irritanti o tossiche; dopo un cambiamento di tempo: si è alzato il vento ed ha sollevato della polvere.

Di tutte queste condizioni ne dovrai parlare al tuo medico di fiducia. Dopo la prima crisi d’asma, dovrai prestare molta attenzione alle circostanze in cui si ripresenteranno le altre crisi così sarà più semplice individuare i fattori scatenanti.

Crisi d’asma: come individuare i fattori scatenanti?

E’ importante raccogliere i particolari relativi alle ore che hanno preceduto la tua crisi asmatica e i tutti dati che ti vengono in mente e che ritieni possano risultare utili al medico per l’analisi della tua malattia.

Dovrai porti alcuni interrogativi:

  • sull’esistenza di parenti asmatici nella tua famiglia;
  • sull’ora preferenziale in cui ricorrono le crisi;
  • su come variano l’insorgenza e lo svolgimento delle crisi quando cambi abitudini, città, casa o camera;
  • su quando sei esposto al freddo o al vento, in città o in campagna, e durante quale stagione;
  • sul loro scatenarsi a causa di una risata, una crisi di pianto, uno sforzo brusco o prolungato;
  • sul loro rapporto con un pasto più abbondante e con determinate pietanze;
  • sull’atmosfera che ti circonda: se è densa di fumo o certi aromi, odori, profumi;
  • sulla loro coincidenza con un periodo del ciclo mestruale;
  • sull’influenza di problemi affettivi, ansia o collera.

Inizia col porti queste domande (l’elenco riportato è esemplificativo): partendo da questi dati sarà più semplice individuare il concorso di quelle circostanze che favoriscono la comparsa della crisi d’asma.

Da qui, sarà possibile giungere ad alcune conclusioni che condurranno ai quattro tipi di fattori in grado di scatenare una crisi:

  • fattori allergici;
  • fattori infettivi;
  • fattori ormonali;
  • fattori psichici.

Crisi d’asma: le varianti

La prima crisi di asma può presentarsi sotto varie forme, più intense o più leggere nel tempo, anche se non meno preoccupanti.

La tracheite spasmodica si manifesta con accessi violenti di tosse che svuotano i polmoni d’aria e, talvolta, terminano con una sensazione di bruciore durante l’inspirazione. La tracheite spasmodica può precedere di pochi minuti una vera e propria crisi d’asma. In tal caso, l’accesso di tosse, anziché annunciare la crisi, ne ha costituito un primo atto di per sé spossante; in più, può essere stato così violento da provocare l’inalazione di alcune particelle alimentari, causando vomito o una perdita di coscienza. Questa crisi si calma spontaneamente come la classica crisi.

L’attacco d’asma è costituito da una successione di crisi tipiche, senza che il soggetto possa ritornare a una respirazione normale tra le crisi parossistiche. Il grado di gravità dell’attacco si misura con la frequenza delle crisi e con il grado di malessere tra una crisi e l’altra. Nei momenti di riposo e tra due crisi potrai sentirti normale, ma al minimo sforzo potresti renderti conto di non disporre delle tue normali capacità respiratorie. L’attacco può cessare così bruscamente com’è cominciato, proprio come inizia e termina una semplice crisi.

La variante della bronchite accompagnata dai fischi, che talvolta può presentare l’asma, potrebbe essere più difficile da riconoscere. L’inizio e la fine della crisi non si manifestano con il caratteristico modo improvviso e la difficoltà di respirare sembra più un ansimare che una vera e propria crisi di soffocamento. Gli accessi forti di tosse sono accompagnati da un’abbondante espettorazione: non si tratta di una vecchia bronchite cronica, complicata da uno spasmo dei bronchioli, ma di una crisi d’asma vera e propria. Mediante l’auscultazione si percepisce il fischio espiratorio caratteristico (sibilo).

Come si presenta la crisi asmatica nei bambini?

La prima crisi asmatica si presenta spesso sotto forma di bronchite più acuta in cui febbre, ingorgo bronchiale e disturbi digestivi si aggiungono ai violenti accessi di tosse che provocano un senso di soffocamento.

E’ necessario consultare immediatamente il medico; sarebbe grave non rivolgersi a lui in occasioni di questo tipo e non curare l’asma, in quanto la persistenza di queste crisi nel bambino finirebbe con l’influire sul suo sviluppo fisico e sullo sviluppo dell’apparato respiratorio.

