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Avviso di garanzia: quali conseguenze

13 Gennaio 2020 | Autore:
Avviso di garanzia: quali conseguenze

Informazione di garanzia: cos’è, a cosa serve e cosa c’è scritto? Quando viene notificato l’avviso di garanzia? Cos’è l’avviso di conclusione delle indagini?

Sicuramente ti sarà capitato, ascoltando la televisione o leggendo i giornali, di sentir parlare di avvisi di garanzia. Cosa sono? È la stessa denominazione a indicarne la natura: l’avviso di garanzia consiste in una comunicazione rivolta alla persona che è indagata dall’autorità giudiziaria per aver commesso un crimine; all’interno di essa, il destinatario potrà leggervi una serie di diritti che la legge gli attribuisce in ragione della sua condizione di indagato. Ma quali sono le conseguenze di un avviso di garanzia?

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, l’avviso di garanzia (o meglio, l’informazione di garanzia) è un atto che la Procura della Repubblica è tenuto a inviare nel momento in cui occorre compiere degli atti d’indagine per i quali è necessaria la presenza dell’avvocato. Potrebbe dunque accadere che, nell’ipotesi in cui nessun atto investigativo “invasivo” debba essere compiuto (pensa all’interrogatorio o alla perquisizione), l’avviso di garanzia non venga comunicato oppure venga trasmesso insieme all’avviso di conclusione delle indagini. Se vuoi sapere quali sono le conseguenze dell’informazione di garanzia, prosegui nella lettura.

Informazione di garanzia: cos’è?

Prima di vedere quali sono le conseguenze di un avviso di garanzia, vediamo cosa dice la legge a proposito di questa particolare comunicazione.

L’informazione di garanzia (denominazione che utilizza la legge per individuare quello che, comunemente, viene definito avviso di garanzia) [1] è l’avviso inviato all’indagato quando è necessario che egli sappia che si stanno svolgendo delle indagini su di lui. In altre parole, l’informazione di garanzia comunica al destinatario che egli è indagato per un determinato reato dall’autorità giudiziaria.

Possiamo dunque dire che l’avviso di garanzia è quell’atto che consente all’indagato di prepararsi ad un eventuale processo a suo carico, nonché alla possibilità che la polizia giudiziaria possa compiere nei suoi confronti alcuni atti d’indagine, come ad esempio perquisizioni o ispezioni. In questa ipotesi, infatti, l’indagato avrebbe anche la necessità di farsi assistere da un difensore.

Avviso di garanzia: quand’è notificato?

Secondo la legge, l’avviso di garanzia è notificato al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima di essere invitato dal pubblico ministero a rendere interrogatorio.

Per la precisione, la legge dice che solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere, il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa, una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si presumono violate, della data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia.

Gli atti di indagine a cui il difensore ha diritto di assistere, e che pertanto richiedono la notifica dell’avviso di garanzia, sono: l’interrogatorio, l’ispezione, il confronto, l’accertamento tecnico irripetibile, la perquisizione, il sequestro e il prelievo coattivo di campioni biologici.

Dunque, solamente quando la Procura della Repubblica deve procedere a compiere uno di questi atti d’indagine è tenuta alla notifica dell’informazione di garanzia.

Se, al contrario, questi interventi investigativi non dovessero esserci, l’avviso di garanzia potrebbe essere inviato all’indagato insieme all’avviso di conclusione delle indagini [2]: praticamente, con un unico atto, l’indagato verrebbe informato del fatto che in corso ci sono state delle indagini e che le stesse sono oramai giunte al termine.

Informazione di garanzia: cosa c’è scritto?

Abbiamo spiegato cos’è l’informazione (o avviso) di garanzia, qual è la funzione e perché viene inviato alla persona indagata. Vediamo ora cosa legge l’indagato all’interno dell’avviso di garanzia.

Secondo la legge, l’avviso di garanzia è una comunicazione che deve contenere:

  1. la provvisoria imputazione a carico dell’indagato (provvisoria perché, non essendo terminate le indagini, il pm potrebbe formulare un diverso capo d’imputazione);
  2. l’informazione dell’obbligatorietà di farsi assistere da un difensore;
  3. il nominativo del difensore d’ufficio designato dalla Procura della Repubblica;
  4. l’indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia, il quale sostituirà quello d’ufficio;
  5. l’indicazione dell’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio, a meno che non ricorrano le condizioni per accedere al gratuito patrocinio;
  6. l’indicazione dei requisiti per poter accedere al patrocinio a spese dello Stato;
  7. la precisazione di tutti i diritti e le facoltà che spettano all’indagato (diritto all’interprete, ad essere sentito dal p.m., ecc.) [3].

Avviso di garanzia: cosa succede se non si notifica?

L’importanza che la legge conferisce all’avviso di garanzia è enorme: l’omessa notifica dello stesso, infatti, comporta la radicale nullità di tutti gli atti successivi.

