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Imu pagata da un solo comproprietario

24 Dicembre 2019
Imu pagata da un solo comproprietario

Casa in comproprietà: chi deve pagare l’Imu? Che succede se l’immobile viene dato in comodato a un solo coerede che vi fissa la propria abitazione principale?

Succede non di rado che la proprietà di un immobile spetti a più soggetti secondo quote. Si pensi al caso di più fratelli che siano succeduti nell’eredità del proprio genitore e tra i quali si sia così formata una “comunione”. A questo punto, la contitolarità può generare situazioni fiscali diverse a seconda del patrimonio immobiliare di ciascuno dei proprietari. Per alcuni di questi, difatti, l’abitazione potrebbe essere “prima casa” e, come tale, soggetta all’esenzione, mentre per gli altri no. Cosa succede? Chi dovrà versare le imposte sulla casa? Si può verificare una situazione di Imu pagata da un solo comproprietario? Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce di quanto prescrive la legge.

Casa in comproprietà: chi deve pagare l’Imu?

Prima di entrare nel vivo del discorso, dobbiamo chiarire un aspetto fondamentale in merito all’obbligo di pagamento dell’Imu. In tema di imposta sugli immobili, quando si verifica una comproprietà tra più soggetti non vige la regola della «solidarietà passiva». In buona sostanza, il Comune non può chiedere il pagamento dell’intera Imu a uno solo dei comproprietari, lasciando a questi poi l’onere di rivalersi contro gli altri per le rispettive quote. Al contrario, il Fisco locale deve “spezzettare” l’Imu tra i vari comproprietari e rivolgersi a ciascuno di questi chiedendo solo il relativo importo. In questo modo, se uno dei soggetti obbligati non dovesse versare la quota di imposta su di lui gravante, gli altri non ne risponderebbero in alcun modo.

Secondo la disciplina Imu, dunque, ciascun comproprietario (ad esempio, ciascun erede) è responsabile autonomamente della propria obbligazione tributaria. Così, ad esempio, in caso di immobile in comproprietà tra i due coniugi o tra due fratelli in comunione ereditaria, ciascuno non risponde dell’omesso o insufficiente versamento dell’Imu da parte dell’altro comproprietario.

In caso di un’abitazione in comproprietà al 50% tra due fratelli, ognuno è soggetto passivo (e, quindi, obbligato) Imu nella misura del 50% dell’importo complessivamente calcolato. 

Sarebbe, dunque, illegittima la richiesta del Comune, nei confronti di un solo comproprietario, di pagamento dell’intera Imu. Né quest’ultimo potrebbe versare l’Imu anche per conto degli altri comproprietari, addossandosi tutta l’obbligazione tributaria. 

Insomma, in caso di comproprietà su una casa o altro immobile, si avranno tanti debiti fiscali per quanti sono i titolari del bene e non uno solo.

Casa abitata da un solo comproprietario: chi paga l’Imu

Come noto, l’Imu non è dovuta sull’abitazione principale. Tale è l’immobile ove il contribuente risiede e dimora abitualmente con la propria famiglia. Quindi, nell’ipotesi (piuttosto inverosimile) che tutti gli eredi vivano all’interno della casa, nessuno di questi dovrà versare l’Imu. Ma che succede se la casa, in comunione ereditaria, viene data in comodato a un solo erede?

Giovanni ha ereditato, insieme ai suoi due fratelli, Gioacchino e Michele, la casa del padre. Giovanni ha ottenuto, dai coeredi, la possibilità di vivere all’interno dell’immobile per cinque anni in comodato gratuito, in attesa di poter acquistare un proprio appartamento. Giovanni fissa la residenza all’interno dell’immobile. Gli altri eredi, ovviamente, hanno una propria diversa residenza. Chi deve pagare l’Imu? Chi ha l’uso o il diritto di abitazione e occupa tutta la casa oppure ciascun coerede in base alla propria quota?

In tali ipotesi, il Comune non dovrà richiedere il versamento dell’Imu nei confronti di chi vive all’interno dell’immobile atteso che, per quest’ultimo, si tratta dell’abitazione principale. Il Comune dovrà, invece, pretendere la quota Imu dagli altri comproprietari come seconda casa in base alle rispettive percentuali di possesso. Quindi, i comproprietari che non utilizzano l’immobile come propria abitazione principale sono tenuti a corrispondere l’Imu. 

Nel caso specifico, il comproprietario che utilizza l’immobile come abitazione principale lo fa in base al fatto di possedere una percentuale dello stesso e in base ad un comodato tacito da parte dei fratelli, e non in base ad un diritto reale di abitazione costituito a suo favore.



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1 Commento

  1. belle parole chiedo in poche parole come devo dimostrare che ho pagato l’imu a me spattante e anche da parte sua dimostre di aver pagago quale è il documento da controllare?

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