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Azione di riduzione e accettazione dell’eredità: ultime sentenze

31 Marzo 2021
Azione di riduzione e accettazione dell’eredità: ultime sentenze

Le ultime sentenze su: azione di riduzione; reintegrazione della quota di legittima; accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; legittimario totalmente pretermesso; simulazione.

Quando il legittimario totalmente pretermesso può esperire l’azione di riduzione?

Il legittimario pretermesso non è chiamato alla successione per il solo fatto della morte del de cuius, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione o di annullamento del testamento. Ne consegue che la condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, stabilita dal primo comma dell’art. 564 del codice civile per l’esercizio dell’azione di riduzione, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore.

Tribunale Torino sez. II, 29/09/2020, n.3410

Domanda di simulazione preordinata all’azione di riduzione

Il legittimario totalmente pretermesso che impugna per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce, sia nella successione testamentaria che in quella “ab intestato”, in qualità di terzo e non in veste di erede, acquisendo quest’ultima qualità solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione, sicché, come tale, non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; né vi è tenuto quando agisca per far valere una simulazione assoluta od anche relativa, ma finalizzata a far accertare la nullità del negozio dissimulato, in quanto, in queste ipotesi, l’accertamento della realtà effettiva consente al legittimario di recuperare alla massa ereditaria i beni donati, mai usciti dal patrimonio del defunto.

Cassazione civile sez. II, 19/11/2019, n.30079

Onere di preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario

Il legittimario totalmente pretermesso dall’eredità che, a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, impugna per simulazione un atto compiuto dal “de cuius”, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede – condizione che acquista solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione – e, come tale ed al pari dell’erede che proponga un’azione di simulazione assoluta ovvero relativa, ma finalizzata a far valere la nullità del negozio dissimulato, non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario; diversamente ove il legittimario sia anche erede e proponga un’azione di simulazione relativa, ma volta a far valere la validità del negozio dissimulato, tale domanda deve ritenersi proposta esclusivamente in funzione dell’azione di riduzione e postula, quale condizione per la propria ammissibilità, la previa accettazione beneficiata.

Cassazione civile sez. II, 22/08/2018, n.20971

Azione di riduzione e accettazione dell’eredità

Il comma 1 dell’art. 564 c.c. prescrive, quale condizione per l’esercizio dell’azione di riduzione, che il legittimario abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario (artt. 484 ss. c.c.). Questa condizione non è peraltro richiesta quando il legittimario agisca in riduzione contro persone chiamate come coeredi, ancorché questi abbiano rinunciato all’eredità. L’accettazione beneficiata non è necessaria quando il legittimario sia stato totalmente pretermesso dal testatore.

Tribunale Palermo sez. II, 16/12/2016

Riduzione delle donazioni

In tema di successioni, il legittimario che non ha accettato l’eredità col beneficio d’inventario non può chiedere la riduzione delle donazioni e dei legati, salvo che le donazioni e i legati siano stati fatti a persone chiamate come coeredi, ancorché abbiano rinunziato all’eredità (art. 564 c.c.).

Condizione fondamentale per chiedere la riduzione delle donazioni o delle disposizioni lesive della porzione di legittima è soltanto quella di essere tra le persone indicate nell’art. 557 c.c. e, cioè, di rivestire la qualità di legittimario, mentre la condizione stabilita dall’art. 564, comma 1 c.c., della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, vale soltanto per il legittimario che rivesta in pari tempo la qualità di erede e tale non è il legittimario totalmente pretermesso dalla successione, il quale non acquista per il solo fatto dell’apertura della successione né la qualità di erede, né la titolarità dei beni ad altri attribuiti, potendo acquistare i suoi diritti solo dopo l’esperimento delle azioni di riduzione o di annullamento del testamento, ovvero dopo il riconoscimento dei suoi diritti di legittimario.

Tribunale Lucca, 22/12/2015, n.2199

Eredi legittimi

Tra i soggetti legittimari (qualità ben distinta dagli eredi legittimi di cui agli artt. 565 e ss. cc., che operano solo in caso di successione ab intestato) l’ordinamento non ricomprende i fratelli e sorelle del de cuius, ed a cui dovrebbero dunque essere subentrati per rappresentazione il marito ed i figli.

