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Abolita la Tasi

24 Dicembre 2019
Abolita la Tasi

L’Imu passa all’8,6 per mille, ma i Comuni potranno alzare l’aliquota fino al 10,6 per mille.

E così è stato: la Tasi – la sorella gemella dell’Imu – esce per sempre fuori dalla scena. Al suo posto avremo solo l’Imu o, come da alcuni battezzata, la nuova Super Imu. “Super” perché l’aliquota di base passa all’8,6 per mille e potrà essere aumentata dai Comuni sino al 10,6 per mille o del tutto azzerata (ipotesi del tutto accademica). Sono, inoltre, previste aliquote specifiche per determinate fattispecie (come l’1 per mille per gli immobili rurali strumentali). 

L’abolizione della Tasi parte dal 2020, grazie alla previsione della legge di bilancio. Lo scopo, più che alleggerire i contribuenti (che, al contrario, non subiranno alcun effetto se non addirittura un peggioramento) è quello di semplificare il capitolo delle imposte sulla casa. In questo modo, si evita la duplicazione di tributi locali sulla medesima base imponibile. 

Sui proprietari graverà la quota oggi a carico degli inquilini, variabile tra il 10% e il 30% del tributo. Non cambia nulla, invece, in merito alle esenzioni: la Super Imu non sarà quindi dovuta per la prima casa o, più correttamente, per l’abitazione principale non di lusso e per le relative pertinenze. Sono confermate anche le altre agevolazioni e le riduzioni previste ai fini della vecchia Imu, con l’eccezione dell’esenzione dell’immobile dei pensionati Aire. 

Tra le novità in arrivo, c’è la disciplina della casa assegnata in sede di separazione e divorzio. È, infatti, previsto che solo in caso di affidamento dei figli minori il soggetto passivo dell’imposta è l’ex coniuge assegnatario dell’abitazione. Se ne deduce che, se non vi sono figli, si applicano le regole ordinarie.

Altra importante novità è data dalla norma secondo cui, in presenza di più contitolari, ogni quota è calcolata con le eventuali agevolazioni spettanti a ciascuno di essi, senza che le riduzioni di uno possano estendersi agli altri.

È il caso, ad esempio, dell’area fabbricabile che se coltivata da taluno dei comproprietari in possesso della qualifica di Iap o di coltivatore diretto è considerata terreno agricolo per intero. Il termine della dichiarazione torna a essere il 30 giugno dell’anno dopo.  



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