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Registrazione audio assemblea condominio

27 Dicembre 2019
Registrazione audio assemblea condominio

Si può fare una registrazione video o audio della riunione condominiale o c’è bisogno del consenso di tutti gli intervenuti? Le regole sulla privacy in condominio. 

Alle scorse riunioni di condominio sono volate parole pesanti, offese e minacce di tutti i tipi. Questa volta, però, non vuoi lasciare impuniti tali comportamenti: sei quindi intenzionato ad eseguire una registrazione audio dell’assemblea di condominio per denunciare i comportamenti illeciti dinanzi alle autorità e far valere i tuoi diritti. Puoi farlo? Munendoti di uno smartphone o di un comune registratore, potresti procurarti la prova di tutto ciò che è stato detto nel corso della riunione per poi produrlo a un giudice? La questione è stata affrontata più volte dalla Cassazione e dal Garante della privacy. Come ben si comprende, è necessario bilanciare il diritto alla riservatezza dei condomini – che, all’oscuro di essere oggetto di una “intercettazione”, potrebbero abbandonarsi a confidenze o altre comunicazioni personali – con il diritto alla tutela giudiziale, garantito dalla Costituzione. 

Ma perché procedere alla registrazione audio dell’assemblea di condominio? Non c’è già il verbale della riunione come prova di quanto avvenuto nel corso della stessa? Non sempre. Innanzitutto, determinati fatti potrebbero sfuggire all’orecchio del presidente dell’assemblea; allo stesso modo, ben potrebbe essere che questi non voglia riportare fatti estranei alla trattazione dell’ordine del giorno, come le scaramucce tra condomini. 

Peraltro, la Cassazione [1] ha detto che il verbale dell’assemblea condominiale offre solo una prova presuntiva dei fatti che afferma in essa essersi verificati. È, quindi, ben possibile che lo stesso non contenga la verità. E siccome spetta sempre al condomino che impugna la deliberazione assembleare o che assume essere stati lesi i propri diritti dimostrare questa circostanza, senza tale prova egli perderebbe ogni tutela. Certo, ci sono sempre le testimonianze dei presenti, ma queste potrebbero essere ritenute dal giudice poco attendili visto che il contesto è assai litigioso e caratterizzato da forti contrasti. Ecco allora che per invalidare il verbale di assemblea per falso materiale si può pensare di ricorrere alla videoripresa o alla registrazione. Ma è legale? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Leggi assemblea di condominio: si può registrare?

Si può registrare una conversazione all’insaputa degli altri?

La Cassazione ha ormai assunto un orientamento pacifico in merito alle registrazioni non autorizzate di conversazioni tra più persone, evidentemente non consapevoli di essere registrate. Secondo la Corte [2], è lecita la registrazione delle conversazioni: non si tratta, infatti, di “intercettazioni” in senso stretto, quelle cioè fatte dalla polizia giudiziaria e, come tali, soggette all’autorizzazione del pm solo in presenza di determinati reati. Allo stesso tempo, non si compromette il diritto alla segretezza della comunicazione. La registrazione implica «memorizzare fonicamente le notizie lecitamente apprese dall’altro o dagli altri interlocutori».  

Tale interpretazione è stata via via confermata nel corso degli anni, anche dopo l’approvazione della legge sulla privacy e l’entrata in vigore del Gdpr (ossia il regolamento europeo sul trattamento dei dati personali). E difatti «chi conversa accetta il rischio che la conversazione sia documentata mediante registrazione, ma è violata la privacy se si diffonde la conversazione per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui» [3].

La Corte ha così riaffermato la liceità dell’uso di registrazioni audio e video come prove documentali [4]. Non ci sono, quindi, ostacoli al fatto che un soggetto registri, magari anche tramite il proprio smartphone, una conversazione con un’altra persona senza necessità che quest’ultima debba essere preventivamente informata. 

Le registrazioni audio non autorizzate valgono come prova?

Sempre la Cassazione ha ritenuto che le registrazioni audio di conversazioni fatte dinanzi a soggetto all’oscuro di ciò possono essere utilizzate in un processo per tutelare i propri diritti. 

«Le registrazioni, video e/o sonore, tra presenti, o anche di una conversazione telefonica, effettuata da uno dei partecipi al colloquio, o da una persona autorizzata ad assistervi costituisce prova documentale valida e particolarmente attendibile, perché cristallizza in via definitiva ed oggettiva un fatto storico (…) la persona che registra (o come nel caso nostro, che viene filmata dallo stesso autore del fatto) è pienamente legittimata a rendere testimonianza, e quindi la documentazione del colloquio esclude qualsiasi contestazione sul contenuto dello stesso».

Dunque, la divulgazione del contenuto del colloquio da parte di chi lo ha registrato non è vietata dalla Costituzione, «posto che il diritto alla riservatezza, non atteggiandosi, in questo caso, come componente essenziale del diritto alla libertà e segretezza delle comunicazioni, non si pone come valore costituzionalmente protetto e, ove non risulti neppure assicurato da specifiche previsioni della legge ordinaria, cede di fronte all’esigenza di formazione e di conservazione di un mezzo di prova» [5]. 

C’è comunque da dire che la registrazione audio costituisce una «prova atipica» nel processo civile, equiparabile alle riproduzione meccaniche (si pensi alle fotocopie) che, come tali, non hanno valore se contestate dalla controparte contro cui è prodotta. Quindi, il file audio con la conversazione diventa prova solo se non ci sono elementi che possano far dubitare della sua genuinità e autenticità. Certo – ha rimarcato sempre la Cassazione – non basta una generica opposizione a togliere alla registrazione il suo valore di prova. Non è sufficiente dire «mi oppongo», ma bisogna anche spiegare al magistrato per quali ragioni la riproduzione non sia fedele all’originale, sia stata corrotta, alterata o comunque non dia valide garanzie in merito alla sua fondatezza (si pensi al caso in cui non risulti, dall’estratto audio, la data in cui si sarebbe tenuta la conversazione). 

Si può fare una registrazione audio di un’assemblea di condominio?

Alla luce delle predette argomentazioni, si può concludere sostenendo che si possono registrare le conversazioni che avvengono nel corso di un’assemblea condominiale se l’audio serve a difendere un diritto proprio.

In proposito, il Garante della privacy ha affermato che la video-registrazione di quanto accade nel corso di un’assemblea condominiale è possibile solo previa autorizzazione di tutti i presenti. Ma l’affermazione si riferiva alla registrazione eseguita dall’amministratore, comunicata a tutti i condomini e, quindi, con la consapevolezza dei presenti. Invece, ciascuno di questi, senza dire nulla agli altri, potrebbe ugualmente azionare il proprio smartphone in modalità “registratore” per acquisire le prove relative alle lesioni del proprio diritto senza perciò prima dover chiedere permesso all’assemblea o all’amministratore. 


note

[1] Cass. sent. n. 12119/1992.

[2] Cass. sent. n. 36747/2003.

[3] Cass. sent. n. 18908/2011.

[4] Cass. sent. n. 5241/2017.

[5] Cass. sent. n. 36747/2003.


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