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Lesioni personali stradali: ultime sentenze

4 Gennaio 2020
Lesioni personali stradali: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: lesioni personali stradali; revoca della patente di guida; omicidio stradale; lesioni personali stradali gravi o gravissime; concorso fra omicidio colposo aggravato da violazione di norme stradali e contravvenzioni di guida in stato d’ebbrezza.

Cause risarcitorie conseguenti a sinistri stradali 

In materia di appello, nelle cause relative al risarcimento dei danni per morte o lesioni personali conseguenti ad incidenti stradali, instaurate prima dell’entrata in vigore della l. n. 102 del 2006 (che prevedeva l’applicabilità alle stesse del rito del lavoro, senza, però, dettare una disciplina transitoria), il gravame deve essere proposto con le forme e nei termini del rito ordinario allorché i giudizi siano stati trattati e decisi in primo grado secondo detto rito, non ostando a questo esito neppure la sopravvenienza dell’art. 53 della l. n. 69 del 2009, il quale – nel disporre l’abrogazione dell’art. 3 della l. n. 102 del 2006, ma sancendo la persistente applicabilità del rito del lavoro alle cause “de quibus”, pendenti alla data della propria entrata in vigore – ha, tuttavia, sottratto al regime dell’ultrattività del rito del lavoro le controversie introdotte con quello ordinario per le quali, a tale data, non fosse stata ancora disposta la modifica del rito ai sensi dell’art. 426 c.p.c.

Cassazione civile sez. III, 22/11/2019, n.30516

Condanna per omicidio e lesioni stradali

A seguito della sentenza Corte Cost n. 88/2019, secondo cui la revoca della patente di guida non può essere “automatica” indistintamente in ognuna delle plurime ipotesi previste sia dall’art. 589-bis (omicidio stradale) sia dall’art. 590-bis c.p. (lesioni personali stradali), ma si giustifica solo nelle ben circoscritte ipotesi più gravi sanzionate con la pena rispettivamente più elevata come fattispecie aggravate dal secondo e dal comma 3 di entrambe tali disposizioni (guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti), a partire dal giorno successivo all’intervenuta pubblicazione della decisione nella Gazzetta Ufficiale e, cioè, dal 25 aprile 2019, l’art. 222 C.d.S., comma 2, ha cessato di avere efficacia nell’ordinamento, sicché non può più essere applicata.

Cassazione penale sez. IV, 21/11/2019, n.49786

Contestazione del reato di lesioni personali

L’art. 21 del codice della strada, secondo il quale chiunque esegua lavori o depositi materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione, si applica in tutti i casi di lavori svolti sulla sede stradale ed è dunque applicabile anche al privato che posizioni sulla strada gli attrezzi necessari per la potatura della siepe nella sua proprietà (fattispecie relativa alla contestazione del reato di lesioni personali per aver cagionato lesioni alla persona offesa a causa della collocazione negligente, ed in violazione delle norme sulla circolazione stradale, di una carriola sulla pubblica via).

Cassazione penale sez. IV, 16/10/2019, n.48758

Lesioni personali stradali gravi o gravissime

Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 222 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, censurato, in riferimento agli artt. 3 e 27, comma 3, Cost., nella parte in cui prevede l’applicazione della sanzione accessoria della revoca della patente di guida a seguito di condanna per il delitto di omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) o di lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590-bis c.p.), ossia per reati che prevedono condotte diverse sotto il profilo della colpa, della offensività e della pericolosità.

L’ordinanza di rimessione è priva di un’adeguata descrizione della fattispecie oggetto del giudizio a quo, mancando del tutto la descrizione della condotta contestata all’imputato e della colpa allo stesso ascritta per violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, il che preclude il necessario controllo in punto di rilevanza delle questioni (sent. n. 88 del 2019; ordd. nn. 237 del 2016, 210 del 2017, 7 del 2018) .

Corte Costituzionale, 24/04/2019, n.103

Lesioni personali stradali

Ancorché dalla commissione di un delitto doloso derivi, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, non si applica l’aumento di pena previsto dell’art. 586 c.p., quando i fatti sono sussumibili nelle fattispecie speciali di omicidio stradale e lesioni personali stradali.

Cassazione penale sez. III, 14/02/2019, n.25538

Lesioni personali stradali gravi e gravissime e procedibilità

In tema di lesioni personali stradali gravi o gravissime, commesse in data anteriore all’entrata in vigore dell’art. 590-bis c.p., introdotto dalla l. 24 marzo 2016 n. 41, non trova applicazione il nuovo regime di procedibilità d’ufficio, ma quello più favorevole della procedibilità a querela, vigente al momento del fatto. (In motivazione la Corte ha affermato che il mutamento nel tempo del regime di procedibilità va positivamente risolto, ai sensi dell’art. 2 c.p., alla luce della natura mista, sostanziale e processuale, dell’istituto della querela, che costituisce al contempo condizione di procedibilità e di punibilità).

