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Come sapere gruppo sanguigno

13 Gennaio 2020 | Autore:
Come sapere gruppo sanguigno

Quali sono i metodi per individuare il proprio gruppo sanguigno e tenerlo a disposizione per ogni occorrenza.

Il gruppo sanguigno è una delle caratteristiche fondamentali di ogni individuo, ma ben pochi conoscono qual è il proprio e quello dei loro cari. Eppure è fondamentale saperlo e tenerlo a disposizione in caso di emergenza medica: prima di praticare una trasfusione infatti bisogna conoscere il gruppo del donatore e quello del ricevente, per evitare pericolose incompatibilità.

Pensa alla scena di un pronto soccorso che non conosce qual è il gruppo sanguigno di un paziente, arrivato in condizioni gravi, con un’emorragia che richiede un’urgente somministrazione di sangue: prima di poterla fare bisogna accertarlo. Serve prelevare un campione del suo sangue, analizzarlo e finalmente sapere qual è il gruppo sanguigno di appartenenza. Certo, possono bastare anche pochi minuti, ma saperlo subito consente di risparmiarli e fa la differenza che può salvare una vita.

Se ti chiedi come sapere il gruppo sanguigno sei nel posto giusto: scoprirai che individuare il gruppo sanguigno non è difficile e neppure costoso ed hai a disposizione diversi modi utili allo scopo. In questo articolo vedrai proprio quali sono i metodi più pratici ed efficaci per rivelare con precisione qual è il gruppo sanguigno. Dopodiché, cerca di annotarlo o registrarlo in un luogo accessibile ai medici e al personale sanitario, in maniera da averlo sempre pronto per ogni eventuale occorrenza.

Gruppo sanguigno: cos’è

Il gruppo sanguigno è una delle caratteristiche fondamentali di ogni essere umano (ed anche di tutti gli animali mammiferi a sangue caldo: ad esempio, anche i cani ed i gatti hanno il proprio). La sua classificazione è nota da tempo (la scoperta risale ai primi del Novecento, oltre un secolo fa) e si fonda sulla presenza o meno di determinati antigeni nei globuli rossi.

Il gruppo sanguigno è predeterminato in ogni individuo dalla nascita e non varia nel corso della vita: è immutabile. Esso deriva dal contributo genetico di entrambi i genitori.

In alcuni casi può verificarsi, durante la gravidanza, che il feto presenti un gruppo sanguigno diverso da quello della madre, e questo può provocare seri problemi di incompatibilità che esamineremo tra poco: un motivo in più per conoscere il proprio gruppo sanguigno.

Gruppi sanguigni: quali sono

Secondo il sistema di classificazione più diffuso nel mondo, ci sono solo quattro gruppi sanguigni e vengono identificati con una lettera dell’alfabeto o con un numero: precisamente, sono: A, B, AB e 0 (zero).

C’è poi il fattore Rh (abbreviazione di Rhesus) che può essere positivo (identificato con il carattere “+”, più) oppure negativo (segnalato con il carattere (“-“, meno).

La denominazione completa del gruppo sanguigno di appartenenza per ogni persona comprende sia il gruppo di appartenenza sia il fattore; così avremo A+. A -, B+, B-, AB+, AB-, 0+ e 0-. Sono 8 gruppi in totale, non ce ne sono altri. Ciascuno di noi ne possiede uno e uno solo di essi; non ci sono sottovariazioni.

Esistono, invece, molte altre classificazioni delle proprietà del sangue, ma interessano solo gli scienziati e gli specialisti.

Gruppi sanguigni: incompatibilità 

I gruppi sanguigni in realtà sintetizzano e rivelano un complesso sistema delle principali caratteristiche di alcuni antigeni e anticorpi presenti in ciascuno di noi. Il sangue è un tessuto biologico liquido e fa parte del sistema immunitario; è ricco di sostanze che funzionano come “sentinelle” che mettono in guardia dalle infezioni, consentono di individuarle e di riconoscerle e così di combatterle.

Il gruppo sanguigno rivela proprio quali sono questi antigeni e anticorpi; il problema consiste nel fatto che il sistema immunitario di ciascuno di noi conosce il proprio sangue ma reagisce automaticamente quando viene introdotto nell’organismo sangue non proprio, come avviene nel caso di una trasfusione.

Il sangue estraneo, se non è compatibile, viene identificato come un nemico e distrutto, a partire dai suoi globuli rossi. Le reazioni possono essere gravissime e mettere a repentaglio la stessa vita di chi riceve il sangue incompatibile.

