L’esperto | Articoli

Misurazione alcoltest: ultime sentenze

2 Gennaio 2020
Misurazione alcoltest: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: guida in stato di ebbrezza; misurazione della concentrazione di alcol nell’aria alveolare; rilevazioni dello stato di ebbrezza; seconda misurazione; sostituzione del boccaglio; atteggiamento elusivo del conducente.

Alcoltest: è legittima la seconda misurazione senza cambio del boccaglio?

Ai fini delle rilevazioni dello stato di ebbrezza, non è richiesta la sostituzione del boccaglio in caso di seconda misurazione laddove se si procede nei confronti del medesimo individuo.

Cassazione penale sez. IV, 03/07/2018, n.41907

E’ valido l’alcoltest se l’apparecchio riporta il messaggio “volume insufficiente”?

In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora l’apparecchiatura non dia un inequivocabile messaggio di errore, la misurazione deve ritenersi correttamente effettuata, anche nell’ipotesi in cui compaia un messaggio di servizio teso ad evidenziare che l’espirazione è stata effettuata con ridotto volume d’aria.

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2018, n.33421

Rifiuto di sottoporsi all’alcoltest

Il reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti alcolimetrici è integrato non solo in presenza di manifestazioni espresse di indisponibilità a sottoporsi al test ma anche laddove il conducente, pur opportunamente edotto circa le modalità di esecuzione dell’accertamento, attui una condotta ripetutamente ‘elusiva’ del metodo di misurazione del tasso alcolemico.

Cassazione penale sez. IV, 07/02/2018, n.10555

Calcolo dell’intervallo per l’effettuazione delle misurazioni 

In tema di guida in stato di ebbrezza, l’intervallo di almeno cinque minuti previsto dall’art. 379 reg. esec. c. strad. per l’effettuazione delle misurazioni necessarie all’accertamento dello stato di ebbrezza deve essere calcolato considerando il momento di inizio sia della prima che della seconda misurazione, ovvero quello in cui entrambe sono terminate.

Cassazione penale sez. IV, 04/04/2017, n.18791

Alcoltest: è valido quando il conducente non soffia abbastanza aria?

La rilevazione del tasso alcolemico con etilometro è valida anche quando l’apparecchio segnala “volume insufficiente”, ovvero che il guidatore non ha soffiato nel boccaglio abbastanza aria per consentire una misurazione ottimale.

A sostenerlo è la Cassazione che rifacendosi al Dm 196/1990, che detta i requisiti di omologazione degli etilometri, chiarisce che la misurazione deve reputarsi corretta ogniqualvolta il display dell’apparecchio indica il valore rilevato. Di conseguenza, il fatto che sullo schermo appaia anche la scritta “misurazione insufficiente” “prova solo il fatto che la quantità d’aria” soffiata è stata “minore di quella occorrente per una misurazione ottimale”.

La scritta, dunque, va interpretata solo come un “messaggio di servizio” e non come un “inequivocabile messaggio di errore”. Inoltre, afferma la Corte, se si ritenesse non utilizzabile il valore misurato, si dovrebbe configurare il reato di rifiuto del test: “in assenza di patologie che abbiano impedito di effettuare al meglio il test”, dovendo in tal caso trattarsi di un comportamento volontario”.

Cassazione penale sez. IV, 19/01/2017, n.6636

Scontrino dell’alcoltest

È configurabile il reato di guida in stato di ebbrezza anche quando lo scontrino dell’alcoltest, oltre a riportare l’indicazione del tasso alcolemico in misura superiore alle previste soglie di punibilità, contenga la dicitura ”volume insufficiente”, qualora l’apparecchio non segnali espressamente l’avvenuto errore.

(In motivazione la Corte ha precisato che tale principio è evincibile dall’esame della disciplina relativa al funzionamento degli strumenti di misura della concentrazione di alcool nel sangue, inserita nell’allegato al d.m. 22 maggio 1990, n. 196, laddove è precisato che, qualora l’apparato non dia un inequivocabile messaggio di errore, la misurazione deve ritenersi correttamente effettuata, anche nell’ipotesi in cui compaia un “messaggio di servizio” teso ad evidenziare che l’espirazione è stata effettuata con ridotto volume di aria).

Cassazione penale sez. IV, 15/07/2016, n.40709

Polizia giudiziaria: può richiedere al soggetto di sottoporsi più volte all’alcoltest?

E’ certamente legittimo da parte degli agenti di P.G. richiedere al soggetto di sottoporsi più volte all’alcoltest quando ritengano che le modalità di inspirazione ed espirazione del medesimo non siano tali da consentire all’apparecchio di effettuare un esame alcolemico idoneo. Da tanto non consegue che, poi, siano, comunque, tenuti ad allegare alla relazione di servizio gli scontrini relativi alla misurazioni ritenute invalide, a garanzia del diritto di difesa. Invero, è lo stesso apparecchio a segnalare sul monitor quando il soggetto, sottoposto ad esame, non espira una quantità d’aria sufficiente a determinare un’esatta misurazione della concentrazione di alcol nell’aria alveolare.

Di fronte a tale situazione ben possono gli agenti operanti sollecitare il soggetto a effettuare l’espirazione in modo adeguato, a meno che non ritengano che il suo atteggiamento non collaborativo sostanzi l’ipotesi del rifiuto di cui al comma 7 del medesimo art. 186 C.d.S..