Cassazione penale sez. IV, 16/01/2019, n.13577

Reato di lesioni personali gravi o gravissime per violazioni di norme della strada

È opportuno che sia rimessa alle Sezioni unite la soluzione del conflitto negativo di competenza, perché dicano se per i fatti di lesioni personali colpose gravi, commessi con violazione delle norme relative alla circolazione stradale in data antecedente all’entrata in vigore della legge (L. 23 marzo 2016, n. 41) che ha introdotto il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, ma per i quali l’azione penale sia esercitata successivamente, la competenza spetti al Giudice di pace, in applicazione ratione temporis del D.Lgs. n. 274 del 2000, art. 4, o al Tribunale, in ragione della qualificazione, ai soli effetti processuali, secondo la nuova norma, a cui si connette il mutamento delle regole sulla competenza.

Cassazione penale sez. I, 20/12/2018, n.1046

Revoca della patente: opera in caso di lesioni personali stradali gravi o gravissime?

La revoca della patente di guida di cui al quarto e al quinto periodo del comma 2 dell’art. 222 cod. strada opera in caso di accertata violazione degli artt. 589-bis e 590-bis c.p., che incriminano, rispettivamente l'”omicidio stradale” e le “lesioni personali stradali gravi o gravissime”, mentre la sospensione della patente prevista dal primo, secondo e terzo periodo del medesimo comma 2 dell’art. 222, opera in caso di altri reati, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona (come, ad esempio, la violazione, da parte dell’imputato, dell’art. 9-ter, comma 2, del cod. strada), nonché per i fatti di omicidio colposo e di lesioni personali gravi e gravissime commessi in epoca antecedente alla entrata in vigore della l. 23 marzo 2016, n. 41.

Cassazione penale sez. IV, 12/12/2018, n.57729

Contravvenzione per guida in stato di ebbrezza

Il conducente di un veicolo a motore che, messosi alla guida con un tasso di alcool nel sangue maggiore di 0,8 g/l, causa un incidente con morti o feriti gravi, risponde unicamente delle relative fattispecie aggravate di omicidio stradale o lesioni personali stradali gravi e gravissime, previste rispettivamente dagli articoli 589-bis e 590-bis del codice penale, e non anche della contravvenzione di guida in stato di ebbrezza, di cui all’articolo 186 del Cds.

A chiarirlo è la Cassazione secondo la quale l’articolo 589-bis del codice penale ha introdotto nel nostro ordinamento una figura di reato del tutto nuova e autonoma, la cui condotta ha caratteristiche specifiche e specializzanti rispetto all’omicidio colposo, con la conseguenza che il fatto stigmatizzato dalla contravvenzione può dirsi assorbito dalla specifica circostanza aggravante prevista nel reato di omicidio stradale, che si configura così come reato complesso, disciplinato dall’articolo 84 del codice penale, che consente di non addebitare più volte all’imputato lo stesso fatto storico.

Cassazione penale sez. IV, 10/10/2018, n.50325

Divieto di bilanciamento tra circostanze aggravanti privilegiate e circostanze attenuanti 

Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 590-quater c.p., inserito dall’art. 1, comma 2, l. 23 marzo 2016, n. 41, censurato, in riferimento agli artt. 3,25, comma 2, e 27 Cost., in quanto prevede il divieto di bilanciamento tra circostanze aggravanti “privilegiate” e circostanze attenuanti con riferimento alle circostanze aggravanti di cui ai commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, sia dell’art. 589-bis (omicidio stradale), sia dell’art. 590-bis (lesioni personali stradali gravi o gravissime).

Avendo il legislatore introdotto un’attenuante a effetto speciale legata all’apporto causale del colpevole, non irragionevolmente ha previsto che, quando la valutazione sia limitata all’alternativa dell’efficacia “esclusiva”, o non esclusiva, della condotta del colpevole, l’attenuante non possa essere bilanciata con le aggravanti “privilegiate” e segnatamente — nei limiti della rilevanza delle questioni nei giudizi a quibus —, quanto al reato di omicidio stradale, con l’aggravante di cui al secondo comma dell’art. 589-bis c.p., per aver guidato in stato di ebbrezza alcolica oltre la soglia di cui all’art. 186, comma 2, lett. c), cod. strada, e, quanto al reato di lesioni personali stradali gravi, con l’aggravante di cui al quinto comma, n. 2), dell’art. 590-bis c.p., per aver attraversato un’intersezione stradale con il semaforo disposto al rosso; rientra, infatti, nella discrezionalità del legislatore, esercitata non irragionevolmente, graduare l’effetto diminuente della pena di questa attenuante a effetto speciale in riferimento alle menzionate aggravanti “privilegiate” allorché ricorra un generico concorso della colpa della parte offesa o di altre concause che rendono non esclusivo l’apporto causale dell’azione o dell’omissione del colpevole (sentt. nn. 38, 194 del 1985, 394 del 2006, 68, 251 del 2012, 81, 105, 106 del 2014, 23, 148, 236 del 2016, 142, 179, 205 del 2017, 233 del 2018, 40 del 2019; ordd. nn. 45, 169 del 2006, 71, 249 del 2017) .

Corte Costituzionale, 17/04/2019, n.88



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