Così esiste una precisa tabella, ben conosciuta dai medici, che stabilisce la classificazione ematica dei vari gruppi ponendo in relazione tutte le possibili compatibilità, e le corrispondenti incompatibilità in modo da stabilire il sangue idoneo ad essere ricevuto per ogni gruppo sanguigno, tenendo conto anche del relativo fattore Rh.

Si va dal gruppo 0 + che può essere donato a tutti i pazienti (ma chi lo possiede può ricevere sangue solo del gruppo analogo), al gruppo Ab + che può essere trasfuso solo nei pazienti aventi quel gruppo corrispondente e non ad altri diversi (in compenso, queste persone possono ricevere sangue da tutti gli altri gruppi).

Ci sono così donatori universali e riceventi universali oppure donatori, e riceventi, parziali e limitati. In sintesi, chi appartiene al gruppo A o al gruppo B potrà ricevere sangue da chi ha il gruppo omologo (A o B) oppure lo zero, chi ha il gruppo AB da tutti i gruppi, chi ha lo zero solo dal corrispondente.

Ma a complicare le cose c’è il fattore Rh: chi lo ha positivo potrà ricevere sangue con Rh sia positivo sia negativo, ma chi lo possiede negativo non potrà ricevere sangue Rh +.

Però non devi preoccuparti di imparare a memoria la tabella dei casi di compatibilità tra sangue del donatore e del ricevente, a meno che tu non sia uno studente di medicina o discipline affini; è invece fondamentale per te sapere l’informazione di partenza, cioè il gruppo sanguigno che sarà reso noto al personale sanitario curante, in caso di necessità

Gruppo sanguigno: quali modi per saperlo

Ora che conosci quali sono i gruppi sanguigni, cosa identificano e perché sono importanti, possiamo esaminare i modi per sapere qual è il gruppo sanguigno.

Il metodo ereditario

Conoscendo in partenza qual è il gruppo sanguigno di entrambi i propri genitori è possibile calcolare il proprio. Esistono tabelle che riassumono in maniera univoca i risultati dell’incrocio genetico di ciascuno, tenendo conto sia del contributo paterno che di quello materno.

Il problema di questo metodo è che non individua con certezza il gruppo che ti interessa, ma solo entro un range di appartenenza possibile, che ne contiene alcuni e ne esclude altri: ad esempio, se i tuoi genitori hanno entrambi gruppo 0 anche tu sarai sicuramente di quel gruppo, ma se hai un padre A e una madre AB (o viceversa) saprai solo che potresti essere A, o B, o AB, e sicuramente non 0.

Sarà, dunque, in molti casi un risultato insoddisfacente e quasi inutile. Potrebbe però servire in certi casi a livello predittivo, per futuri genitori che desiderano individuare il possibile gruppo sanguigno dei figli che avranno, restringendo il campo della ricerca.

Le analisi del sangue

É questo il metodo più efficace e definitivo per sapere con certezza qual è il gruppo di appartenenza del proprio sangue. Considera che non è necessario che le analisi siano attuali: possono essere state eseguite anche in precedenza, perché come abbiamo detto il gruppo sanguigno rimane inalterato per tutto il corso della vita.

Se vuoi conoscere il tuo gruppo sanguigno attraverso le analisi del sangue, l’unica condizione necessaria è quella di far specificare dal tuo medico richiedente, tra le prescrizioni degli esami sanguigni da svolgere, anche e proprio quella dell’indicazione del gruppo sanguigno; altrimenti, tra le tante opzioni disponibili, proprio questa viene spesso tralasciata nella pratica.

In questo modo, il laboratorio che eseguirà l’indagine individuerà l’informazione che ti serve e la riporterà nel referto, assieme all’esito degli altri esami, come ad esempio l’emoglobina o il livello di colesterolo o le analisi più approfondite che in base alle tue esigenze il medico ti avrà prescritto.

Se, invece, non hai mai fatto analisi del sangue o non trovi i referti, puoi ripeterle oppure eseguire altre ricerche con i metodi che ti indichiamo ora.

In farmacia

Da qualche tempo, tra i nuovi servizi in farmacia c’è anche quello dell’esame per conoscere il gruppo sanguigno di appartenenza e altre indicazioni di base sulla composizione del proprio sangue, come il controllo dei livelli di glicemia, del colesterolo e dei trigliceridi.

Sono oggi sempre più le farmacie che dispongono di questi servizi ed è possibile effettuarli presso una di esse comodamente (negli orari a propria scelta anziché in quelli programmati dai laboratori di analisi) e con un costo contenuto.

Il principale fattore che differenzia le analisi in farmacia da quelle compiute presso un laboratorio sta nel fatto che in farmacia non occorre il prelievo del campione, con il sangue estratto mediante una siringa e depositato in una provetta (esperienza, questa, drammaticamente nota a molti che si impressionano della vista del sangue).

