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Bonus Renzi 2020

26 Dicembre 2019
Bonus Renzi 2020

Introdotto nel 2014 e poi reso strutturale, il Bonus Renzi ha messo nelle tasche di molti italiani quasi mille euro l’anno.

Nel 2014, l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi ha annunciato che avrebbe adottato una misura per aumentare il reddito dei lavoratori e stimolare in questo modo i consumi di beni e servizi. Questa misura si è tradotta in un credito fiscale mensile di 80 euro attribuito a tutti i lavoratori dipendenti con un reddito inferiore a determinate soglie.

Ma che ne sarà del Bonus Renzi nel 2020? Il Governo in carica ha annunciato di voler adottare una nuova misura per aumentare gli stipendi, ossia, una riduzione delle tasse sul lavoro che dovrebbe lasciare più soldi netti nella busta paga di milioni di italiani. Ma andiamo per ordine.

Bonus Renzi: cos’è?

In Italia, si parla da molti anni della questione salariale. Se si legge una busta paga di un lavoratore dipendente ci si rende conto che c’è uno scarto enorme tra il reddito lordo che il datore di lavoro eroga al dipendente ed il netto che resta in mano al lavoratore. A ciò si aggiunga che sul reddito lordo pagato al dipendente il datore di lavoro deve pagare almeno un 30% in più di tasse e contributi previdenziali. La forbice tra il costo aziendale del lavoratore e il netto che il dipendente si mette in tasca è dunque impressionante.

La questione salariale viene considerata da molti anche un problema per l’economia nazionale. Se i lavoratori avessero più liquidità in tasca, infatti, potrebbero spendere più soldi nell’acquisto di beni e servizi e potrebbero, in questo modo, stimolare la produzione e l’economia nazionale. Sono tutti consapevoli di questa situazione ma poi, all’atto pratico, trovare delle soluzioni è difficile perchè ridurre questa forbice tra lordo e netto significa ridurre le entrate fiscali per lo Stato e, con il nostro debito pubblico esponenziale, rinunciare a delle entrate non è semplice.

Nel 2014, il Premier Renzi ha annunciato di voler dare una prima risposta alla questione salariale introducendo una misura volta a lasciare in tasca agli italiani una somma pari ad 80 euro al mese, ossia, quasi mille euro annui. E’ nato così il Bonus Renzi di 80 euro. Si tratta di una misura introdotta nel 2014 all’inizio solo per un anno e, poi, resa strutturale.

Il Bonus Renzi può arrivare sino a 960 euro annui e viene attribuito ai lavoratori dipendenti che abbiano un reddito complessivo non superiore a determinate soglie.

In particolare, per percepire il bonus pieno il reddito complessivo non deve essere superiore a 24.600 euro annui. Invece, per prendere il bonus ridotto il reddito complessivo non deve superare i 26.600 euro annui.

Bonus Renzi: a chi spetta e a chi non spetta?

Possono beneficiare del Bonus Renzi esclusivamente i percettori di reddito di lavoro dipendente o assimilati, tra cui rientrano anche coloro che percepiscono delle somme a titolo di cassa integrazione guadagni, indennità di mobilità e indennità di disoccupazione (Naspi).

Ne sono, invece, esclusi coloro che percepiscono:

  • reddito da pensione e gli assegni equiparati alla pensione;
  • compensi percepiti dai soci lavoratori di cooperative;
  • compensi e indennità a carico di terzi percepiti dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
  • somme percepite a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale;
  • compensi percepiti come corrispettivo in rapporti di collaborazione coordinata e continuativa;
  • remunerazioni dei sacerdoti e dei ministri di culto;
  • prestazioni pensionistiche complementari;
  • compensi per lavori socialmente utili.

Hanno diritto a percepire il Bonus Renzi anche i lavoratori delle Forze dell’Ordine e, in particolare, i dipendenti pubblici che rientrano nei seguenti corpi:

  • Polizia;
  • Carabinieri;
  • Vigili del fuoco;
  • Esercito Italiano;
  • Capitaneria di porto.

Viceversa, il Bonus Renzi non spetta a:

  • contribuenti “incapienti”;
  • contribuenti che, pur essendo “capienti”, sono titolari di un reddito complessivo annuo superiore alla soglia massima di euro 26.600.

E’ evidente che il Bonus Renzi non è una misura sociale pensata per combattere la povertà, ma è una misura pensata per aumentare lo stipendio netto dei lavoratori dipendenti.

