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Posso mettere videocitofono in condominio?

26 Dicembre 2019
Posso mettere videocitofono in condominio?

Videocitofono privato sulla parete condominiale: il singolo proprietario può dotarsi di un proprio impianto con display video separato da quello comune?

Il tuo condominio è dotato di un tradizionale citofono con i pulsanti e un risponditore acustico. Hai più volte proposto all’assemblea di sostituire il vecchio impianto con un nuovo sistema munito di display video in modo da poter controllare il volto di chi suona. Si tratta, però, di una spesa esosa e non tutti sono d’accordo. Così la maggioranza ha rigettato la mozione. Ciò nonostante vorresti avviare i lavori per conto tuo, con un collegamento al tuo solo appartamento. Ti chiedi allora: posso mettere un videocitofono in condominio? Si tratterebbe di bucare la parete dell’atrio condominiale e creare uno schermo “privato”. Cosa dice la legge a riguardo?

Ecco alcuni interessanti informazioni che potrebbero fare al caso tuo. Sul punto – lo anticipiamo subito – si è peraltro già pronunciata la Cassazione. Per cui la soluzione prospettata in questo articolo trova già conforto nella giurisprudenza. Ecco che allora, se osserverai le regole e le condizioni indicate dalla Suprema Corte, anche tu potrai mettere un videocitofono privato sulla parete condominiale.

Per comprendere, però, come stanno le cose, dobbiamo partire da due importanti nozioni: quella di “area condominiale” e quella dei diritti dei condomini su tali spazi. Ma procediamo con ordine. 

L’uso delle parti comuni in condominio

Ogni parete condominiale – dalla facciata all’interno delle scale, dal pianerottolo all’atrio – appartiene a tutti i condomini, secondo i rispettivi millesimi. Il condominio non esiste come soggetto in sé (al contrario di quanto avviene con le società e le associazioni). Dunque, alla fine dei conti, le aree comuni dell’edificio funzionano come una sorta di “comunione” legale che si verifica su un immobile passato in successione tra più eredi. Comunione che consente ad ogni condomino di fare ciò che vuole di tali spazi a condizione di rispettare due divieti:

  • non modificare la destinazione di tali beni;
  • non impedire agli altri condomini di comportarsi allo stesso modo e di fare altrettanto.

A stabilire tali regole è il Codice civile [1]. Osservati tali vincoli, ogni condominio può apportare, a proprie spese, le modificazioni sulle cose comuni per il miglior godimento del proprio appartamento. 

In quest’ottica, la giurisprudenza ha autorizzato l’apertura di una porta all’interno del pianerottolo per dotare l’abitazione di un secondo ingresso o nientemeno che l’abbattimento di una parte della facciata dell’edificio per consentire, al proprietario del piano terra, un più rapido accesso alla propria abitazione.

L’installazione di un videocitofono privato su parente condominiale

L’utilizzo di una parte del condominio per installare un videocitofono privato è sicuramente un utilizzo personale del bene comune. Anch’esso, quindi, rientra nel diritto spettante a tutti i condomini alle condizioni su esposte. Quindi, è possibile installare un videocitofono privato sul muro del condominio senza dover chiedere autorizzazione né all’assemblea, né all’amministratore. A quest’ultimo, tuttavia, è dovuta una semplice comunicazione prima dell’avvio dei lavori.

A tali conclusioni è giunta la Cassazione con una sentenza del 2015 [2]. Nella pronuncia, la Corte ha sostenuto il diritto del singolo condomino di dotarsi di un impianto di videocitofono autonomo, separato da quello condominiale, installato in prossimità del portone di ingresso del palazzo. La destinazione della parete non viene, infatti, alterata; anzi, possiamo dire che è proprio questa la sua naturale “vocazione” (quella cioè di ospitare citofoni e videocitofoni). Quanto, invece, al secondo requisito, è necessario non impegnare tutta l’area in modo da consentire anche agli altri condomini di fare altrettanto, qualora lo vogliano. Secondo la Suprema Corte «i condomini esercitano un compossesso in forza del quale ciascuno utilizza legittimamente le parti comuni purché non escluda l’eguale possesso degli altri».

Del resto, per tagliare la testa al toro, se è vero che la giurisprudenza legittima l’impiego di una parte del muro condominiale per applicare le targhe (si pensi a quelle degli studi o degli uffici) e, addirittura, arriva ad ammettere l’abbattimento di intere pareti, di sicuro lo sfruttamento di una nicchia nel muro d’ingresso per far spazio a in videocitofono di modeste dimensioni non può creare alcun pregiudizio ai condomini. Difficilmente, dunque, sarà possibile opporsi ai lavori.


note

[1] Art. 1102 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 6643/2015.


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