Ne consegue che costoro non sono attivamente legittimati (da intendersi non come astratta mancanza di legittimazione a contraddire, condizione dell’azione ex art. 100 c.p.c. rilevabile con una mera pronuncia in rito, ma quale mancanza di titolarità accertata nel merito) ad esperire l’azione di riduzione ai sensi degli artt. 553 e ss. cc., tant’è che lo stesso art. 564 c.c. prescrive in tali casi anche la previa accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, formalità che non risulta integrata nel caso di specie.

Tribunale Bari sez. I, 29/09/2015, n.4085

Successione testamentaria

Il legittimario pretermesso, sia nella successione testamentaria sia in quella ab intestato, il quale impugni per simulazione un atto compiuto dal de cuius a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede, condizione che acquista, solo in conseguenza del positivo esercizio dell’azione di riduzione, e come tale non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario.

Cassazione civile sez. II, 30/05/2014, n.12221

Domanda di simulazione preordinata all’azione di riduzione

Il legittimario totalmente pretermesso (nella specie, in caso di successione “ab intestato”, per aver il “de cuius” disposto in vita dell’intero suo patrimonio), il quale proponga domanda di simulazione relativa di una compravendita, preordinata all’eventuale successivo esercizio dell’azione di riduzione, poiché agisce in qualità di terzo, non è tenuto alla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, di cui all’art. 564 comma 1 c.c., acquisendo la qualità di erede, necessaria a tal fine, solo in conseguenza del positivo esercizio della medesima azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II, 03/07/2013, n.16635

Requisiti di validità dell’atto dissimulato

L’azione esercitata dall’erede legittimario e volta a far valere la simulazione relativa di un atto posto in essere dal “de cuius” avente tutti i requisiti di validità dell’atto dissimulato, dovendosi intendere come preposta unicamente in funzione dell’azione di riduzione, è subordinata alla preventiva accettazione con beneficio d’inventario dell’eredità.

Cassazione civile sez. II, 19/10/2012, n.18068

Ammissibilità dell’azione di riduzione

L’art. 564 c.c., ai sensi del quale nella successione “ab intestato” il legittimario, che non abbia accettato l’eredità con beneficio di inventario, non può esercitare l’azione di riduzione delle donazioni fatte dal “de cuius” a persone non chiamate come coeredi, manifestamente non contrasta con il principio costituzionale di uguaglianza sotto il profilo della mancata estensione della esclusione dall’onere dell’accettazione beneficiata dell’eredità, prevista a favore del legittimario pretermesso dal testatore, al legittimario il quale sia stato invece diseredato mediante atti di donazione trattandosi di situazioni giuridiche dissimili, talché la disparità di trattamento normativo trova obiettiva giustificazione.

L’azione di simulazione relativa proposta dall’erede in ordine ad un atto di disposizione patrimoniale del “de cuius” stipulato con un terzo, che si assume lesivo della quota di legittima ed abbia tutti i requisiti di validità del negozio dissimulato deve ritenersi proposta esclusivamente in funzione dell’azione di riduzione prevista dall’art. 564 c.c., con la conseguenza che l’ammissibilità dell’azione è condizionata dalla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2011, n.17896

Azione di simulazione assoluta o relativa

L’azione di simulazione relativa proposta dall’erede in ordine ad un atto di disposizione patrimoniale del “de cuius” stipulato con un terzo, che si assume lesivo della quota di legittima ed abbia tutti i requisiti di validità del negozio dissimulato (nella specie una donazione in favore di un altro erede), deve ritenersi proposta esclusivamente in funzione dell’azione di riduzione prevista dall’art. 564 c.c., con la conseguenza che l’ammissibilità dell’azione è condizionata dalla preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

Tale condizione non ricorre, infatti, soltanto quando l’erede agisca per far valere una simulazione assoluta od anche relativa, ma finalizzata a far accertare la nullità del negozio dissimulato, in quanto, in tale ipotesi, l’accertamento della realtà effettiva consente al legittimario di recuperare alla massa ereditaria i beni donati, mai usciti dal patrimonio del defunto.

Cassazione civile sez. II, 23/02/2011, n.4400

Esercizio dell’azione di riduzione

La condizione della preventiva accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario stabilita dall’art. 564 comma 1 c.c. per l’esercizio dell’azione di riduzione, vale soltanto per il legittimario che abbia in pari tempo la qualità di erede (per disposizione testamentaria o per delazione “ab intestato”) e non anche per il legittimario totalmente pretermesso dal testatore.

Cassazione civile sez. II, 11/01/2010, n.240



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