In farmacia, l’analisi si esegue in modo diverso e molto meno invasivo: semplicemente pungendo il polpastrello di un dito e facendo fuoriuscire una sola goccia di sangue, che viene depositata su una striscia reattiva già predisposta. A questo punto è sufficiente introdurre la striscia imbevuta di sangue in uno strumento e il risultato sarà disponibile in pochi minuti sul display.

Oggi, i risultati delle analisi del sangue eseguite in farmacia sono affidabili per questi esami basilari – tra i quali quello dell’individuazione del gruppo sanguigno – quasi quanto quelli delle analisi di laboratorio, che sono invece insostituibili e da prediligere in caso di esami più specialistici e approfonditi, che richiedono strutture e apparati di indagine non disponibili in farmacia.

I kit per analisi fai da te

Se per motivi di riservatezza non desideri effettuare le analisi in farmacia, potresti decidere di acquistare un kit per effettuare un test speditivo a casa. Anche queste “analisi fai da te” si basano su strisce di reagenti sulle quali applicare una goccia di sangue, ed assumeranno determinate colorazioni in base ai risultati.

Tieni presente però che a volte interpretare correttamente i risultati richiede l’intervento di personale specializzato (le gradazioni di colore che si ottengono sono talvolta confuse) e che questi test non sostituiscono i metodi diagnostici tradizionali; inoltre, non tutti i prodotti in commercio hanno un elevato grado di affidabilità e chi non ha la competenza necessaria non è in grado di stabilire quali sono i più sicuri ed attendibili.

I documenti

In Italia, ad oggi, i documenti di riconoscimento non prevedono, tra le informazioni fornite, l’indicazione del gruppo sanguigno. Solo i militari, gli appartenenti alle forze dell’ordine e altre categorie di dipendenti pubblici, nei propri rispettivi tesserini di appartenenza e nella documentazione medica di riferimento, riportano questo prezioso dato.

Neppure la tessera sanitaria lo contempla, anche se vi sono state varie proposte di legge per inserirlo (magari nel chip elettronico oppure in chiaro, nel campo già predisposto per i dati sanitari regionali o anche sul retro, nei campi dedicati alla banda magnetica), ma sinora nessuna ha avuto esito favorevole.

In futuro, le cose potrebbero cambiare attraverso la diffusione della tessera europea di assicurazione malattia (Team) che garantisce l’assistenza sanitaria nell’Unione Europea e in altri Paesi europei (Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera), oppure più probabilmente grazie all’introduzione del nuovo fascicolo sanitario elettronico a condizione che venga alimentato da tutte le strutture sanitarie interessate.

In questo modo si realizzerebbe il vantaggio di rendere disponibile l’informazione sul gruppo sanguigno direttamente agli ospedali incaricati delle cure di emergenza da prestare ai pazienti.

Le informazioni dal proprio medico

Nel frattempo, però, c’è anche un modo più diretto per sapere il proprio gruppo sanguigno: chiedi al tuo medico di famiglia o a un tuo altro medico curante che – se ha impiantato la tua scheda personale e la mantiene aggiornata con i dati di esami ed accertamenti clinici da te fatti in precedenza – potrà reperire facilmente questa informazione.

Ad esempio, se hai avuto una gravidanza o ti sei sottoposto ad un intervento chirurgico avrai quasi sicuramente effettuato un esame del sangue e, se i relativi esiti saranno stati riportati nella scheda, il tuo medico li avrà disponibili.

Donare il sangue

Se decidi di donare il sangue compi un’attività utile e benefica non solo per gli altri ma anche per te stesso. Infatti avrai la possibilità di effettuare le analisi del sangue – che sono preliminari e obbligatorie per i donatori – e così realizzerai una maniera molto semplice per sapere con certezza qual è il tuo gruppo sanguigno.

Sapere il gruppo sanguigno è indispensabile per stabilire quali tipi di sangue sono compatibili o meno tra donatori e riceventi, dunque le analisi effettuate dalle strutture attrezzate per la donazione prevedono proprio questo dato come essenziale: come donatore sarai classificato proprio in base al tuo gruppo di appartenenza.

Considera, però, che non tutti possono essere donatori: la legge stabilisce precisi requisiti di età (non meno di 18 anni e non oltre i 60) di peso (non meno di 50 kg) e di condizioni di salute. Inoltre il sangue può essere donato solo attraverso i centri di raccolta autorizzati, come i servizi trasfusionali ospedalieri o quelli di associazioni come l’Avis o la Croce Rossa. Se vuoi saperne di più leggi cosa fare per donare il sangue.


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