In pratica, questo significa che, se il processo penale dovesse incardinarsi (cioè, se si dovesse andare a giudizio) senza la notifica dell’avviso di garanzia, il difensore dell’imputato, fino all’emissione della sentenza di primo grado [4], potrebbe eccepire la carenza della comunicazione e far retrocedere il processo fino alla fase in cui era necessaria la comunicazione.

Informazione di garanzia: conseguenze

Cosa succede dopo che è stato notificato l’avviso di garanzia? Quali sono le conseguenze? In effetti, l’informazione di garanzia non comporta un mutamento della situazione di chi lo riceve: semplicemente, il destinatario viene reso edotto del fatto che ci sono delle indagini in corso e che sarebbe opportuno nominare un difensore di fiducia per concordare una strategia difensiva.

La notifica dell’avviso di garanzia, però, non comporta alcun obbligo per l’indagato, se non quello di eleggere un domicilio per le future comunicazioni; dunque, la persona indagata potrà continuare a ignorare le indagini e a non farsi assistere da un avvocato di fiducia, in assenza del quale ne verrà nominato uno d’ufficio direttamente dalla Procura.

La conseguenza principale dell’avviso di garanzia, dunque, è semplicemente quella di informare l’indagato circa i suoi diritti e le conseguenze cui potrà andare incontro se le indagini dovessero proseguire. La persona indagata potrà tranquillamente ignorare gli avvertimenti contenuti nell’informazione di garanzia, decidendo di far proseguire il corso delle indagini senza adottare particolari precauzioni difensive.

Avviso conclusione indagini: cos’è?

In uno dei paragrafi superiori abbiamo detto che, quando l’autorità giudiziaria (cioè, la Procura della Repubblica) non deve procedere a compiere nessuno degli atti d’indagine per cui è richiesta la presenza di un difensore, è possibile omettere la notifica dell’informazione di garanzia, procedendo alla comunicazione dei diritti normalmente elencati in questo avviso direttamente all’interno di un altro documento, denominato avviso di conclusione delle indagini. Di cosa si tratta?

L’avviso di conclusione delle indagini è una comunicazione che la Procura della Repubblica deve obbligatoriamente inviare nei confronti della persona sospettata di aver commesso un crimine quando le indagini sono terminate.

In pratica, l’avviso di conclusione delle indagini comunica che il pubblico ministero sta per terminare il suo lavoro e che, in assenza di novità, chiederà al giudice il rinvio a giudizio. In pratica, se ti viene notificato un avviso di conclusione delle indagini, l’atto che hai tra le mani ti sta dicendo che verrai processato per i fatti indicati nell’avviso stesso.

In estrema sintesi, possiamo dire che l’avviso di conclusione delle indagini serve a comunicarti non solo che le indagini sono praticamente terminate, ma anche che sei ad un passo dal divenire imputato, cioè dall’essere sottoposto a procedimento penale.

A cosa serve l’avviso conclusione delle indagini?

L’avviso di conclusione delle indagini ha una funzione importantissima, non meno fondamentale dell’informazione di garanzia, in quanto vengono comunicate all’indagato alcuni importantissimi diritti, e cioè:

  • la possibilità, per l’indagato o per il suo difensore, di prendere visione degli atti d’indagine, fino a quel momento segreti;
  • la facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di ulteriori atti di indagine;
  • il diritto di presentarsi per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

Avviso di garanzia e avviso di conclusione indagini

Quando l’indagato non deve essere sottoposto a nessun atto investigativo che richieda la presenza del difensore, l’avviso di conclusione delle indagini diventa molto spesso il primo atto con il quale si viene a conoscenza del fatto che sono state svolte delle indagini sul proprio conto.

Quando è così, contestualmente all’avviso di conclusione delle indagini viene notificata anche l’informazione di garanzia con la quale, come detto più volte, sono indicati tutti i diritti che la legge riconosce in vista del procedimento (nomina di un avvocato di fiducia ovvero d’ufficio se non ne scegli uno; limite di reddito per accedere al gratuito patrocinio; diritto all’interprete; ecc.).

Informazione di garanzia: cosa fare?

Tirando le fila di quanto detto sinora, rispondiamo a quest’ultima domanda: cosa fare davanti a un’informazione di garanzia? Il consiglio è, ovviamente, quello di nominare un difensore di fiducia con il quale consultarsi: solamente un professionista del diritto, infatti, potrà aiutarti a decifrare ciò che c’è scritto nell’avviso, soprattutto in punto di contestazione provvisoria del reato.

La nomina di un avvocato, inoltre, ti metterà al riparo da sgradite sorprese in quanto, per il futuro, ogni comunicazione da parte della Procura dovrà pervenire necessariamente anche al difensore, cosicché potrai farti trovare pronto nel caso di compimento di successivi atti d’indagine oppure di richiesta di rinvio a giudizio.

note

[1] Art. 369 cod. proc. pen.

[2] Art. 415-bis cod. proc. pen.

[3] Art. 369-bis cod. proc. pen.

[4] Art. 180 cod. proc. pen.

Autore immagine: 123rf.com


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