Questo è l’argomento principale della critica al Bonus Renzi che, secondo alcuni, premia chi ha già un lavoro e non prevede alcun sostegno per chi un lavoro non lo ha.

Bonus Renzi: come funziona?

Il Bonus Renzi è stato strutturato come un credito Irpef che viene attribuito direttamente dal datore di lavoro al lavoratore in busta paga.

Quando si legge la busta paga si trova una voce che, generalmente, si chiama “Bonus D.L. 66/2014”: questo è il Bonus Renzi.

Ovviamente, come abbiamo detto, il Bonus Renzi spetta solo se il reddito complessivo annuo si mantiene sotto i 26.600 euro. Può, dunque, accadere che il datore di lavoro, agendo come sostituto d’imposta, attribuisce il bonus pieno mese per mese ma, poi, emerge che il reddito complessivo annuo del lavoratore è superiore alle soglie e, dunque, non dà diritto al bonus pieno, ma solo al bonus parziale, oppure non dà diritto al bonus tout court.

Proprio per questo può capitare, nella busta paga di dicembre, che ci siano delle trattenute, se il bonus Renzi è stato erogato in eccesso, o viceversa che ci siano delle somme aggiuntive se il bonus Renzi è stato erogato in difetto. Se questi aggiustamenti non vengono effettuati dal datore di lavoro a fine anno, sarà allora la dichiarazione dei redditi il momento nel quale occorre effettuare il ricalcolo del bonus Renzi, considerando tutti i redditi dichiarati dal lavoratore e che potevano anche non essere conosciuti dal datore di lavoro.

In sede di dichiarazione dei redditi possono, dunque, verificarsi due ipotesi:

  • il bonus a cui ha diritto il lavoratore è superiore a quello calcolato ed erogato dal datore di lavoro: in questo caso, la quota non erogata viene recuperata in dichiarazione;
  • il bonus a cui ha diritto il lavoratore è inferiore a quello calcolato dal sostituto d’imposta: in tal caso la parte eccedente che è stata ricevuta deve essere restituita in dichiarazione.

Bonus Renzi 2020

Che sorte avrà il Bonus Renzi nel 2020? Il Governo in carica ha annunciato di voler ridurre il cosiddetto cuneo fiscale, ossia le tasse sul lavoro. Ma come si concilierà questa misura con il Bonus Renzi? Innanzitutto, premettiamo che la manovra di bilancio non è stata ancora approvata e, dunque, le informazioni che forniremo sono frutto delle indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni.

Da quanto è dato sapere, verrà introdotto nel 2020 un nuovo bonus direttamente in busta paga che è proprio il frutto del programmato del taglio del cuneo fiscale sui redditi più bassi.

Il testo attualmente in circolazione della legge di bilancio parla, genericamente, di un taglio al cuneo fiscale nel 2020, ma rimanda per la normativa di dettaglio ad un successivo decreto attuativo che dovrà stabilire i requisiti di reddito per accedere al bonus, le modalità applicative, chi ne ha diritto e chi ne resta escluso.

Tuttavia, nel corso degli ultimi mesi, sono state diverse le dichiarazioni del Governo e le indiscrezioni su chi avrà diritto al bonus in busta paga e quale sarà la somma riconosciuta. Non dovrebbe trattarsi di uno stravolgimento del Bonus Renzi. Infatti, da quanto è dato sapere, i soggetti beneficiari saranno gli stessi che oggi prendono il Bonus Renzi.

Tuttavia, la soglia di reddito per accedere al bonus dovrebbe essere più ampia, comprendendo anche i redditi tra i 26.600 ed i 35.000 euro. Il bonus 2020, dunque, non cancellerà il Bonus Renzi, ma si aggiungerà a questo.

Dalle indiscrezioni che circolano parrebbe che la fascia di reddito tra i 26.600 e i 35.000 euro sarà la più avvantaggiata. Questi lavoratori potrebbero prendere un bonus pari a circa 500 euro all’anno Per la fascia più bassa, che oggi prende già il Bonus Renzi, il nuovo Bonus 2020 dovrebbe aggirarsi, invece, intorno ai 40/50 euro annui, che si aggiungono agli 80 euro del bonus Renzi.

Lo stanziamento complessivo della misura è di 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e di 5 miliardi di euro annui a decorrere dal 2021.