Crisi asmatica: quali sono le cause?

Una crisi asmatica proviene da un restringimento dell’albero bronchiale, diffuso e reversibile, definito uno spasmo bronchiale generalizzato. La diminuzione del calibro si produce a livello di bronchioli e associa uno spasmo dei muscoli della parete bronchiolare a un edema, cioè un gonfiore della mucosa e un’ipersecrezione del muco.

Questa localizzazione è spiegata dalla presenza di fibre muscolari lisce a questo livello. Per quanto riguarda l’edema e l’ipersecrezione del mucosa sono poco importanti quando una crisi d’asma semplice coinvolge bronchi in buone condizioni. Tuttavia, lo spasmo, l’edema e l’ipersecrezione associano spesso la loro azione per realizzare diversi gradi di ostruzione bronchiale più o meno drammatici.

Crisi d’asma: la terapia

La terapia per la cura dell’asma prevede la somministrazione di farmaci inalatori che possono essere adottati al bisogno o in trattamento a lungo termine, a seconda della gravità dell’asma mediante inalatori predosati pressurizzati, polveri secche o aerosolterapia, con l’eventuale uso di distanziatori.

I farmaci sono: cortisonici; cromoni; broncodilatatori beta 2 agonisti o anticolinergici (a breve o lunga durata d’azione). Tra gli altri farmaci: gli antileucotrienici ed i teofillinici. Secondo il ministero della Salute, la terapia desensibilizzante tramite immunoterapia specifica è potenzialmente utile in caso di asma allergico; se effettuata precocemente può prevenirne lo sviluppo. In alcuni casi specifici potrebbe essere utile il ricorso a farmaci biologici.

Asma: raccomandazioni

Il ministero della Salute, in caso di asma, raccomanda di:

  • assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico e indicati nel piano di trattamento dell’asma;
  • sottoporsi a regolari visite di controllo;
  • imparare a riconoscere i sintomi per poter gestire la malattia;
  • smettere di fumare;
  • evitare l’esposizione alle sostanze in grado di provocare l’asma: allergeni ambientali, alimentari, farmaci, ecc.;
  • arieggiare adeguatamente la casa, evitare le ore di traffico intenso o in caso di vento nelle stagioni dei pollini.

Quali sono i diritti di chi soffre d’asma?

L’asma rientra tra le malattie respiratorie più comuni. Per tutelare chi soffre d’asma, il nostro ordinamento prevede alcune agevolazioni e benefici che consentono di affrontare questa condizione in maniera più serena. L’asma comporta l’insorgenza di alcune complicanze da cui può derivare una riduzione della capacità lavorativa la cui percentuale deve essere valutata a seconda della gravità della malattia. L’invalidità è riconosciuta a chi dimostra in concreto la sua incapacità a svolgere normalmente la propria attività lavorativa o altre attività tipiche della sua età.

Asma: quali percentuali sono riconosciute?

Una persona asmatica può vedersi riconosciuta:

  • una percentuale che va dal 21 al 30% d’invalidità per l’asma allergico estrinseco;
  • una percentuale del 35% per l’asma intrinseco (che non dipende da allergeni esterni;
  • una percentuale del 45% per la bronchite asmatica cronica.

Per i soggetti con un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni, una percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 35% dà diritto alla concessione gratuita di ausili protesici, limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità: si tratta di nebulizzatori, umidificatori, ventilatori polmonari, ecc.. Chi ha un’invalidità superiore al 45% ha diritto all’iscrizione alle liste di collocamento mirato. Con un’invalidità inferiore al 33%, non si ha diritto ad alcun beneficio.

L’asma professionale

Se l’asma è causato dalla presenza di alcune sostanze nell’ambiente di lavoro, allora si parla di asma professionale. Quali sono i diritti del lavoratore? Il dipendente ha il diritto:

  • di chiedere il rispetto delle basilari norme igieniche;
  • di essere trasferito in un luogo più adatto alle sue esigenze;
  • al riconoscimento della malattia professionale da parte dell’Inail. In tal caso, in relazione alla gravità della patologia, può ottenere varie prestazioni, come: l’indennità giornaliera per l’inabilità temporanea; l’indennizzo per danno biologico; le cure ambulatoriali; l’assegno per assistenza personale continuativa; la rendita per inabilità permanente.

note

Autore immagine: 123rf com.


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