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Alternative al conto corrente

26 Dicembre 2019
Alternative al conto corrente

Dove depositare i soldi se non in banca? Le varie forme di tutela del risparmio e di investimento consigliate ai privati. 

Dove potresti mettere i tuoi soldi se non in banca? Innanzitutto, chiediti «Perché non in banca?» Perché stai cercando alternative al conto corrente? Se il tuo problema è il Fisco allora hai una serie di soluzioni abbastanza valide per rendere “trasparenti” i tuoi risparmi e non tracciabili. Se, invece, hai bisogno di nascondere il denaro ai creditori perché temi un pignoramento da parte loro, o al tuo coniuge da cui ti stai separando perché potrebbe chiederti la metà di quanto hai risparmiato sino ad ora, allora le soluzioni sono ridotte. Se, invece, non vuoi spendere i normali – e tutto sommato minimi – costi che comporta un conto correte, allora la scelta si riduce al minimo. Al contrario, c’è chi cerca un’alternativa al conto corrente perché quest’ultimo non garantisce più gli interessi attivi di un tempo e il denaro rischia di svalutarsi nel medio periodo. 

Insomma, le alternative al conto corrente dipendono soprattutto dallo scopo che intendi perseguire. Qui di seguito indicheremo alcune delle più tipiche soluzioni utilizzate dagli italiani, con tutti i rischi e i vantaggi che queste comportano. Ma procediamo con ordine.

Le cassette di sicurezza come alternativa al conto corrente

Se cerchi una soluzione che possa evitare i controlli del Fisco, puoi risolvere il tuo problema come già in molti hanno fatto: deposita i contanti in una cassetta di sicurezza. Non è illegale. Illegale sarebbe solo l’eventuale evasione derivante dalla sottrazione del denaro al Fisco. Ma non è detto che il tuo comportamento sia illecito. Facciamo un esempio.

Marco ha ricevuto mille euro in contanti dalla nonna, altri mille dal padre, altri 500 dalla sorella. Gli serviranno, tra qualche anno, per intraprendere una specializzazione. Marco sa già che se versasse questi soldi sul conto corrente potrebbe rischiare un accertamento. Già, perché Marco è disoccupato e l’Agenzia delle Entrate potrebbe chiedergli il conto circa la provenienza del denaro. A quella domanda Marco non avrebbe come dimostrare la donazione, visto che questa è avvenuta diversi mesi fa e senza bonifici o la firma di scritture. In assenza di prove, Marco subirebbe un accertamento fiscale. Il piccolo contribuente decide, quindi, di evitare il deposito del denaro sul conto corrente.

Per quanto possa essere difficile che l’Agenzia delle Entrate si metta a spulciare sul conto corrente per somme di scarso valore, è tuttavia astrattamente possibile che ciò avvenga. Se non vuoi rischiare, quindi, hai due strade: lasciare i soldi nel salvadanaio oppure procurarti una documentazione scritta che attesti la provenienza del denaro (ad esempio, una scrittura privata, con data certa, contenente l’atto di donazione). Se, però, non vuoi complicarti la vita, puoi depositare i soldi in una cassetta di sicurezza. Se anche l’ufficio delle imposte è in grado di sapere che ne hai aperta una, non può conoscerne il contenuto (a meno che non faccia una verifica in banca, cosa inverosimile se non ci sono indizi di evasione).

Libretti postali come alternativa al conto corrente

Se non ami il conto corrente perché lo ritieni costoso potresti optare per un libretto postale. Se “al portatore” non può superare mille euro. Come il conto corrente, anche il libretto postale consente di eseguire prelievi e versamenti. In più, disporrai di una carta Postmat che ti consentirà di rifornirti di contanti alle macchinette Atm gestite da Poste Italiane. 

Il libretto postale, inoltre, garantisce un interesse attivo che varia dall’1 al 3% lordo annuo, con ciò risultando molto più conveniente di un conto bancario.

Carte ricaricabili e prepagate 

Ormai, le carte di credito prepagate e ricaricabili sono diventate un’ottima alternativa al conto corrente. Consentono di pagare ai normali Pos degli esercizi commerciali e, se dotate di codice Iban, possono ricevere bonifici da parte di terzi. Non è prevista la corresponsione di interessi attivi sui depositi, come invece avviene per alcuni c/c e per i libretti postali. Il grosso limite delle prepagate è che la giacenza non può superare un limite prefissato dalla banca oltre il quale, quindi, la carta non può essere ricaricata. 

Le carte prepagate sono tracciabili come un normale conto; per cui possono essere individuate tanto dal Fisco quanto dai creditori (che, pignorando tutti i rapporti posseduti dal debitore presso un unico istituto bancario, riusciranno a bloccare tutto il denaro ivi custodito, a qualsiasi titolo). 

Dall’altro lato, la carta prepagata è uno strumento molto flessibile e poco costoso.

Assicurazioni e fondo pensione

C’è chi investe i propri soldi in un’assicurazione sulla vita (che è impignorabile) e chi, invece, pensa al futuro e preferisce la carta della previdenza integrativa. Con un Pip, ossia un progetto di pensione integrativa, puoi dedurre dal reddito fino a 5.164 euro, ottenendo un grosso vantaggio fiscale. In più, ti assicurerai una vecchiaia più serena grazie a un piccola rendita mensile che ti verrà elargita non appena andrai in pensione. 

Si tratta di una forma di gestione del risparmio, alternativa al conto corrente che, di per sé, non frutta alcun vantaggio economico. Tieni però conto che, se hai contanti, non puoi versare all’assicurazione grosse cifre in un’unica soluzione: devi, infatti, rispettare il divieto di trasferire cash al di sopra del tetto soglia stabilito dalla legge (dal 2020, è di 2mila euro).

Il salvadanaio o il materasso di casa 

Chi lascia i soldi in casa già sa che ne perderà una parte per via dell’inflazione. Ma evidentemente preferisce così perché non vuole che i suoi soldi siano visibili ai creditori, al coniuge o a chiunque altro. A quel punto, dovrà porsi il problema di dove nascondere i contanti, visto che c’è sempre il rischio di un’incursione dei ladri. Di qui, una serie di soluzioni come la mattonella divelta nel pavimento del bagno, un libro vuoto, una cassaforte, l’album di fotografie, una presa elettrica, il tacco di una scarpa vecchia, un barattolo delle medicine, il ricambio dell’aspirapolvere, il condizionatore, ecc.

Buoni fruttiferi postali

Un’ultima alternativa al conto corrente sono i buoni fruttiferi postali che si acquistano presso Poste Italiane. Sono uno strumento di tutela del risparmio molto sicuro e al riparo da eventuali fallimenti perché garantiti  dalla Cassa Depositi e Prestiti. Non sono previsti costi per l’attivazione dei buoni fruttiferi postali e la tassazione è del 12,50%, mentre non è prevista imposta di successione nel momento in cui i titoli passano agli eredi.

Titoli di Stato

Bot, BTP e CCT sono i più comuni titoli di Stato. Si tratta di un’alternativa al conto corrente utilizzata da molti risparmiatori che vogliono veder fruttare il proprio portafogli. Il rendimento è variabile a seconda dell’asta. Il vantaggio dei titoli di Stato è che garantiscono, nel medio periodo, un rendimento superiore all’inflazione, ma la possibilità di sfruttare tale opportunità è collegata al mantenimento dell’investimento per tutto l’arco della sua vita. 


1 Commento

  1. ma scusate i libretti postali al portatore dal 1° gennaio 2019 sono illegali, come mai li consigliate?

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