Non ci sono molte certezze sul funzionamento della nuova misura di rilancio degli stipendi dei lavoratori italiani poichè la manovra di bilancio stabilità solo i contorni della nuova misura ma tutti gli aspetti di dettaglio verranno demandati ad un decreto attuativo: è solo leggendo il decreto che potremo capire, nello specifico, come funziona la misura, a chi spetta, a quanto ammonta e quale impatto concreto potrà avere per le famiglie italiane.

In ogni caso, si tratta di una notizia positiva per milioni di italiani. Infatti, con la conferma del Bonus Renzi, se andiamo a sommare il nuovo bonus al Bonus Renzi di 80 euro, si potrebbe raggiungere una riduzione del carico fiscale di circa 1.000 euro annui per i lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia reddituale che va dagli 8.000 euro ai 26.600 euro.

Bonus Renzi 2020: diventa detrazione fiscale?

Anche se è certo che non verrà abolito, il Bonus Renzi nel 2020 potrebbe essere trasformato da Credito Irpef in detrazione fiscale. Cosa cambierebbe? In realtà, la possibilità di trasformare il Bonus Renzi in una detrazione è allo studio da molto tempo, soprattutto per risolvere alcune criticità legate all’attuale meccanismo di funzionamento.

In particolare, oggi, l’aspetto più critico del Bonus Renzi è la restituzione totale o parziale del credito a fine anno, all’esito del ricalcolo effettuato direttamente da parte del datore di lavoro, oppure a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi.

La restituzione crea non pochi problemi a quei lavoratori che, nel mentre, si sono spesi il Bonus e poi si trovano a restituirlo tutto in una volta.

La trasformazione del Bonus Renzi in detrazione potrebbe sicuramente risolvere questa problematica e renderebbe il Bonus Renzi una misura plasmata sul reddito del contribuente al pari di quanto avviene già oggi con le altre detrazioni fiscali applicate in busta paga.



3 Commenti

  1. E, a proposito dell’argomento di cui si tratta – come avevo già eccepito in tempi non sospetti, cioè fin dal suo “insorgere” nel 2014 – l’assurdità è che questo Bonus NON è stato dato alle pensioni di pura sopravvivenza; non dico alle pensioni d’oro, ma almeno a coloro che percepiscono intorno ai 1.400/1.500 Euro netti il mese… Sarò un pazzo visionario, ma da parte del governo lo trovo un vero e proprio insulto gratuito alla pletora delle pensioni si sopravvivenza. Evidentemente i legislatori, serviti e riveriti a casa di tutto punto e pronti a mettere solo gli arti inferiori sotto il tavolo, non sono adusi ad andare a fare la spesa… Provate un po’ a chiedergli che cosa costa un litro di latte, un kg di pane, un litro d’olio o un kg di zucchero… Diventerebbero rossi di vergogna cercando riparo dietro il primo paravento utile come di fronte a una domanda di… Diritto costituzionale o Diritto romano! Provare per credere

  2. Nell’articolo di sopra “Bonus Renzi 2020” del 26/12/2019, sono elencati una serie di percettori di reddito esclusi dal diritto di ricevere il Bonus, gentilmente mi confermate che sono veramente tutti esclusi !!!!!!

  3. La trasformazione in detrazione risolve i problemi??Il governo è preoccupato per le fasce da 8200 a 15000 euro ove la trasformazione farebbe perdere la possibilità di godere di quelle da lavoro dipendente e carichi…ora nel mio caso io sono attorno ai 20000 lordi, ma guarda caso strano, ma vero ho comprato casa e l’ho ristrutturata come milioni di italiani facendo un bel mutuo ecc, io posso quindi scegliere se perdere le detrazioni per la ristrutturazione fatta in regola con Cila e tutto, o le detrazioni del mutuo o quelle delle spese sanitarie o della scuola e della ristrutturazione ecc..in più ho le detrazioni per le valvole del condominio ancora in auge e ora il bonus facciate che pare verrà deliberato…non percepirò più 80 euro, ma 0 euro solo per aver fatto tutto in regola e pagato le tasse…ovviamente il problema della perdita di detrazioni nella fascia 15000- 26600 non esiste…famiglia monoreddito giusto per gradire..alla fine in questa fascia molti si accorgeranno che al primo lavoro grossi di condominio una parte delle detrazioni sarà persa…se non già ora….come nel mio caso…

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