Pensioni oltre Quota 100: il presidente Inps spiega come

27 Dicembre 2019
Pensioni oltre Quota 100: il presidente Inps spiega come

Superare l’età minima uguale per tutti e introdurre coefficienti che tengano conto della gravosità dei lavori svolti; rendere certo l’importo dell’assegno.

Dopo Quota 100, arriva un sistema pensionistico basato sulla gravosità dei lavori “superando le età di pensionamento uguali per tutti”. E’ il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, stamattina in una intervista al ‘Messaggero’, diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos, a indicare la via di un’uscita anticipata flessibile per le pensioni del futuro.

“Si potrebbe pensare – spiega -ad un sistema di coefficienti che tengano conto appunto della gravosità del lavoro. Sarebbe un modo per prevedere un’età di uscita dal lavoro per ogni categoria, in maniera flessibile. Il minatore avrà un indice di gravosità più alto e quindi potrà uscire prima. Certo ci dovrà essere un’età minima, la stabilirà il legislatore”.

Tridico sottolinea che “Quota 100 è stata una misura sperimentale. Abolirla, dopo solo un anno, sarebbe stato inopportuno, con la frustrazione di legittime aspettative”. “Allo scadere naturale – afferma – si può pensare a una revisione complessiva del sistema che abbia l’ambizione di essere strutturale, fermo restando che Quota 100 in sé costituisce già uno scivolo temporaneo per ammorbidire lo scalone per molti che non sono coinvolti dalle altre forme di anticipazione, dopo la riforma del 2011″.

Quanto all’importo dell’assegno, secondo Tridico si potrebbe pensare “ad una correzione di una norma che reputo ingiusta, cioè l’incremento dell’aspettativa di vita con effetti sui requisiti di pensionamento per tutti, anche su chi è già vicino alla pensione”.

“Si dovrebbero neutralizzare – prosegue il presidente dell’Inps – gli effetti degli incrementi sull’età di pensionamento, da una determinata età in poi, ad esempio da 60 anni: in modo che l’aumento dell’aspettativa di vita sia bloccato per le singole coorti di lavoratori. Per ogni anno di nascita una certa aspettativa, che poi non cresce più. Così si dà certezza”.

Certo “stiamo parlando di una riforma strutturale che non sarà a costo zero. Però – spiega – si potranno usare intanto le risorse non spese per Quota 100. Secondo nostre stime, comunque prudenti, nel 2019 avanzano circa 1,6 miliardi di cui solo 1,1 sono stati conteggiati nel decreto ”salva conti” di luglio. Nel 2020 potremo avere 2,5 miliardi”.


3 Commenti

  1. L’Inps, con la circolare 147/2019, ha ufficializzato l’aumento delle pensioni dello 0,40% per gli assegni sino a 3 volte il trattamento minimo (per la rivalutazione piena degli assegni d’importo da 3 a 4 volte il minimo è necessario attendere la conferma da parte della legge di Bilancio 2020).Ha inoltre reso noti tutti gli importi dei trattamenti di assistenza ed a favore degli invalidi, la nuova integrazione al minimo 2020, le maggiorazioni, l’incremento al milione, il calendario del pagamento delle pensioni, il nuovo taglio alle pensioni d’oro.

  2. L’Inps ha reso disponibile il nuovo modulo «AP139», attraverso il quale chi ha diritto alla pensione quota 100 deve comunicare all’istituto i redditi di lavoro percepiti. A questo proposito, si ricorda che la percezione di redditi da lavoro dipendente o autonomo è incompatibile con la pensione quota 100 sino al compimento di 67 anni, ad esclusione dei redditi di lavoro autonomo occasionale nel limite di 5mila euro annui.La dichiarazione va trasmessa da chi percepisce redditi incumulabili con la pensione, ma anche, compilando delle sezioni specifiche, da chi ha prodotto redditi da lavoro espressamente previsti come non influenti ai fini del divieto di cumulo, oppure redditi derivanti da attività da lavoro svolte in periodi precedenti la decorrenza della Pensione.

  3. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 5 novembre 2019 del Mef, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, sull’adeguamento agli incrementi della speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento, per il biennio 2021- 2022. Poiché gli incrementi registrati dall’Istat risultano inferiori a un mese, i requisiti per la pensione resteranno congelati, ossia uguali a quelli previsti nel biennio 2019. 2020, sino al 31 dicembre 2022.

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