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Droga a scuola: responsabilità dirigente

15 Gennaio 2020 | Autore:
Droga a scuola: responsabilità dirigente

Preside: commette reato se non denuncia lo spaccio di sostanze stupefacenti che avviene nell’istituto scolastico? Quando il dirigente commette favoreggiamento?

Purtroppo la droga circola tra i banchi delle scuole italiane: inutile negare che alcuni ragazzi, approfittando del tempo libero, dell’intervallo o delle pause tra le lezioni, fanno uso di sostanze stupefacenti, sia all’interno che all’esterno dell’edificio scolastico. Il consumo di droga, anche se personale, costituisce sempre illecito: chi viene colto nell’atto di fare uso di droga può essere denunciato alle autorità, le quali provvederanno al sequestro della sostanza stupefacente e alle dovute comunicazioni alla prefettura. Lo spaccio, invece, costituisce reato a tutti gli effetti. Con questo articolo ci soffermeremo sulla responsabilità del dirigente scolastico nel caso di droga.

Cosa deve fare il preside di un istituto scolastico se si accorge che nella sua scuola i ragazzi fanno uso di droga o, peggio ancora, spacciano? Deve darne immediata notizia alle autorità? Quali provvedimenti può adottare autonomamente? Se hai cinque minuti di tempo e l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme qual è la responsabilità del dirigente quando c’è la droga a scuola.

Droga a scuola: è reato?

Come anticipato nell’introduzione, drogarsi non è reato, ma costituisce comunque un illecito amministrativo. Cosa significa? Vuol dire che la persona colta nell’atto di consumare della droga può comunque essere segnalato alle autorità le quali, però, non potranno procedere penalmente, bensì adottando le sanzioni amministrative più opportune.

Dunque, le cose funzionano così:

  • se uno studente cede (anche gratuitamente) qualsiasi tipo di sostanza stupefacente, incorre in reato punibile con pene elevate, anche fino a vent’anni di reclusione, nei casi più gravi;
  • se uno studente fa un uso personale di droga (ad esempio, fuma uno spinello), non commetterà alcun reato, ma la sua condotta potrà essere segnalata affinché il prefetto provveda a irrogare la sanzione più pertinente al caso concreto (divieto di conseguire la patente di guida o sospensione della stessa, nel caso in cui sia già stata conseguita; sospensione del porto d’armi o divieto di conseguirlo; obbligo di seguire un percorso terapeutico; ecc.).

Dirigente scolastico: cosa deve fare in caso di droga?

Il dirigente scolastico, nel caso in cui dovesse assistere personalmente allo spaccio di droga all’interno dell’edificio scolastico oppure nelle sue pertinenze (ivi compresi giardini, cortili e aree immediatamente esterne), in qualità di pubblico ufficiale è tenuto a darne immediata notizia alle autorità competenti.

Nello specifico, il preside di una scuola che dovesse assistere a una condotta vietata dalla legge penale (quale è lo spaccio di droga) deve sporgere immediatamente denuncia, altrimenti risponderà egli stesso del reato di omessa denuncia.

Nel caso in cui, invece, dovesse assistere a una condotta legata alla droga ma non costituente reato (ad esempio, lo studente che fuma uno spinello), allora non sarebbe obbligato a sporgere denuncia, in quanto il fatto non costituisce reato; tuttavia, il dirigente è tenuto a far rispettare il regolamento d’istituto e, pertanto, ad applicare le sanzioni in esso previste, come ad esempio la sospensione dalle lezioni, l’abbassamento del voto in condotta o, addirittura, l’espulsione.

Droga nelle scuole: il dirigente è responsabile?

Il dirigente scolastico è dunque responsabile dell’utilizzo di droga all’interno dell’istituto che presiede nei limiti sopra visti, e cioè:

  • è obbligato a denunciare lo spaccio di sostanze stupefacenti, pena la commissione del reato di omessa denuncia;
  • è tenuto ad applicare le sanzioni disciplinari previste nel regolamento d’istituto, (anche) quando la condotta inerente alla sostanza stupefacente non costituisca reato (uso personale non punibile penalmente).

Tuttavia, secondo alcuni giudici, il dirigente scolastico che non denuncia lo spaccio di droga che avviene nell’istituto non solo rischia l’incriminazione per omessa denuncia, ma addirittura per favoreggiamento personale [1]: e infatti, la condotta del preside che, nonostante l’evidenza, rifiuti di collaborare con la giustizia facendo emergere ciò che accade nell’istituto comporterebbe un favoreggiamento nei confronti degli alunni che consumano sostanze stupefacenti, soprattutto quando il dirigente consente l’elusione delle investigazioni e degli accertamenti e, quindi, agevoli le pratiche di consumo della droga.


note

[1] Art. 378 cod. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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