La disposizione di cui all’art. 379 del Regolamento al C.d.S., non prescrive il compimento di specifiche attività da parte degli agenti operanti se non quelle di effettuare due misurazioni ad un intervallo di tempo di 5 minuti.

Corte appello Palermo sez. I, 21/01/2016, n.283

Alcoltest e difesa dell’imputato

Quando l’alcoltest risulta positivo, costituisce onere della difesa dell’imputato fornire una prova contraria a detto accertamento quale, ad esempio, la sussistenza di vizi dello strumento utilizzato, oppure l’utilizzo di una errata metodologia nell’esecuzione dell’aspirazione (confermata, nella specie, l’interpretazione della Corte d’Appello secondo cui la circostanza che tra la prima e la seconda misurazione vi fosse uno scarto di 70 centigrammi per litro non costituiva prova del malfunzionamento dell’etilometro, trattandosi di una differenza del tutto compatibile con il processo di metabolizzazione dell’etanolo in atto nell’organismo in quel contesto temporale).

Cassazione penale sez. IV, 21/05/2015, n.24831

Alcoltest e rifiuto di sottoporsi agli accertamenti

Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti alcolimetrici, che integra il reato di cui all’art. 186, settimo comma, del codice della strada, si configura non solo in presenza di manifestazioni espresse di indisponibilità a sottoporsi al test, ma anche quando il conducente del veicolo – pur opportunamente edotto circa le modalità di esecuzione dell’accertamento – attui una condotta ripetutamente elusiva del metodo di misurazione del tasso alcolemico.

(Fattispecie in cui l’imputato, durante l’alcoltest, aveva per quattro o cinque volte aspirato anziché soffiare come richiestogli, impedendo così la rilevazione del tasso alcolemico).

Cassazione penale sez. IV, 27/01/2015, n.5409

Inattendibilità dell’alcoltest

In relazione alla pretesa inattendibilità dell’alcoltest, costituisce onere della difesa dell’imputato fornire una prova contraria all’accertamento (difetti dello strumento, errore di metodologia nell’esecuzione), non essendo affatto sufficiente congetturare la mancanza di omologazione del macchinario o il mancato deposito della documentazione attestante la regolarità dell’etilometro o addirittura (come nel caso di specie) prospettare vaghi dubbi, neppure correlati a specifici elementi fattuali.

Inoltre, la pretesa di non tenere conto dei decimali risultanti dalla misurazione contrasta inesorabilmente con il contenuto dell’art. 186, cod. della str., il quale non pone una simile preclusione.

Cassazione penale sez. IV, 27/11/2013, n.4967



4 Commenti

  1. Cosa rischia il conducente che, fermato dalla polizia per un controllo, dovesse risultare positivo all’etilometro e a quali conseguenze, invece, andrebbe incontro se decidesse di opporre il rifiuto all’alcoltest?

    1. Il Codice della strada prevede, per chi si rifiuta di sottoporsi al test dell’alcol, le stesse sanzioni della guida in stato di ebbrezza per lo scaglione massimo, quello cioè oltre 1,5 g/l. Quindi, chi non vuole sottoporsi all’etilometro o alle analisi del sangue in ospedale, o non intende seguire la polizia al comando può certo farlo e non sarà né arrestato, né costretto fisicamente, ma subirà le seguenti conseguenze:l’ammenda che va da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro;l’arresto da sei mesi a un anno;la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con l’obbligo di sottoporsi a visita medica;la decurtazione di 10 punti dalla patente;la confisca del veicolo, a meno che non sia di proprietà di un terzo;la revoca della patente di guida in caso di recidiva.

  2. Vorrei sottoporvi un caso… La donna si rifiuta: deve tornare a casa e trova assurdo che quel vigile perda tempo con lei dopo una giornata passata a lavoro. Infastidita lo apostrofa, invitandolo – con toni anche sprezzanti – a fare i test ai ragazzi che escono dalle discoteche, invece che ai lavoratori che tornano a casa. Il vigile, però, non accetta quell’obiezione e si impunta, intimando alla donna che – se non farà l’alcol test – riceverà le medesime sanzioni applicate alla guida in stato di ebbrezza sopra la soglia. Ne nasce una discussione. Chi ha ragione? La donna, che ritiene di potersi rifiutare di sottoporsi all’alcol test? Oppure il vigile, che, invece, si ritiene in dovere di sanzionarla come se fosse stata trovata ubriaca?

    1. Rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest è reato. Nel nostro esempio, la signora, anche se astrattamente può sottrarsi all’etilometro, di fatto ne subisce un notevole svantaggio. C’è però da dire che, di recente, la Cassazione ha anche detto che chi rifiuta l’alcol test può essere “perdonato” grazie al beneficio della «particolare tenuità del fatto»: si tratta di un meccanismo di recente introdotto nel codice penale che prevede, per tutti i reati con pena inferiore a 5 anni (con o senza sanzione pecuniaria), l’archiviazione immediata del procedimento e la non applicazione della pena (la fedina penale resta macchiata). Questo beneficio può essere applicato solo per i reati: paradossalmente vale quindi nel caso di rifiuto all’alcotest, ma non se l’automobilista vi si sottopone e viene trovato con un tasso di alcol minimo (cioè fino a 0,8 gl) per la quale ipotesi è prevista – come detto – solo una sanzione amministrativa. Sul punto leggi Fatto tenue per chi rifiuta l’alcoltest https://www.laleggepertutti.it/117545_fatto-tenue-per-chi-rifiuta-lalcoltest

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube